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Danti Causa

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Le persone dalle quali un soggetto ha derivato un diritto. In questo contesto, sono le parti originarie del processo, ora decedute, i cui diritti sono passati agli eredi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Azione di rivendicazione: la prova supera il catasto
Un proprietario ha promosso una causa per recuperare un immobile asseritamente usurpato dai vicini dopo un acquisto all'asta. L'attore ha esercitato l'azione di rivendicazione producendo un atto di donazione paterno. I vicini hanno eccepito l'usucapione del bene. La Corte d'Appello ha ordinato il rilascio basandosi sulle sole risultanze peritali e catastali. La Corte di Cassazione ha annullato tale verdetto, accogliendo il ricorso degli occupanti. Gli Ermellini hanno ribadito che chi agisce per rivendicare un immobile deve fornire la prova rigorosa della proprietà risalendo fino a un acquisto originario. La semplice eccezione di usucapione sollevata dalla controparte non attenua questo severo onere probatorio.
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Integrazione del contraddittorio: eredi divisi e ricorso bloccato
In una controversia sui confini di un terreno, due soggetti, dichiarandosi unici eredi della defunta proprietaria originaria, hanno fatto ricorso in Cassazione contro i vicini. Tuttavia, i ricorrenti non hanno notificato il ricorso ad altri due parenti che avevano partecipato e perso il precedente grado di giudizio. La Corte di Cassazione ha rilevato questa grave omissione. Trattandosi di una causa inscindibile, la Suprema Corte ha ordinato l'integrazione del contraddittorio. Ha quindi concesso sessanta giorni di tempo per notificare il ricorso anche ai parenti esclusi, rinviando la decisione finale a una nuova udienza.
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Distanze legali tra edifici: l’abuso è del venditore, chi paga?
Il Vicino ha citato in giudizio i Nuovi Proprietari per violazione delle distanze legali tra edifici a causa di una mansarda abusiva, chiedendone l'arretramento e il risarcimento dei danni. I Nuovi Proprietari hanno chiamato in causa i Venditori per essere garantiti, poiché l'abuso era stato iniziato da questi ultimi. La Corte d'Appello ha condannato i Nuovi Proprietari all'arretramento e ha escluso la responsabilità dei Venditori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei Nuovi Proprietari limitatamente alla responsabilità dei Venditori. I giudici di legittimità hanno rilevato una grave contraddizione nella sentenza d'appello: la perizia tecnica aveva infatti dimostrato che i Venditori avevano realizzato ben due terzi della mansarda abusiva prima della vendita. La causa è stata rinviata per un nuovo esame sulla manleva.
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Onere della prova credito d’imposta: la Banca vince contro il Fisco
Una banca chiede il rimborso di un vecchio credito d'imposta, ereditato dopo aver acquisito un'altra azienda. L'Amministrazione Finanziaria nega il rimborso, sostenendo che la banca non ha fornito prove sufficienti della sua esistenza. La Cassazione dà ragione alla banca, stabilendo un principio chiave sull'onere della prova del credito d'imposta. I giudici chiariscono che se il contribuente fornisce una serie di elementi (bilanci, documenti, esito di un precedente contenzioso) e il giudice di merito li ritiene sufficienti a dimostrare il credito, la sua valutazione non è più discutibile in Cassazione. Il Fisco perde e deve rimborsare il credito.
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Servitù apparente: la prova per l’usucapione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33766/2023, ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che chiedevano di riconoscere l'usucapione di una servitù di passaggio. Il caso verteva sul requisito della servitù apparente, ovvero sulla necessità di opere visibili e permanenti. La Corte ha ribadito che l'onere di provare tale apparenza spetta a chi intende far valere il diritto, e la semplice esistenza di una stradina non è sufficiente. È necessario un "quid pluris" che dimostri in modo inequivocabile la specifica destinazione della strada all'esercizio della servitù a vantaggio del fondo dominante.
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Confisca di prevenzione: illegittima sui beni donati
La Corte di Cassazione annulla una confisca di prevenzione su un immobile ricevuto in donazione. La Corte stabilisce che la misura non può colpire beni la cui acquisizione non ha comportato un esborso economico da parte del proposto, rendendo irrilevante l'indagine sulla provenienza lecita del bene da parte dei donanti, i quali non erano parte del procedimento. L'appello di un'altra persona coinvolta per un diverso immobile è stato invece dichiarato inammissibile.
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Nota di Trascrizione: Opponibilità e Servitù di Passo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari immobiliari, confermando la limitazione di una servitù di passaggio. La Corte ha chiarito il ruolo fondamentale della nota di trascrizione: sebbene il diritto nasca dal contratto (titolo), la sua opponibilità a terzi dipende esclusivamente dal contenuto della nota. Una riserva che limitava la servitù, presente nell'atto originale e debitamente trascritta, è stata ritenuta pienamente opponibile ai successivi acquirenti, anche se questi ultimi derivavano il loro diritto da più atti distinti.
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Inadempimento contrattuale venditore: cosa fare?
Un acquirente acquista un immobile gravato da una trascrizione pregiudizievole. Nonostante la promessa contrattuale di cancellarla, i venditori restano inerti. L'acquirente paga di tasca propria per liberare l'immobile e cita in giudizio i venditori. La Corte di Cassazione stabilisce che l'inerzia configura un inadempimento contrattuale del venditore, il quale aveva assunto un'obbligazione specifica di attivarsi per la cancellazione, anche in assenza di un termine esplicito. La causa viene rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Omessa pronuncia: quando la sentenza è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per omessa pronuncia. Il caso riguardava una controversia su una servitù di passaggio. La corte di merito aveva dichiarato inesistente la servitù, ma aveva omesso di decidere sull'eccezione relativa alla carenza di legittimazione attiva di alcuni attori. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice ha l'obbligo di pronunciarsi su tutte le domande ed eccezioni proposte, pena la nullità della decisione. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Qualitas soli: Cassazione su terreni e usi civici
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un privato cittadino in una controversia decennale contro un Comune, confermando la natura demaniale di alcuni terreni. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi di ricorso, in particolare per l'applicazione della regola della "doppia conforme" e per la mancata specificità delle censure. La Corte ha ribadito che la valutazione della qualitas soli, basata su consulenze tecniche che hanno distinto i terreni in questione da altre proprietà private, spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Obbligazione risarcitoria: chi paga i danni in condominio?
La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di obbligazione risarcitoria condominiale. Un nuovo proprietario non è responsabile per i danni causati dalle parti comuni verificatisi prima del suo acquisto. La responsabilità è di natura extracontrattuale e personale, quindi rimane in capo a chi era proprietario al momento del fatto dannoso. Di conseguenza, la delibera condominiale che addebita tali costi al nuovo acquirente è illegittima. Il caso riguardava una società immobiliare a cui era stato chiesto di contribuire al risarcimento per allagamenti avvenuti nel 1993, ben prima che acquistasse l'immobile nel 2004.
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Indennizzo irragionevole durata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di indennizzo per irragionevole durata di un processo (Legge Pinto). L'ordinanza dichiara inammissibile il ricorso principale a seguito di una rinuncia irrevocabile degli appellanti. Accoglie, invece, il ricorso incidentale del Ministero, stabilendo principi chiave: l'indennizzo per gli eredi va calcolato separatamente per il periodo di vita del defunto e per quello successivo al loro intervento. Inoltre, si presume l'assenza di danno per le parti che non si sono costituite nel giudizio presupposto. La Corte ha cassato la decisione precedente e rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Sentenza ex art. 2932 c.c.: tassazione proporzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza ex art. 2932 c.c., che dispone il trasferimento di un immobile subordinandolo al pagamento del prezzo, è soggetta a imposta di registro in misura proporzionale e non fissa. Tale condizione è considerata 'meramente potestativa' dal lato dell'acquirente ai fini fiscali, rendendo il trasferimento immediatamente imponibile, indipendentemente dal fatto che l'acquirente avesse manifestato la volontà di non concludere l'affare.
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