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Danno Temuto

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Azione legale con cui si chiede al giudice di intervenire per prevenire un danno grave e imminente che si teme possa derivare da un edificio, un albero o qualsiasi altra cosa appartenente ad altri.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Demolizione illegittima: abbatte la casa altrui e paga i danni
Il Proprietario Confinante, preoccupato per la stabilità del proprio edificio, otteneva dal Tribunale un provvedimento di danno temuto che ordinava ai vicini di mettere in sicurezza le parti pericolanti del loro immobile. Tuttavia, anziché limitarsi a questo, il Proprietario Confinante procedeva alla demolizione illegittima dell'intero fabbricato altrui. I vicini agivano quindi in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del Proprietario Confinante al risarcimento di oltre 34.000 euro, ribadendo che l'ordine del giudice non autorizzava affatto la distruzione totale del bene, ma solo interventi mirati di consolidamento e messa in sicurezza.
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Muro di contenimento: paga chi fa lo scavo, non il vicino
I proprietari di un terreno inferiore chiedevano il consolidamento di un muro di contenimento confinante con un fondo superiore, invocando la disciplina del codice civile. La proprietaria del fondo superiore si opponeva, dimostrando che il dislivello era stato creato decenni prima dai precedenti proprietari del fondo inferiore tramite sbancamento. I giudici di merito rigettavano la domanda, accertando la proprietà esclusiva del muro in capo ai proprietari del fondo inferiore. Pendente il giudizio in Cassazione, i ricorrenti presentavano formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali in favore della controricorrente.
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Risarcimento danni condominio: la guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al **risarcimento danni condominio** a carico di un proprietario il cui edificio fatiscente ha causato la perdita di contributi pubblici per la ricostruzione. Nonostante il proprietario avesse ricevuto ordini di demolizione, la sua inerzia ha reso tecnicamente impossibile l'inizio dei lavori nel fabbricato confinante, portando alla revoca dei finanziamenti statali. La Corte ha escluso il concorso di colpa del condominio, ritenendo che i condomini avessero agito con la necessaria diligenza, mentre la responsabilità del danno è stata ascritta esclusivamente alla condotta omissiva del vicino.
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Danno temuto: la prova del pericolo deve essere attuale
Una proprietaria ha citato in giudizio i vicini per un danno temuto derivante da canne fumarie, sfiati e immissioni di odori nella sua soffitta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per l'azione di danno temuto è necessario dimostrare un pericolo concreto e attuale, non essendo sufficiente una mera potenzialità di danno o la violazione di normative. La Corte ha sottolineato che l'onere della prova grava interamente su chi lamenta il pericolo.
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Obblighi fungibili: No a sanzioni se li fa un terzo
Una proprietaria viene condannata a mettere in sicurezza una scarpata. La Cassazione annulla la sentenza d'appello su un punto cruciale: le sanzioni per l'inadempimento non si applicano agli obblighi fungibili, cioè quelli che possono essere eseguiti da terzi. La Corte ha inoltre rilevato un difetto di pronuncia su altre domande della proprietaria.
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Danno temuto: come tutelarsi dalle infiltrazioni
Un'ordinanza del Tribunale di Pescara accoglie un ricorso per danno temuto, ordinando al proprietario di un immobile parzialmente demolito di eseguire opere urgenti per fermare le infiltrazioni d'acqua che danneggiavano la proprietà confinante. Il giudice ha ritenuto sufficiente il pericolo di aggravamento del danno già esistente per giustificare l'intervento cautelare.
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Responsabilità per frana: chi paga il conto?
A seguito di una frana, i proprietari di un immobile citavano in giudizio i proprietari dei terreni sovrastanti. La Corte d'Appello, riformando la sentenza di primo grado, ha stabilito l'esclusiva responsabilità per frana dei proprietari dei terreni a monte. La decisione si fonda su una nuova Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) che ha individuato l'origine del dissesto interamente nelle loro proprietà, escludendo altre concause.
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