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Danno Emergente

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196 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Liquidazione equitativa danno: limiti del giudice
Una società finanziaria ha citato in giudizio un'azienda di telecomunicazioni per l'interruzione della linea telefonica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7622/2025, ha confermato la legittimità della liquidazione equitativa del danno per la perdita di utili, sottolineando l'ampia discrezionalità del giudice di merito. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello nella parte in cui riduceva le spese di primo grado senza uno specifico motivo di impugnazione, riaffermando il divieto di reformatio in pejus.
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Spese condominiali urgenti: no rimborso per il vespaio
Dei condomini eseguono lavori di manutenzione sul vespaio del proprio appartamento, chiedendo il rimborso al condominio. La Cassazione nega il diritto al rimborso per le spese condominiali urgenti, stabilendo che il vespaio, se a servizio esclusivo di una singola unità, è da considerarsi parte privata e non comune. Il rimborso è ammesso solo per interventi sulle parti effettivamente condominiali, come i muri perimetrali.
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Danno da lucro cessante: come provarlo in giudizio
Una società edile ha citato in giudizio un ente religioso e altre due società per un'operazione immobiliare fallita, chiedendo un cospicuo risarcimento per danno da lucro cessante. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La ragione fondamentale è stata la mancata prova, da parte della società ricorrente, di possedere la 'forza economica' necessaria per realizzare il costoso progetto edilizio. Senza tale dimostrazione, il presunto guadagno perso è stato considerato meramente ipotetico e non risarcibile.
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Responsabilità servizio postale: la Cassazione decide
Una società lamentava la mancata consegna di numerosi plichi assicurati da parte di un operatore postale, chiedendo il risarcimento per il valore della merce. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha stabilito che la responsabilità del servizio postale non è più limitata da un'immunità, ma è soggetta alle normali regole contrattuali. Tuttavia, per ottenere il risarcimento del danno emergente (il valore della merce persa), non è sufficiente una mera allegazione, ma è necessario fornire una prova rigorosa del suo effettivo valore commerciale, onere che nel caso di specie non è stato assolto. La Corte ha così rigettato il ricorso, condannando la società mittente al solo rimborso delle spese di spedizione.
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Risarcimento lucro cessante: limiti e risoluzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di inadempimento di un contratto preliminare, il risarcimento lucro cessante spettante alla parte adempiente è limitato al periodo precedente la domanda giudiziale di risoluzione. Proponendo tale domanda, la parte rinuncia alla prestazione futura e, di conseguenza, ai guadagni che ne sarebbero derivati. Il caso riguardava una promessa di locazione non mantenuta da una società poi fallita.
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Spese stragiudiziali: quando sono risarcibili?
A seguito di un sinistro stradale, una automobilista contesta l'importo offerto dall'assicurazione a titolo di spese stragiudiziali, ritenendolo insufficiente. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: le spese stragiudiziali costituiscono un danno emergente e, come tali, il loro rimborso è subordinato alla prova rigorosa della loro utilità, congruità e dell'effettivo esborso da parte del danneggiato.
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Obbligo di fedeltà: giusta causa e risarcimento
Un lavoratore si dimette per giusta causa a causa di stipendi non pagati. Contemporaneamente, l'azienda scopre che egli violava l'obbligo di fedeltà, lavorando per una società concorrente di cui era socio. La Corte di Cassazione ha stabilito che i due inadempimenti sono distinti: le dimissioni sono legittime, ma il lavoratore deve comunque risarcire il danno all'azienda per la sua condotta sleale. Il risarcimento è stato calcolato come una percentuale della retribuzione percepita nel periodo della violazione.
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Danno emergente e lucro cessante: come si calcola
Una società licenziataria non utilizzava i fondi per la pubblicità come da contratto. La Cassazione, riformando la decisione di merito, chiarisce che il risarcimento deve includere sia il danno emergente (la perdita economica diretta) sia il lucro cessante (il mancato guadagno). I giudici precedenti avevano erroneamente liquidato solo il lucro cessante. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la mancata valutazione del danno emergente costituisce un errore di diritto e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello per una nuova e completa quantificazione del danno.
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Risarcimento danni tassazione: la Cassazione decide
Un lavoratore del settore pubblico ha ricevuto un risarcimento per l'illegittima reiterazione di contratti a termine. L'Amministrazione Finanziaria ha tassato tale somma, ma il lavoratore ha contestato la decisione. Durante il processo in Cassazione, l'Agenzia ha riconosciuto l'errore tramite un atto di autotutela, concedendo il rimborso. La Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, ribadendo il principio per cui il risarcimento danni tassazione non si applica a somme che ristorano la perdita di chance (danno emergente) e non un mancato reddito (lucro cessante).
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Concorrenza sleale: risarcimento per asta annullata
Una società vince un'asta per l'acquisto di rottami di vetro, ma l'azienda fornitrice, parte di un gruppo concorrente, orchestra la revoca dei mandati di fornitura per deviare il materiale a una consociata. Il tribunale qualifica questa manovra come concorrenza sleale, condannando l'intero gruppo a risarcire il danno subito dall'aggiudicatario, consistente nel maggior costo sostenuto per reperire altrove il materiale.
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Risarcimento danni ritardo: la Cassazione chiarisce
L'ordinanza analizza un caso di risarcimento danni ritardo causato da una società di distribuzione elettrica che ha tardato a rimuovere i propri cavi da un immobile, impedendone la demolizione. Il ritardo ha provocato la scadenza del permesso a demolire e un aumento dei costi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il danno risarcibile non è solo la spesa già sostenuta, ma anche l'obbligazione a sostenerla, accogliendo il ricorso dei proprietari.
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Spese legali stragiudiziali: no al rimborso se superflue
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare il risarcimento delle spese legali stragiudiziali a un cittadino. La richiesta era relativa ai costi sostenuti per l'intervento di un avvocato volto a sollecitare il pagamento di una prestazione da parte di un ente previdenziale. Il rimborso è stato negato perché l'azione legale è stata ritenuta superflua, in quanto l'ente aveva già deliberato il pagamento il giorno successivo alla diffida, dimostrando che l'iter era già in fase conclusiva e non è stato influenzato dall'intervento del legale.
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Eccezione di inadempimento: quando è legittima?
Una società fornitrice di attrezzature per la vinificazione non ha riparato i difetti della merce venduta. L'acquirente ha quindi incaricato un'altra ditta per le riparazioni, rifiutandosi di saldare il conto e sollevando l'eccezione di inadempimento. La Corte di Cassazione ha confermato la validità di tale eccezione anche quando l'acquirente non ha più interesse alla prestazione originaria. Tuttavia, ha stabilito che il giudice non può semplicemente annullare l'obbligo di pagamento, ma deve bilanciare i debiti reciproci: il prezzo non pagato contro il costo delle riparazioni, che rappresenta un danno risarcibile. La causa è stata rinviata per un nuovo calcolo.
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Aliud Pro Alio: immobile senza agibilità e danno
Una società acquista un immobile tramite leasing, scoprendo poi che difformità insanabili impediscono il rilascio del certificato di agibilità. La Corte d'Appello, pur riconoscendo la fattispecie di 'aliud pro alio' (consegna di una cosa per un'altra), ha respinto la richiesta di risarcimento. La motivazione risiede nella mancata prova da parte dell'acquirente di un danno economico concreto e direttamente collegato al difetto, dato che l'immobile era stato comunque utilizzato e il contratto di leasing si era risolto per morosità dell'utilizzatore.
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Cessione credito sinistro: diritti e validità
Il Tribunale di Torino ha esaminato un caso di risarcimento danni da sinistro stradale a catena, in cui una carrozzeria e una società di ripristino stradale, quali cessionarie del credito, chiedevano il risarcimento alla compagnia assicurativa del veicolo responsabile. La corte ha rigettato la richiesta di sospensione del giudizio e ha affermato la validità della cessione credito sinistro da parte del proprietario del veicolo danneggiato alla carrozzeria, ritenendo il conducente del veicolo tamponante l'unico responsabile. Ha, tuttavia, escluso la legittimazione della società di ripristino stradale e negato il danno da fermo tecnico non provato.
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Blocco IMEI illegittimo: quando è risarcibile?
Una società telefonica ha effettuato un blocco IMEI illegittimo su cellulari di proprietà di un'azienda cliente, a causa di un presunto debito. Il Tribunale ha condannato la società a rimborsare la somma pagata per lo sblocco, ma ha respinto la richiesta di risarcimento danni per mancanza di prove adeguate. La sentenza chiarisce che il blocco di dispositivi di proprietà altrui non è uno strumento legittimo per il recupero crediti.
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