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Danno Di Lieve Entità

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Pregiudizio economico minimo causato alla vittima, valutato complessivamente dal giudice in base al valore del bene.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto di energia elettrica: condanna per danno da 5.000 euro
Un utente è stato condannato per il reato di furto di energia elettrica aggravato. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che il danno economico causato alla società erogatrice, pari a oltre cinquemila euro, esclude qualsiasi connotazione di particolare tenuità. Inoltre, l'imputato non ha fornito prove idonee a dimostrare la sussistenza di elementi a suo favore. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Furto di Gratta e Vinci: condannato nonostante il danno di lieve entità
Un uomo, condannato per il furto di alcuni biglietti 'Gratta e Vinci', ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo uno sconto di pena basato sul cosiddetto danno di lieve entità. La Corte Suprema ha respinto la sua richiesta, stabilendo un principio importante: per valutare se il danno è lieve, non basta guardare al valore economico della merce rubata. È necessario considerare anche tutte le altre conseguenze negative che il furto ha causato alla vittima. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.
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Danno di lieve entità: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante la mancata applicazione dell'attenuante per danno di lieve entità. La Corte ha ribadito che, ai fini della concessione di tale attenuante nel reato di furto, non è sufficiente considerare solo il valore irrisorio del bene sottratto, ma è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli elementi della fattispecie concreta.
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Danno di lieve entità: quando l’attenuante è esclusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto, che richiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di lieve entità. Secondo la Corte, tale attenuante presuppone un pregiudizio economico quasi nullo. Nel caso specifico, l'offerta di risarcimento di 300 euro da parte dello stesso ricorrente è stata considerata prova della non irrisorietà del valore del bene sottratto, escludendo così la concessione del beneficio.
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Danno di lieve entità: quando non si applica nel furto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto, che chiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di lieve entità. La Corte ha stabilito che un valore della refurtiva di 248,76 euro non costituisce un danno 'lievissimo', requisito essenziale per la concessione dell'attenuante. È stato ribadito che la valutazione deve considerare anche gli ulteriori effetti pregiudizievoli per la vittima, indipendentemente dalla sua capacità economica.
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Danno di lieve entità: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto di beni per un valore di circa 253 euro. Il ricorso si basava sulla mancata concessione dell'attenuante del danno di lieve entità. La Corte ha stabilito che tale valore non può essere considerato irrisorio e che le censure del ricorrente costituivano mere doglianze di fatto, non ammissibili in sede di legittimità, confermando la correttezza della motivazione della sentenza impugnata.
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Danno di lieve entità: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso incentrato sul mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di lieve entità. La Suprema Corte ribadisce che la valutazione sulla tenuità del pregiudizio è una prerogativa del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è logica e corretta, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danno di lieve entità: la valutazione nel furto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il furto di un cellulare, che richiedeva l'applicazione dell'attenuante per danno di lieve entità. I giudici hanno ribadito che, per valutare tale attenuante, non basta considerare il solo valore economico dell'oggetto rubato, ma è necessario analizzare il pregiudizio complessivo subito dalla vittima, che deve essere pressoché irrisorio. La capacità economica della persona offesa di sopportare il danno è del tutto irrilevante.
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Danno di lieve entità: la valutazione nella rapina
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12902/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. La Corte ha ribadito che, per il riconoscimento dell'attenuante del danno di lieve entità, non basta considerare il modesto valore economico del bene sottratto, ma è necessaria una valutazione complessiva che tenga conto anche del danno fisico e morale subito dalla vittima, data la natura plurioffensiva del reato.
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Danno di lieve entità: la valutazione va oltre il valore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La Corte ha confermato che la valutazione del danno di lieve entità non si limita al valore del bene sottratto, ma include ogni ulteriore pregiudizio per la vittima. Pertanto, il mancato riconoscimento dell'attenuante e il bilanciamento delle circostanze operato dal giudice di merito sono stati ritenuti corretti.
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