LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Danno Comunitario

Pagina 11 di 11

212 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Magistrato onorario: tutele come lavoratore UE
La Corte di Cassazione ha confermato la qualifica di 'lavoratore', ai sensi del diritto dell'Unione Europea, per un magistrato onorario. La decisione respinge il ricorso del Ministero della Giustizia, stabilendo il diritto del magistrato al risarcimento del danno per l'abusivo ricorso a contratti a termine e per la mancata fruizione delle ferie. La Corte ha inoltre ribadito la giurisdizione del giudice ordinario in materia, poiché la domanda non mira a costituire un rapporto di pubblico impiego, ma a ottenere le tutele economiche derivanti dalla prestazione lavorativa effettivamente svolta.
Continua »
Danno comunitario: come interpretare la domanda iniziale
Una lavoratrice del settore sanitario ha ottenuto dalla Cassazione l'annullamento della sentenza d'appello che le negava il risarcimento del danno comunitario per l'illegittima reiterazione di contratti a termine. La Corte ha stabilito che la domanda giudiziale va interpretata nella sua interezza, non limitandosi alla sola precisazione delle conclusioni. L'azienda sanitaria aveva eccepito che la domanda non fosse mai stata formulata, ma i Giudici Supremi hanno chiarito che l'interpretazione dell'atto introduttivo spetta al giudice e deve considerare il contenuto sostanziale. Il ricorso è stato invece rigettato per la parte relativa al diritto al trasferimento ex L. 104/1992, non applicabile tra aziende diverse.
Continua »
Stabilizzazione precari: è sufficiente a risarcire?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la stabilizzazione precari, ovvero l'assunzione a tempo indeterminato, costituisce una misura risarcitoria adeguata per l'abuso di contratti a termine nel pubblico impiego. L'ordinanza rigetta il ricorso di un gruppo di lavoratori che, pur essendo stati stabilizzati, chiedevano un ulteriore risarcimento del danno. La Corte ha ritenuto che l'assunzione permanente presso l'ente utilizzatore sana l'illecito pregresso, a meno che non vengano provati danni ulteriori e diversi.
Continua »
Abuso contratti a termine: risarcimento e limiti
La Corte di Cassazione affronta un caso di abuso di contratti a termine nel settore sanitario pubblico. Un'azienda sanitaria ha reiterato contratti con un dirigente medico superando il limite di 36 mesi, giustificando l'ultima proroga con una legge regionale poi dichiarata incostituzionale. La Corte ha stabilito che il superamento del limite costituisce di per sé un abuso, a prescindere dalla legge, e ha confermato il diritto del lavoratore a un risarcimento del danno presunto (definito 'danno comunitario'), senza necessità di una prova specifica. Ha inoltre chiarito le regole per la restituzione delle spese legali pagate in esecuzione di una sentenza successivamente annullata.
Continua »
Danno comunitario: no a contratto singolo e breve
La Corte di Cassazione ha stabilito che il risarcimento forfettario per danno comunitario non si applica all'illegittimità di un singolo e breve contratto di collaborazione occasionale stipulato con una società a partecipazione pubblica. La Corte ha chiarito che tale sanzione è prevista solo per l'abusiva reiterazione di contratti a termine, non per un unico episodio. Di conseguenza, pur confermando l'impossibilità di convertire il rapporto in un impiego a tempo indeterminato per la natura pubblica del datore di lavoro, ha annullato la condanna al risarcimento precedentemente disposta dalla Corte d'Appello.
Continua »
Danno comunitario: sì al risarcimento nel pubblico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il risarcimento per 'danno comunitario' spetta anche al lavoratore del settore pubblico il cui rapporto, formalmente autonomo, venga riqualificato come subordinato a causa dell'abusiva reiterazione di contratti. Il caso riguardava una psicologa che per 15 anni aveva lavorato per un'azienda ospedaliera con contratti di collaborazione. La Corte ha chiarito che, a differenza del settore privato dove vige la conversione del contratto, nel pubblico impiego il divieto di conversione rende il risarcimento del danno la tutela principale. Ha inoltre specificato che il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) va calcolato secondo la contrattazione collettiva e l'amministrazione può compensare eventuali maggiori somme percepite dal lavoratore durante il rapporto fittiziamente autonomo.
Continua »
Prescrizione Danno Contratti a Termine: La Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione danno contratti a termine nel pubblico impiego. In un caso di abusiva reiterazione di contratti a tempo determinato, il termine decennale di prescrizione per richiedere il risarcimento del danno non decorre da ogni singolo contratto, ma dall'ultimo rapporto di lavoro. Di conseguenza, tutti i contratti della serie, anche quelli stipulati oltre dieci anni prima, devono essere considerati per la quantificazione del danno subito dal lavoratore.
Continua »
Risarcimento danno tassabile: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19275/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassabilità del risarcimento del danno. Il caso riguarda una lavoratrice che ha ricevuto una somma a titolo di risarcimento per l'illegittima reiterazione di contratti a termine da parte di un'amministrazione pubblica. La Corte ha chiarito che tale somma non è automaticamente un reddito imponibile. È necessario verificare se il risarcimento ha una funzione sostitutiva di un reddito mancato (lucro cessante), nel qual caso è tassabile, oppure se ristora un danno di natura diversa, non patrimoniale o da 'danno comunitario', nel qual caso è esente da imposte. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio perché non aveva compiuto questa fondamentale distinzione.
Continua »
Danno contratti a termine: sì al risarcimento PA
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9114/2019, ha stabilito che un lavoratore del settore pubblico, vittima di un utilizzo abusivo di contratti a termine, ha diritto a un risarcimento del danno anche se non può ottenere la conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato. Riformando la decisione della Corte d'Appello, che aveva negato il risarcimento per mancata prova del danno, la Suprema Corte ha affermato che il cosiddetto 'danno comunitario' è presunto e deve essere liquidato secondo parametri specifici, invertendo di fatto l'onere probatorio a favore del lavoratore. Viene invece negato il diritto alla retribuzione per i periodi non lavorati tra un contratto e l'altro.
Continua »
Risarcimento danno pubblico impiego: la Cassazione
Una lavoratrice del settore pubblico, assunta con una serie di contratti a tempo determinato illegittimi, ha agito in giudizio per ottenere la conversione del rapporto in tempo indeterminato e il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9115/2019, ha ribadito il divieto di conversione del contratto nel pubblico impiego, in ossequio al principio costituzionale del concorso pubblico. Tuttavia, ha affermato il diritto della lavoratrice al risarcimento del danno per l'abuso subito. Tale danno, definito 'comunitario', non richiede una prova specifica ma viene presunto e liquidato dal giudice in una misura compresa tra 2,5 e 12 mensilità dell'ultima retribuzione. La Corte ha chiarito che neppure la successiva stabilizzazione della lavoratrice presso una società controllata dall'ente pubblico elimina il diritto al risarcimento per l'abuso pregresso. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva negato il risarcimento, è stata quindi cassata con rinvio.
Continua »
Risarcimento contratti a termine: le regole nel P.A.
Una lavoratrice del settore pubblico, dopo una serie di contratti a termine illegittimi, si è vista negare la conversione del rapporto in tempo indeterminato. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9116/2019, ha confermato il divieto di conversione, ma ha stabilito il suo diritto a un risarcimento del danno. Questo risarcimento per contratti a termine abusivi è presunto dalla legge, quantificato tra 2,5 e 12 mensilità, e non viene annullato da un'eventuale successiva stabilizzazione. La Corte ha così cassato la decisione d'appello che aveva negato ogni indennizzo.
Continua »
Risarcimento docenti religione: la sentenza sul precariato
Un insegnante di religione cattolica ha ottenuto il risarcimento del danno per l'abusiva reiterazione di contratti a termine. Il Tribunale del Lavoro ha condannato l'amministrazione scolastica al pagamento di 4 mensilità, riconoscendo che il superamento del limite di 36 mesi su posti vacanti viola la normativa europea. Questa sentenza sul risarcimento docenti religione conferma l'orientamento della Cassazione, sanzionando il precariato nel settore pubblico.
Continua »