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Danni Da Infiltrazioni

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Danni da Infiltrazioni: Inerzia Aggrava la Condanna
I proprietari di un appartamento al piano inferiore hanno subito **danni da infiltrazioni** a causa della trascuratezza degli appartamenti superiori e del tetto. Il Tribunale ha riconosciuto la loro ragione. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, sottolineando che, anche dopo la riparazione del tetto, il proprietario dell'appartamento superiore non aveva ripristinato la sua unità, aggravando i danni. Il proprietario superiore ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il ricorso non affrontasse la vera ragione della decisione di appello, ovvero l'inerzia del proprietario superiore nel mitigare i danni.
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Danni da infiltrazioni: prescrizione negata al responsabile
La proprietaria di un immobile agisce in giudizio per i danni da infiltrazioni causati da un aiuola adiacente di proprieta del vicino. Il vicino eccepisce la prescrizione del diritto al risarcimento, sostenendo che le prime macchie d umidita erano comparse oltre cinque anni prima dell avvio della causa. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del responsabile. I giudici evidenziano che l infiltrazione continua costituisce un illecito permanente. La prescrizione non decorre dalla prima modesta comparsa delle macchie o da indicazioni temporali generiche, ma dalla cessazione della condotta lesiva o dalla stabilizzazione del danno. Il vicino deve eseguire le opere di ripristino e risarcire i danni.
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Danni da infiltrazioni: ricorso inammissibile
Una proprietaria di un immobile cita in giudizio il condominio per ottenere il risarcimento dei danni da infiltrazioni. Dopo una doppia condanna del condominio nei primi due gradi di giudizio, la proprietaria ricorre in Cassazione lamentando un'errata valutazione dei danni. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per genericità dei motivi e per il tentativo di ottenere un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La decisione sottolinea i rigorosi requisiti di specificità richiesti per un ricorso in Cassazione.
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Danni da infiltrazioni: chi paga? La responsabilità
Un'attività commerciale subisce danni da infiltrazioni provenienti da un terrapieno sovrastante. Il proprietario di quest'ultimo invoca lo scolo naturale delle acque, ma la Cassazione respinge la sua tesi. La Corte Suprema chiarisce che la presenza di opere umane, come un terrapieno, esclude l'applicazione dell'art. 913 c.c. e configura una responsabilità per danni da infiltrazioni a carico del custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., data la mancata impermeabilizzazione.
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Danni da infiltrazioni: il Tribunale ordina i lavori
Un provvedimento del Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso di alcuni proprietari per gravi danni da infiltrazioni provenienti da un immobile sovrastante e dal lastrico solare. La corte ha ordinato alla condomina, proprietaria dell'unità superiore, e al condominio, quale custode del lastrico solare, di eseguire i lavori necessari, stabilendo una ripartizione delle responsabilità (75% condomina, 25% condominio) e fissando una penale giornaliera in caso di ritardo nell'avvio degli interventi. Le motivazioni si basano sulle risultanze della Consulenza Tecnica d'Ufficio che ha accertato la persistenza dei danni e l'origine dagli interventi non completati sull'immobile sovrastante e dallo stato di manutenzione del lastrico.
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Danni da infiltrazioni: chi paga in condominio?
Il Tribunale di Torino ha esaminato un caso di danni da infiltrazioni in un condominio. Due proprietarie hanno citato in giudizio il condominio, il quale ha chiamato in causa la propria assicurazione e il proprietario dell'appartamento sovrastante. La sentenza ha rigettato le domande delle attrici, ritenendo che gli indennizzi già versati dall'assicurazione fossero sufficienti a coprire i danni materiali quantificati dalla Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU). È stata inoltre respinta la richiesta di danno morale per mancanza di prova di una lesione grave e dichiarata inammissibile una nuova domanda, formulata nel corso del processo, volta a ottenere l'esecuzione di lavori di riparazione.
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