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Custodia In Carcere

319 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La più grave delle misure cautelari, che comporta la detenzione di una persona in un istituto penitenziario prima della condanna definitiva.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso penale: la rinuncia dopo l’ordinanza non tradotta
Due cittadini stranieri, che non comprendevano la lingua italiana, avevano presentato ricorso contro un'ordinanza di custodia in carcere non tradotta. Essi denunciavano la nullità del provvedimento per violazione del diritto all'interprete. Tuttavia, il difensore degli indagati ha successivamente rinunciato all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende, a causa della rinuncia.
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Misura Cautelare: Mafia, Cassazione conferma scarcerazione
Il Tribunale del Riesame ha annullato una misura cautelare di custodia in carcere per un individuo accusato di associazione mafiosa, ordinandone la scarcerazione. Il Pubblico Ministero ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il Tribunale non avesse considerato il coinvolgimento stabile dell'indagato nell'organizzazione criminale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il suo compito è verificare la logicità della motivazione, non riesaminare i fatti. Il ricorso del PM è stato giudicato generico, mirando a una nuova valutazione fattuale non consentita in sede di legittimità. La decisione di scarcerazione è stata quindi confermata.
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Custodia in Carcere: Cassazione Annulla per Mancanza di Adeguatezza Misure Cautelari
Un Indagato, accusato di spaccio di cocaina, ha ricevuto la misura cautelare della custodia in carcere. Il Tribunale del Riesame ha confermato la decisione, ma l'Indagato ha impugnato la sentenza per mancanza di motivazione sull'adeguatezza delle misure cautelari meno afflittive. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che il Tribunale del Riesame non ha adeguatamente spiegato perché misure meno restrittive, come gli arresti domiciliari, non fossero sufficienti. La sentenza sottolinea l'importanza di una motivazione specifica e non generica per giustificare la scelta della misura più severa. La Cassazione ha annullato l'ordinanza, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Inammissibilità Ricorso Penale: Spaccio e Furto, Custodia Convalidata
Un individuo ha presentato un ricorso contro l'ordinanza che confermava la sua custodia in carcere per reati di spaccio di stupefacenti e tentato furto. La difesa contestava la gravità indiziaria e la qualificazione del reato di droga come non di lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale, ritenendo le censure generiche e confermando la sussistenza di gravi indizi per una strutturata attività di spaccio e il tentato furto, escludendo l'uso personale.
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Custodia cautelare in carcere: droga e reddito, il rischio di spaccio
Un individuo è stato trovato con oltre mezzo chilo di cocaina nella sua auto. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere, misura poi confermata dal Tribunale del Riesame. La difesa ha contestato la motivazione, sostenendo l'assenza di legami con la criminalità organizzata e di precedenti specifici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che l'ingente quantità di droga e il reddito modesto dell'imputato facessero presumere un collegamento con ambienti criminali per lo spaccio, giustificando la misura più restrittiva per il concreto rischio di reiterazione del reato, anche in caso di arresti domiciliari.
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Revoca o sostituzione misura cautelare: Cassazione conferma carcere
Un indagato, accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, ha chiesto la revoca o sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con una meno restrittiva. Il Tribunale ha respinto la sua richiesta. L'indagato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione degli indizi e l'adeguatezza della misura. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale logica e completa, confermando la presenza di gravi indizi e l'attualità delle esigenze cautelari. L'indagato non ha fornito elementi nuovi per superare la presunzione di pericolosità sociale, rimanendo legato all'organizzazione criminale.
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Misura Cautelare: Confermata Custodia in Carcere per Traffico di Droga
Un Individuo ha presentato ricorso contro la decisione del Tribunale del riesame che aveva confermato la sua sottoposizione alla misura cautelare della custodia in carcere. L'Individuo era accusato di gravi reati legati al traffico di stupefacenti e all'associazione a delinquere, oltre a ricettazione. La difesa contestava la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e l'attualità delle esigenze cautelari, sostenendo che i fatti fossero risalenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse correttamente valutato gli elementi indiziari e il concreto pericolo di recidiva, giustificando la misura cautelare della custodia in carcere come unica idonea a neutralizzare tale pericolo, data la gravità dei reati e l'organizzazione criminale.
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Misura Cautelare in Carcere: Droga Nascosta e Ricorso Respinto
Il Tribunale di Firenze ha disposto la misura cautelare custodia in carcere per un individuo accusato di detenzione illecita di oltre un chilogrammo di cocaina. L'Indagato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la motivazione sulla quantità di droga, il suo diritto al silenzio, l'occultamento della sostanza e l'adeguatezza della misura. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la misura cautelare custodia in carcere. La decisione ha evidenziato la correttezza del ragionamento del Tribunale, basato sulla gravità della condotta, sul notevole quantitativo di stupefacente rinvenuto e sull'assenza di elementi difensivi.
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Revoca misure cautelari: Fatti Nuovi o Semplice Attesa?
Un imputato, già condannato in primo grado per truffe aggravate, ha chiesto la revoca misure cautelari di custodia in carcere, proponendo gli arresti domiciliari. Ha sostenuto che non c'erano più esigenze cautelari e che il suo comportamento era sempre stato corretto. Ha anche evidenziato un trattamento diverso rispetto a un coimputato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il Tribunale del Riesame non deve riesaminare le condizioni originarie della misura, ma solo valutare fatti nuovi e concreti. La Corte ha ritenuto che il mero decorso del tempo o la generica intenzione di lavorare non fossero fatti nuovi sufficienti. Ha inoltre confermato che la posizione dei coimputati è autonoma, giustificando differenze di trattamento. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Presunzione di Pericolosità Sociale: Carcere o Domiciliari per Reati Associativi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva concesso gli arresti domiciliari a una persona condannata per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (Art. 74 Dpr 309/90). Il Tribunale aveva erroneamente sottovalutato la **presunzione di pericolosità sociale** legata a tale reato. La Suprema Corte ha ribadito che per i reati associativi di droga, la legge presume l'esistenza di esigenze cautelari e l'adeguatezza della custodia in carcere, salvo prova contraria. Il semplice decorso del tempo o il buon comportamento sotto obbligo di dimora non bastano a superare tale presunzione senza elementi concreti di distacco dal sodalizio criminale. La sentenza rinvia il caso per un nuovo esame, sottolineando l'importanza di una valutazione rigorosa della pericolosità.
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Estorsione e Misure Cautelari: Ricorso Inammissibile, Rischio Reato Confermato
Un individuo, accusato di estorsione e sfruttamento dei lavoratori, aveva ricevuto una misura cautelare di custodia in carcere. Il Tribunale del Riesame aveva confermato tale decisione. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'assenza di gravi indizi di colpevolezza e la mancanza di attuali esigenze cautelari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le contestazioni sugli indizi generiche e ha confermato la sussistenza delle esigenze cautelari, evidenziando il rischio di reiterazione del reato data la professionalità dell'accusato nell'agevolare lo sfruttamento. L'individuo è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Rinuncia all’impugnazione penale: quando l’appello si ferma
Un Imputato, sottoposto a custodia cautelare per reati di droga, aveva presentato ricorso contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame. Successivamente, tramite il suo difensore, ha deciso di esercitare la `rinuncia all'impugnazione penale` presentata alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha preso atto di questa volontà, dichiarando il ricorso inammissibile. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 500 euro a favore della Cassa delle ammende, a causa della sua rinuncia.
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Misure Cautelari Penali: Nuovi Indizi Ribaltano il Primo Rifiuto
Un Indagato era accusato di furto aggravato e tentata estorsione. Inizialmente, il giudice rifiutò la richiesta di custodia in carcere per mancanza di prove. Nuovi accertamenti investigativi portarono a una nuova richiesta. Il Tribunale di Bari accolse l'appello del Pubblico Ministero, disponendo la custodia in carcere per l'Indagato, limitatamente alla tentata estorsione aggravata. L'Indagato ricorse in Cassazione, contestando il bis in idem cautelare e la mancanza di gravi indizi di colpevolezza, l'applicazione dell'aggravante e l'illogicità delle misure cautelari penali. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della misura.
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Rigetto Arresti Domiciliari: Traffico di Droga e Misure Cautelari
Un imputato, accusato di traffico internazionale di droga per aver trasportato 106 ovuli di eroina, ha chiesto di sostituire la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il Tribunale di Roma ha respinto la sua richiesta. L'imputato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando l'illogicità della motivazione e la mancanza di elementi nuovi. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il rigetto degli arresti domiciliari. Ha ritenuto le argomentazioni già valutate o infondate, sottolineando l'inadeguatezza della misura domiciliare a recidere i contatti con il contesto criminale. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
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Estradizione: misura cautelare inefficace? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione della Corte d'Appello di Firenze. Quest'ultima aveva respinto la richiesta di dichiarare inefficace la misura cautelare di custodia in carcere, applicata nell'ambito di una procedura di estradizione verso gli Stati Uniti. Il cittadino aveva acconsentito all'estradizione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse. Infatti, nel frattempo, l'estradizione era già stata eseguita, con conseguente scarcerazione e trasferimento del ricorrente nel Paese richiedente. La questione dell'inefficacia della misura cautelare non aveva più alcuna rilevanza pratica.
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Presunzione di Pericolosità Sociale: Tempo Contro Libertà
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Imputato che chiedeva la revoca o sostituzione della custodia in carcere. L'Imputato era accusato di reati legati all'associazione mafiosa. La difesa sosteneva che il tempo trascorso dai fatti dovesse attenuare la presunzione di pericolosità sociale. La Corte ha ribadito che per i reati gravi, la legge presume la pericolosità e l'adeguatezza del carcere. Il mero decorso del tempo, senza altri elementi, non basta a superare questa presunzione, specialmente per la revoca di una misura già applicata. L'Imputato dovrà pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Sostituzione misura cautelare: Cassazione conferma il carcere per rapina
Un Lavoratore, detenuto per rapina, ha chiesto la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, anche con l'inserimento in una struttura di accoglienza. Il Tribunale del Riesame ha respinto la sua richiesta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la richiesta di sostituzione misura cautelare presuppone la persistenza delle esigenze cautelari. La Corte ha confermato la correttezza della valutazione del giudice di merito sulla proporzionalità e adeguatezza della misura, anche senza una motivazione esplicita sull'inidoneità del braccialetto elettronico.
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Pericolo di reiterazione del reato: Cassazione conferma il carcere
Il Tribunale aveva confermato la custodia in carcere per un Individuo accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. L'Individuo ha presentato ricorso, contestando il pericolo di reiterazione del reato e l'adeguatezza della misura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il pericolo di reiterazione del reato non richiede l'imminenza, ma la continuità del rischio, valutata sulla base della gravità dei fatti e della personalità dell'imputato. La misura della custodia in carcere è stata ritenuta adeguata, considerando le gravi condotte e la comprovata inaffidabilità dell'Individuo.
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Misura Cautelare in Carcere: Ruolo ridotto non basta a cambiarla
Un Ricorrente, già condannato in primo grado per partecipazione a un'associazione dedita al traffico di droga, ha chiesto di sostituire la sua misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Ha sostenuto di essere solo un mero partecipante e ha presentato nuovi elementi come la sua ammissione di responsabilità e la buona condotta. Il Tribunale ha rigettato la richiesta, e la Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. La Corte ha ribadito che la "doppia presunzione" di pericolosità per i reati di associazione a delinquere legati alla droga rende difficile superare la misura cautelare in carcere. Serve la prova che il soggetto abbia reciso i legami con l'organizzazione criminale per modificare la misura cautelare in carcere.
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Inammissibilità ricorso penale: rinuncia e conferma custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da un Indagato. L'Indagato era stato sottoposto a custodia cautelare in carcere per gravi indizi di associazione a delinquere, con legami con la 'ndrangheta e reati fiscali, tra cui riciclaggio, legati alla gestione di appalti ferroviari. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la misura. La difesa dell'Indagato ha poi rinunciato all'impugnazione, rendendo il ricorso inammissibile. Questa rinuncia ha comportato la condanna dell'Indagato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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