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Custodia Domiciliare

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Misura cautelare o pena che obbliga una persona a rimanere nella propria abitazione o in un altro luogo di privata dimora, senza potersene allontanare senza autorizzazione del giudice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Riparazione Ingiusta Detenzione: Ministero non paga spese legali
Un Cittadino ha ottenuto dalla Corte d'Appello la riparazione per ingiusta detenzione domiciliare, con condanna del Ministero dell'Economia e delle Finanze al pagamento di una somma e delle spese legali. Il Ministero ha presentato ricorso, contestando la condanna alle spese, poiché non si era costituito in giudizio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero. Ha stabilito che, non essendosi il Ministero opposto alla richiesta di riparazione, non poteva essere considerato "soccombente" e quindi non doveva pagare le spese legali del Cittadino.
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Rinuncia al Ricorso Penale: L’Appellante Paga le Spese
Un appellante, sottoposto a custodia domiciliare per detenzione di hashish a fini di spaccio, aveva presentato ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato la misura cautelare. L'appellante contestava l'incompetenza territoriale e l'inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche. Tuttavia, prima della decisione della Corte di Cassazione, l'appellante ha formalmente rinunciato al ricorso penale. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato l'appellante al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 500 euro alla Cassa delle ammende.
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Violazione arresti domiciliari: negata la non punibilità per tenuità del fatto
Un Lavoratore ha violato le prescrizioni della custodia domiciliare (arresti domiciliari). Ha chiesto l'applicazione della non punibilità per tenuità del fatto, prevista dall'Art. 131-bis c.p. La Corte d'Appello ha negato questa richiesta, ritenendo il fatto non lieve a causa delle molteplici violazioni e dell'impossibilità di stabilire la durata dell'allontanamento. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente. Ha ribadito che il giudice di merito aveva correttamente valutato la gravità delle violazioni, escludendo la non punibilità per tenuità del fatto. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Esigenze cautelari: la Cassazione annulla ordinanza
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza di custodia domiciliare per reati di droga. Sebbene il quadro indiziario sia stato confermato, la Corte ha ritenuto la motivazione sulle esigenze cautelari insufficiente, in quanto non adeguatamente ponderato il lungo tempo trascorso dai fatti e lo stato di detenzione dell'indagato per altra causa. La decisione sottolinea la necessità di una valutazione concreta e attuale del pericolo di recidiva per giustificare una misura restrittiva.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per il reato di evasione. I motivi sono stati ritenuti generici perché non contestavano specificamente le argomentazioni della Corte d'Appello, che aveva già valutato la questione dell'autorizzazione ad allontanarsi. La ricorrente è stata condannata alle spese e a una sanzione.
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Tenuità del fatto: no per evasioni ripetute
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per due evasioni dagli arresti domiciliari. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica quando le violazioni, sebbene unite dal vincolo della continuazione, sono plurime e avvengono in un breve arco temporale, poiché ciò esclude il requisito dell'occasionalità della condotta. Respinte anche le attenuanti generiche.
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