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Custodia Cautelare Per Spaccio

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Custodia cautelare per spaccio: il carcere non ferma l’associazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Indagato contro la conferma della sua **custodia cautelare per spaccio** di droga e associazione a delinquere. L'Indagato, già in carcere per altri reati, contestava la mancanza di prove concrete sul suo coinvolgimento e l'illogicità della motivazione. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la misura, basandosi su intercettazioni e accertamenti che dimostravano il suo ruolo nell'organizzazione criminale, anche durante la detenzione. La Cassazione ha ritenuto inammissibile e infondato il ricorso. Ha confermato che gli indizi erano sufficienti e che la presunzione di pericolosità sociale, tipica dei reati di droga, non era stata superata. La detenzione non esclude il pericolo di recidivanza. Il ricorso è stato rigettato, mantenendo la custodia cautelare.
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Spaccio di Droga: Custodia Cautelare Convalidata, Arresti Domiciliari Negati
Un individuo, accusato di spaccio di stupefacenti e detenzione di droga, ha impugnato l'ordinanza che gli applicava la custodia cautelare in carcere. La difesa contestava l'assenza di un verbale di sequestro dettagliato e la non esclusività del terreno dove fu trovata la droga, chiedendo gli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la validità della custodia cautelare per spaccio, ritenendo che le intercettazioni telefoniche e la quantità di droga costituissero gravi indizi di colpevolezza. La Corte ha inoltre giudicato inadeguata la richiesta di arresti domiciliari, data la personalità dell'imputato e la natura continuativa dell'attività illecita.
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Custodia Cautelare per Spaccio: Ricorso Inammissibile in Cassazione
Un Lavoratore, accusato di spaccio continuato di "crack" e marijuana, aveva ricevuto la misura della custodia cautelare in carcere. Il Tribunale di Napoli ha rigettato la sua richiesta di riesame contro tale misura. Il Lavoratore ha quindi presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di motivazione e l'assenza di un attuale pericolo di reiterazione dei reati. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le motivazioni sulla gravità indiziaria e sulle esigenze cautelari fossero adeguate e che il ricorso fosse troppo generico. La custodia cautelare per spaccio è stata quindi confermata.
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Custodia cautelare per spaccio: auto piena e casa base, il nesso
Un indagato, fermato con 36 kg di hashish in auto, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare che lo collegava anche a un altro ingente quantitativo di droga (cocaina, hashish e marijuana) trovato in un appartamento. La Corte di Cassazione ha confermato la misura, respingendo il ricorso. Secondo i giudici, gli spostamenti dell'uomo, monitorati dalle forze dell'ordine, e le modalità del fatto costituivano gravi indizi di colpevolezza per entrambi i carichi di droga. La Corte ha ritenuto logica la conclusione dei giudici di merito, validando la necessità della custodia cautelare per spaccio data l'enorme quantità di stupefacenti e la struttura organizzata dell'attività illecita.
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Custodia cautelare per spaccio: 2kg di eroina, carcere legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare per spaccio a carico di un uomo sorpreso con oltre due chilogrammi di eroina. La droga era nascosta in un vano segreto appositamente creato nella sua auto. Secondo i giudici, le modalità del trasporto, che denotano un'organizzazione professionale, sono sufficienti a dimostrare un elevato e concreto pericolo di reiterazione del reato. Questo rischio giustifica la misura del carcere come unica soluzione idonea a proteggere la collettività, rendendo inadeguati gli arresti domiciliari. La decisione sottolinea come la valutazione non si basi sulla gravità astratta del reato, ma sulle circostanze specifiche della condotta dell'indagato.
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Spaccio: la custodia cautelare resta se il reato non è derubricato
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della custodia cautelare per spaccio nei confronti di un individuo arrestato in flagranza. L'indagato deteneva cocaina e marijuana in casa, insieme a materiale per il confezionamento. La sua difesa sosteneva che la misura del carcere fosse eccessiva, basandosi su una possibile riqualificazione del reato in un'ipotesi meno grave, discussa dal primo giudice. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la valutazione del giudice su un reato minore era puramente ipotetica. Poiché l'accusa formale non era mai stata modificata e riguardava un reato grave, la custodia in carcere era pienamente giustificata.
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Custodia cautelare per spaccio: il video non basta? Decide la Corte
Un individuo, sospettato di far parte di una rete di spaccio, si oppone alla sua detenzione preventiva. Sostiene che la sua semplice presenza in un'area di spaccio, ripresa da video, non prova il suo coinvolgimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave: la custodia cautelare per spaccio è legittima se il giudice di merito ha valutato gli indizi in modo logico. In questo caso, i filmati non mostravano una presenza casuale, ma un ruolo attivo nell'organizzazione criminale. La Corte ha quindi confermato che il suo compito non è rivalutare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge, convalidando l'arresto.
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Custodia cautelare per spaccio: legittima anche con altro arresto
Un uomo, già agli arresti domiciliari per un'altra causa e di fatto evaso, viene arrestato in un supermercato con 21 grammi di cocaina. Il Tribunale dispone la custodia cautelare in carcere. L'indagato ricorre in Cassazione sostenendo che non si possa applicare una nuova misura cautelare se ne esiste già un'altra. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo un principio importante: più misure cautelari per reati diversi possono coesistere. La Corte ha quindi confermato la legittimità della custodia cautelare per spaccio, ritenendo fondati sia i gravi indizi di colpevolezza sia il pericolo di reiterazione del reato, aggravato dalla precedente evasione.
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