La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale che chiedeva l'aggravamento della misura cautelare per L'Imputato, condannato a due anni e otto mesi di reclusione per reati di droga. Nonostante L'Imputato avesse commesso oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale durante i controlli, i giudici hanno confermato che la custodia cautelare in carcere non può essere disposta se la pena prevista è inferiore a tre anni. L'articolo 275, comma 2-bis, del codice di procedura penale vieta infatti il carcere per condanne lievi, ammettendo come unica eccezione la specifica trasgressione delle prescrizioni della misura in corso. Di conseguenza, L'Imputato rimane agli arresti domiciliari, prevalendo il limite di pena sulla gravità dei nuovi comportamenti.
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