LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Custodia Cautelare In Carcere — Anno 2025

Pagina 13 di 16

313 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Custodia Cautelare In Carcere

Provvedimenti

Pericolo di reiterazione: quando è legittimo il carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a custodia cautelare in carcere per usura ed estorsione. La sentenza conferma che il pericolo di reiterazione può essere desunto non dalla gravità astratta del reato, ma dalle modalità concrete della condotta, dalla professionalità criminale e dallo stile di vita del soggetto, giustificando la misura detentiva più grave anche a fronte della disponibilità di collaboratori sul territorio.
Continua »
Pericolo di recidiva: la Cassazione e l’estorsione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato per estorsione. La Corte conferma la custodia cautelare, sottolineando il concreto pericolo di recidiva, aggravato dal fatto che il reato è stato commesso durante gli arresti domiciliari.
Continua »
Diritto di difesa intercettazioni: quando è nullo?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato che lamentava la violazione del diritto di difesa per la presunta tardiva messa a disposizione delle intercettazioni. La Corte ha stabilito che se il Pubblico Ministero autorizza tempestivamente l'accesso ai supporti, spetta alla difesa dimostrare concretamente di essere stata impossibilitata ad acquisirli per cause imputabili all'ufficio giudiziario. In assenza di tale prova, il diritto di difesa intercettazioni non può considerarsi leso.
Continua »
Associazione narcotraffico: stabilità e partecipazione
La Corte di Cassazione conferma la misura cautelare per un soggetto accusato di partecipazione ad un'associazione a delinquere narcotraffico. La sentenza chiarisce che per dimostrare la partecipazione non è necessario che il contributo del singolo sia 'essenziale' per la vita del gruppo, ma è sufficiente un apporto causalmente rilevante e un rapporto stabile, desumibile anche da acquisti seriali e a credito, pur se avvenuti in un breve arco temporale.
Continua »
Sostituzione misura cautelare: quando è negata?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per numerosi furti aggravati in abitazione. Essi chiedevano la sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, sostenendo che il risarcimento integrale alle vittime e l'ammissione di colpa avessero eliminato il pericolo di recidiva. La Corte ha stabilito che, di fronte a una spiccata professionalità criminale e a una condotta seriale, il risarcimento può essere visto come un mero calcolo per mitigare la pena, non sufficiente a dimostrare un reale cambiamento e a superare la presunzione di pericolosità sociale.
Continua »
Interesse a ricorrere: quando l’appello è inammissibile
Un soggetto, detenuto in carcere per fini estradizionali, presenta ricorso in Cassazione contro l'ordinanza che nega la sostituzione della misura cautelare. Nelle more del giudizio, la stessa Corte di appello revoca la detenzione e ordina la liberazione dell'imputato. La Cassazione, di conseguenza, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse a ricorrere, poiché l'obiettivo del ricorrente (la liberazione) è già stato raggiunto, rendendo la decisione sul merito priva di utilità pratica.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: quando è legittima?
Un soggetto indagato per associazione finalizzata al narcotraffico ha impugnato il provvedimento che negava la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la custodia cautelare in carcere è la misura presunta per tale reato. Per ottenere una misura meno grave, è necessario fornire prove concrete della cessazione delle esigenze cautelari, non essendo sufficienti il tempo trascorso o l'allontanamento dal territorio.
Continua »
Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per narcotraffico. La Corte ha stabilito che i gravi indizi di colpevolezza erano solidamente fondati sulle intercettazioni, mentre le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia fungevano solo da elemento di riscontro, confermando la misura detentiva per l'elevato rischio di reiterazione del reato.
Continua »
Collaboratori di giustizia: la prova nel processo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere e narcotraffico. La decisione si fonda sulle dichiarazioni convergenti di più collaboratori di giustizia. La Corte ha stabilito che lievi discrasie su dettagli secondari non inficiano la credibilità del racconto, se il nucleo essenziale della narrazione risulta coerente e omogeneo, confermando così la gravità indiziaria a carico del ricorrente.
Continua »
Arresti domiciliari inadeguati se la droga è a casa
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro la custodia in carcere. Ha ritenuto gli arresti domiciliari inadeguati perché l'occultamento di droga nell'abitazione crea un concreto rischio di reiterazione del reato, rendendo logica e corretta la decisione del Tribunale del riesame di mantenere la misura più restrittiva.
Continua »
Esigenze cautelari eccezionali: over 70 in carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la detenzione in carcere per un imputato ultrasettantenne accusato di associazione di stampo mafioso. La decisione si basa sulla sussistenza di esigenze cautelari eccezionali, superando la presunzione di minore pericolosità legata all'età. Tali esigenze sono state desunte dal ruolo di vertice dell'imputato nel clan, dai suoi precedenti specifici e dalla sua persistente pericolosità sociale, ritenuta prossima alla certezza.
Continua »
Associazione per delinquere: quando non basta la fornitura
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare, chiarendo che la semplice e reiterata fornitura di sostanze stupefacenti non è sufficiente a provare la partecipazione a un'associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico. È necessario dimostrare un inserimento stabile e consapevole nella struttura organizzativa, la cosiddetta "affectio societatis", che il giudice di merito non aveva adeguatamente motivato, limitandosi a valorizzare il rapporto di fornitura tra il ricorrente e un altro soggetto.
Continua »
Associazione mafiosa: quando la Cassazione conferma il carcere
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di partecipazione ad associazione mafiosa. L'imputato aveva contestato la misura sostenendo che le prove a suo carico fossero datate e che la sua condizione di incensurato con un lavoro stabile dimostrasse l'assenza di pericolosità. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che le argomentazioni della difesa costituivano un mero dissenso sulla valutazione dei fatti, non un vizio di legittimità, e non erano sufficienti a superare la presunzione legale di pericolosità prevista per il reato di associazione mafiosa.
Continua »
Quasi flagranza: quando l’arresto è illegittimo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8119/2025, ha dichiarato illegittimo un arresto per rapina, stabilendo che non sussiste lo stato di quasi flagranza se la polizia agisce sulla base delle sole dichiarazioni della vittima e non sulla percezione diretta e autonoma delle tracce del reato. La scoperta della refurtiva durante la perquisizione, avvenuta a seguito delle indicazioni fornite, non integra il requisito richiesto dalla legge per procedere all'arresto, che deve basarsi su un collegamento diretto e inequivocabile colto dagli agenti stessi.
Continua »
Pericolo di fuga: cambio nome e rientro in Italia
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per rapina aggravata. L'indagato, dopo un'espulsione, aveva cambiato legalmente identità nel suo paese d'origine per poi rientrare in Italia. La Corte ha stabilito che tale comportamento, unito all'assenza di un domicilio fisso, costituisce un concreto e attuale pericolo di fuga, anche in assenza di un tentativo di scappare. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è generico e non specifico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso il rigetto di un'istanza di sostituzione della custodia cautelare in carcere. Il ricorso è stato giudicato generico, non specifico e meramente reiterativo di una precedente richiesta, in quanto le nuove circostanze addotte, come la situazione familiare, non erano supportate da adeguata documentazione. La decisione sottolinea l'importanza del principio del 'giudicato cautelare' e dei requisiti di specificità dei motivi di impugnazione.
Continua »
Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura cautelare in carcere. La decisione conferma che la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza spetta al giudice di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità, specialmente in casi di presunta partecipazione ad associazioni criminali basata su contatti sporadici.
Continua »
Ricorso inammissibile e custodia cautelare in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La misura era stata disposta per reati di detenzione e porto d'armi, commessi con l'aggravante del metodo mafioso durante un tentativo di estorsione. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici e manifestamente infondati, confermando la valutazione del Tribunale del riesame sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, rafforzate dai precedenti penali dell'indagato.
Continua »
Motivazione rafforzata: obbligo del riesame
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di custodia in carcere. La decisione si fonda sul fatto che il Tribunale del riesame, nell'aggravare la misura cautelare, ha omesso di valutare la 'condotta collaborativa' dell'indagato, elemento chiave nella decisione del primo giudice. Viene ribadito il principio della motivazione rafforzata, che impone un confronto critico con le ragioni della decisione riformata in pejus.
Continua »
Ricorso per cassazione: i limiti del riesame dei fatti
Un soggetto in custodia cautelare per furto in abitazione ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando la misura e chiedendo una diversa qualificazione del reato in truffa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile, ribadendo di non poter riesaminare i fatti del processo. Ha inoltre confermato la valutazione del Tribunale sul concreto pericolo di reiterazione del reato, anche tramite strumenti informatici, ritenendo inadeguata la misura degli arresti domiciliari.
Continua »