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Cuneo Fiscale

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79 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Deduzione IRAP: appalto di servizi non è concessione
Una società di trasporti si è vista negare il rimborso IRAP relativo alla deduzione del cuneo fiscale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che l'esclusione dalla deduzione IRAP si applica solo in presenza cumulativa di due requisiti: una vera 'concessione' con trasferimento del rischio operativo all'impresa e una 'tariffa remunerativa' pagata dagli utenti. Poiché la società operava in base a un contratto di servizio con un corrispettivo pagato dall'ente pubblico, senza assunzione di rischio né tariffa, ha diritto all'agevolazione.
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Agevolazione cuneo fiscale: la Cassazione decide
Una società di trasporti si è vista negare il rimborso IRAP relativo all'agevolazione cuneo fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, chiarendo che l'esclusione dal beneficio si applica solo in presenza di una vera e propria "concessione traslativa", con trasferimento del rischio operativo, e di una "tariffa remunerativa" pagata dall'utenza, non di un semplice corrispettivo contrattuale versato dalla Pubblica Amministrazione. L'analisi non può essere solo formale, ma deve basarsi sulla sostanza del rapporto economico.
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Rimborso IRAP: sì alla società senza concessione
Una società di autotrasporti si è vista riconoscere dalla Corte di Cassazione il diritto al rimborso IRAP. I giudici hanno chiarito che l'impresa, operando sulla base di semplici autorizzazioni ministeriali e non in virtù di una concessione pubblica, ha pieno diritto alle agevolazioni fiscali sul cuneo fiscale. La Corte ha corretto la decisione dei giudici di merito, i quali avevano erroneamente negato il rimborso basandosi sull'esistenza di un contratto di concessione stipulato da altre società dello stesso gruppo, ribadendo il principio dell'autonoma personalità giuridica di ciascuna società.
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Cuneo Fiscale: la differenza tra appalto e concessione
Una società di mobilità, partecipata da un ente comunale, si è vista negare la riduzione del cuneo fiscale. L'Agenzia Fiscale sosteneva operasse in regime di concessione, escluso dal beneficio. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che per negare l'agevolazione non basta la qualifica formale, ma è necessario accertare l'effettivo trasferimento del rischio d'impresa dal soggetto pubblico a quello privato, elemento che distingue la concessione dall'appalto. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Cuneo fiscale IRAP: la differenza tra appalto e concessione
Una società di gestione rifiuti si è vista negare la riduzione del cuneo fiscale IRAP. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, chiarendo che un contratto remunerato da un ente pubblico costituisce un appalto e non una concessione, garantendo così il diritto al beneficio fiscale. La Corte ha inoltre respinto le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate sulla deducibilità delle svalutazioni su crediti ceduti pro solvendo e dell'IVA versata a seguito di accertamento.
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Cuneo fiscale: appalto vs concessione, la Cassazione
Una società si è vista negare la deduzione dei costi del personale ai fini IRAP (il cosiddetto "cuneo fiscale") perché il suo servizio di gestione rifiuti per i Comuni era stato qualificato come "concessione". La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che si trattava di un "appalto", poiché la società era remunerata direttamente dagli enti pubblici e non assumeva il rischio operativo legato all'utenza. Di conseguenza, il beneficio del cuneo fiscale è stato riconosciuto. La Corte ha anche confermato la legittimità della svalutazione dei crediti ceduti "pro solvendo".
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Deduzione costo del lavoro IRAP: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della deduzione costo del lavoro IRAP per un'azienda di servizi ambientali, qualificando il rapporto con gli enti pubblici come appalto e non concessione. Ha inoltre ribadito la deducibilità delle svalutazioni su crediti ceduti pro solvendo, in quanto il rischio di insolvenza rimane a carico del cedente.
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Cuneo fiscale e appalto: il beneficio è garantito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4612/2024, ha stabilito che un'impresa di trasporto pubblico locale ha diritto al beneficio fiscale del 'cuneo fiscale' sull'IRAP quando opera in regime di appalto di servizi e non di concessione. Il caso riguardava il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società di trasporti a cui era stato negato il beneficio. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che la natura del rapporto è di appalto quando l'impresa riceve un corrispettivo fisso dall'ente pubblico (basato, ad esempio, sui km percorsi) e non si assume il rischio economico legato alla vendita dei biglietti, che resta in capo all'amministrazione. In tale scenario, non sussiste il rischio di 'sovra-compensazione' che giustificherebbe l'esclusione dal beneficio, la quale si applica solo in caso di tariffa remuneratoria tipica delle concessioni.
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Deduzione IRAP trasporto: la Cassazione chiarisce
Una società di trasporti ha richiesto un rimborso IRAP, rivendicando il diritto alla deduzione legata al cuneo fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha negato il beneficio, sostenendo che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, rientrando così nei casi di esclusione. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esclusione dalla deduzione IRAP trasporto è legittima solo se coesistono due condizioni specifiche: il contratto deve essere una vera 'concessione', con trasferimento del rischio operativo all'impresa, e la 'tariffa' deve essere 'remunerativa', ovvero calcolata per coprire tutti i costi, inclusa l'IRAP stessa. Poiché la corte di merito non aveva svolto questa analisi dettagliata, la Cassazione ha annullato la sentenza e rinviato il caso per una nuova valutazione.
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Deduzione IRAP: quando si applica alle public utility?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2270/2025, ha stabilito che una società di trasporti pubblici operante in regime di concessione non è automaticamente esclusa dalla deduzione IRAP sul costo del lavoro. L'esclusione si applica solo se la tariffa praticata è 'remunerativa', ossia già calcolata per coprire i costi fiscali. La Corte ha cassato la sentenza precedente perché non aveva verificato questa cruciale condizione, rinviando il caso per un nuovo esame che valuti la natura della tariffa.
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Cuneo fiscale IRAP: quando spetta alle public utility
Un consorzio operante nel settore della depurazione delle acque è stato inizialmente escluso dalla deduzione del cuneo fiscale IRAP. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'esclusione dal beneficio si applica solo quando l'impresa riceve una "tariffa remuneratoria" che già copre il costo dell'IRAP. Poiché il compenso del consorzio era un mero rimborso dei costi e non una tariffa di questo tipo, il suo diritto alla deduzione è stato pienamente riconosciuto.
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Deduzione IRAP: quando è ammessa per le concessionarie
Una società di trasporti si è vista negare la deduzione IRAP sul costo del lavoro. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, annullando la decisione precedente. Per escludere una società dal beneficio, non basta che operi in concessione; devono essere presenti due requisiti cumulativi: la presenza di una vera e propria "concessione traslativa", con trasferimento del rischio operativo all'impresa, e l'applicazione di una "tariffa remuneratoria", ovvero una tariffa che già copre i costi fiscali come l'IRAP. La Corte ha stabilito che i giudici di merito non avevano analizzato adeguatamente né il contratto per verificare il rischio, né la natura della tariffa, rimandando il caso per un nuovo esame.
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Deduzione cuneo fiscale: Appalto vs Concessione
La Cassazione chiarisce che una società di trasporto pubblico ha diritto alla deduzione cuneo fiscale sull'IRAP quando opera in regime di appalto, e non di concessione. Decisivo è il criterio di remunerazione: se il corrispettivo è fisso e pagato dall'ente pubblico (a km) e non dagli utenti, si tratta di appalto e la deduzione è legittima, non configurando un aiuto di Stato.
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Deduzione IRAP: onere della prova per public utility
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3466/2025, ha chiarito i requisiti per la deduzione IRAP in capo a imprese che svolgono sia attività regolate (come le 'public utility') sia attività liberalizzate. La Corte ha stabilito che l'onere della prova per ottenere il beneficio fiscale spetta interamente al contribuente, che deve dimostrare in modo analitico e specifico l'impiego di ciascun dipendente nelle attività non regolate. Non è sufficiente una ripartizione forfettaria del personale. Di conseguenza, è stata cassata la sentenza di merito che aveva concesso la deduzione IRAP a una società di gestione aeroportuale senza tale prova rigorosa.
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Deduzione IRAP cuneo fiscale: Appalto vs Concessione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una società di trasporti alla deduzione IRAP cuneo fiscale, rigettando il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. La Corte ha stabilito che il rapporto tra la società e l'ente pubblico era un appalto di servizi e non una concessione. Questa distinzione è decisiva perché, in un appalto, l'impresa riceve un corrispettivo fisso dall'ente, senza assumere il rischio operativo legato alle tariffe pagate dagli utenti. Di conseguenza, non sussistono i presupposti per escludere il beneficio fiscale.
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Rimborso IRAP e cuneo fiscale: appalto o concessione?
Una società nel settore ecologico ha richiesto un rimborso IRAP basato sulle deduzioni per il 'cuneo fiscale', sostenendo di operare tramite contratti di appalto. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, classificando il rapporto come concessione, esclusa dal beneficio. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che il criterio distintivo è il rischio d'impresa. In un appalto, il corrispettivo è pagato dall'ente pubblico e il rischio è a suo carico, garantendo il diritto al rimborso IRAP. In una concessione, il rischio operativo è trasferito al privato, che viene remunerato tramite tariffe, escludendo così l'agevolazione.
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Cuneo fiscale: sì al rimborso IRAP per appalti pubblici
Una società di autolinee regionali ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata in eccedenza, invocando le deduzioni del cosiddetto 'cuneo fiscale'. La richiesta era stata respinta nei gradi di merito, ritenendo che l'impresa operasse come una 'public utility' in regime di concessione con tariffe regolamentate. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18459/2025, ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che per negare il beneficio, non basta operare nel settore pubblico, ma è necessario dimostrare che l'impresa agisca in un 'mercato protetto' basato su una concessione traslativa e percepisca una 'tariffa remuneratoria', cioè una tariffa che copra i costi, assicuri un profitto e tenga già conto del costo fiscale dell'IRAP. Dato che il giudice d'appello non ha verificato adeguatamente la natura del contratto (appalto o concessione) né la reale remuneratività della tariffa, la Corte ha cassato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Deducibilità costi personale IRAP: il rinvio della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato alla pubblica udienza una causa cruciale sulla deducibilità costi personale IRAP per le compagnie di assicurazione. Il caso riguarda la corretta applicazione delle deduzioni per i costi del personale classificati nel "conto non tecnico", una questione ritenuta nuova e priva di precedenti specifici, che necessita di un esame approfondito.
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Deduzioni IRAP appalti: quando si applicano?
Una società operante nel settore della raccolta rifiuti si è vista negare le deduzioni IRAP sul presupposto che operasse in regime di "concessione". La Corte di Cassazione ha respinto la tesi dell'Amministrazione Finanziaria, chiarendo che il discrimine fondamentale tra appalto e concessione risiede nel trasferimento del rischio operativo. Poiché nel caso di specie la società riceveva un corrispettivo dalla pubblica amministrazione senza assumere il rischio di gestione, il rapporto è stato qualificato come appalto. Di conseguenza, le deduzioni IRAP appalti sono state ritenute legittime.
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