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Ctp (Consulenza Tecnica Di Parte)

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una perizia commissionata da una delle parti del processo per supportare le proprie tesi con valutazioni tecniche.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Consulenza tecnica di parte in appello: via libera alle difese
In una causa di divisione immobiliare tra coproprietari, una delle parti ha depositato per la prima volta una consulenza tecnica di parte in appello per contestare la perizia d'ufficio svolta in primo grado. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile il documento, ritenendolo tardivo e vietato dalle regole del secondo grado di giudizio. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la consulenza tecnica di parte in appello non rappresenta una nuova prova documentale, bensì una semplice allegazione difensiva a contenuto tecnico. Di conseguenza, le contestazioni sui rilievi del perito d'ufficio si possono sollevare anche in appello o nei termini conclusivi, purché non introducano nuovi fatti. Il processo tornerà ai giudici di merito per la nuova valutazione dei rilievi.
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Indennità di espropriazione: la Cassazione tutela i proprietari
I proprietari di un terreno hanno subito l'occupazione e il successivo esproprio delle proprie aree per la realizzazione di moduli abitativi d'emergenza a seguito di un evento sismico. La Pubblica Amministrazione ha quantificato la somma spetta ai privati basandosi su una perizia d'ufficio. La Corte d'Appello ha respinto le contestazioni formulate dai tecnici di parte, ritenendo inammissibili le osservazioni depositate nella comparsa conclusionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei privati. I giudici di legittimità hanno stabilito che le critiche del perito di parte verso la consulenza d'ufficio possono essere presentate negli atti conclusivi del processo. Il giudice ha l'obbligo di valutare attentamente tali rilievi per garantire il diritto di difesa. Per tale ragione, la pronuncia è stata annullata con rinvio per procedere a un nuovo calcolo dell'indennità di espropriazione.
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Interessi usurari: quando la nullità non è rilevabile
Un imprenditore ha citato in giudizio un istituto di credito per l'applicazione di interessi usurari e altre pratiche illecite su un conto corrente. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. La questione centrale degli interessi usurari non è stata esaminata nel merito perché sollevata tardivamente, basandosi su prove (una consulenza di parte) introdotte solo in appello. La Corte ha ribadito che la rilevabilità d'ufficio della nullità per usura presuppone che i fatti a sostegno siano già stati ritualmente acquisiti agli atti del processo di primo grado.
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Onere della prova: Cassazione su conto corrente
Una società e i suoi garanti hanno citato in giudizio una banca per presunta usura su un conto corrente. La loro domanda è stata respinta in primo e secondo grado per mancanza di prove (estratti conto mancanti). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova grava sul cliente e non può essere colmato da ordini del giudice (come una CTU o un ordine di esibizione) per sopperire alle carenze probatorie della parte.
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Valutazione delle prove: Cassazione e non contestazione
Una proprietaria chiedeva la rimozione di piante e il risarcimento danni ai vicini. Dopo una prima vittoria, la Corte d'Appello negava il risarcimento per insufficienza di prove. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, sottolineando che la valutazione delle prove deve essere complessiva e non frammentaria. Il giudice non può ignorare fatti non contestati dalla controparte, come l'avvenuta rimozione spontanea delle piante, né sminuire singole prove senza considerarle nel loro insieme.
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