La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32737/2023, ha chiarito la distinzione tra contratto di divisione e contratto preliminare di divisione. Nel caso di una controversia ereditaria, una scrittura privata del 1986 era stata interpretata dalla Corte d'Appello come un mero preliminare, data la terminologia usata ("si impegnano e si obbligano"), che implicava un obbligo futuro e non un trasferimento immediato. La Cassazione ha confermato questa interpretazione ma ha cassato la sentenza per un vizio procedurale: la Corte d'Appello aveva omesso di esaminare una domanda subordinata di esecuzione specifica del contratto (ex art. 2932 c.c.), ritualmente proposta dagli eredi. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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