La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, da cui era possibile ricavare 301 dosi. L'ordinanza rigetta il ricorso, ritenendo le censure generiche e una mera riproposizione di argomenti già valutati. La Corte ha validato la motivazione della sentenza di appello, basata su prove come i ripetuti accessi di assuntori presso l'abitazione, il materiale per il confezionamento e le modalità di custodia della droga. È stato inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche, giustificato dalla personalità allarmante dell'imputato e dalla strutturazione dell'attività illecita.
Continua »