La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna che chiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione tra tredici sentenze di condanna. Il giudice di merito aveva già respinto la richiesta, ritenendo che i reati non derivassero da un unico disegno criminoso, ma fossero espressione di uno 'stile di vita'. La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso si limitava a riproporre le medesime argomentazioni di fatto, tentando di ottenere un riesame del merito non consentito in sede di legittimità. Di conseguenza, ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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