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Correzione Di Errore Materiale — Anno 2023

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146 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Correzione Di Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione di errore materiale: stop se manca il contraddittorio
I Ricorrenti hanno presentato un ricorso per la correzione di errore materiale contenuto in una precedente sentenza della Corte di Cassazione. Successivamente, hanno depositato una seconda istanza segnalando un ulteriore errore materiale. La Corte, rilevando che questa seconda richiesta non era stata comunicata alla Compagnia Assicuratrice controricorrente, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. Questa decisione garantisce il rispetto del principio del contraddittorio, permettendo alla controparte di difendersi anche su questa nuova contestazione prima che il giudice si pronunci.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione riduce la pena errata.
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione di errore materiale riguardante il calcolo della pena inflitta a un cittadino. In una precedente sentenza, la Corte aveva dichiarato prescritti sette reati, rideterminando la pena residua in due anni e sei mesi di reclusione. Tuttavia, il calcolo matematico della riduzione era errato: la detrazione corretta per i reati estinti, pari a un mese e quindici giorni per ciascun episodio in continuazione, avrebbe dovuto portare la sanzione finale a due anni, quattro mesi e quindici giorni di reclusione. Rilevato l'errore di calcolo nel dispositivo, i giudici hanno disposto la correzione del provvedimento, riducendo formalmente la pena del condannato alla misura corretta.
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Cancellazione della trascrizione: la Cassazione corregge l’errore
Due parti private raggiungono un accordo e rinunciano a un giudizio davanti alla Corte di Cassazione. La Corte dichiara l'estinzione del processo, ma dimentica di ordinare la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale nei registri immobiliari, nonostante la richiesta concorde dei contendenti. Le parti presentano quindi un ricorso congiunto per correggere questo errore materiale. La Suprema Corte accoglie la richiesta e stabilisce che, per garantire la ragionevole durata del processo e l'economia dei giudizi, il giudice di legittimità deve ordinare la cancellazione della trascrizione in caso di estinzione per rinuncia, purché vi sia l'accordo delle parti. Di conseguenza, la Corte dispone la correzione dell'ordinanza precedente, ordinando formalmente la cancellazione della trascrizione.
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Scambio di sentenze: via alla correzione di errore materiale
Una società ha impugnato per revocazione un'ordinanza della Cassazione che, a causa di un clamoroso errore di assemblaggio digitale, conteneva l'intestazione corretta ma il testo e la decisione di un'altra causa. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione, stabilendo che lo scambio integrale del testo di una decisione costituisce un errore evidente rilevabile a colpo d'occhio. Di conseguenza, lo strumento idoneo da utilizzare è la procedura di correzione di errore materiale. La Corte ha quindi disposto il rinvio della causa al collegio originario per procedere alla correzione di errore materiale del provvedimento, compensando le spese di giudizio tra le parti.
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Dati omessi e correzione di errore materiale: serve la notifica
Un comproprietario ha presentato un ricorso per la correzione di errore materiale di una sentenza della Cassazione, lamentando la mancanza dei dati catastali dell'immobile ereditario nel dispositivo. Tuttavia, l'istante non ha notificato la richiesta alla società controparte. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica del ricorso a tutte le parti del giudizio è un requisito obbligatorio. Di conseguenza, i giudici hanno ordinato all'istante di provvedere alla notifica entro sessanta giorni, rinviando la decisione finale.
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Correzione di errore materiale: lo Stato sbaglia Ministero ma paga
I Cittadini hanno richiesto la correzione di errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione in materia di equa riparazione. Nel vecchio provvedimento, i giudici avevano erroneamente indicato il Ministero della Giustizia come controparte e soggetto tenuto a pagare le spese legali, anziché il reale destinatario, ossia il Ministero dell'Economia e delle Finanze. La Suprema Corte, riscontrando l'evidente svista emersa dall'esame dei documenti di causa, ha accolto l'istanza. Ha quindi disposto la sostituzione del nome dell'amministrazione sia nell'intestazione sia nel dispositivo del provvedimento, ordinando l'annotazione della correzione sull'originale dell'atto.
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Correzione di errore materiale: se la motivazione batte il dispositivo
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente sentenza a carico dell'Imputato. Nella motivazione, i giudici avevano stabilito l'annullamento con rinvio della decisione d'appello alla Corte di Appello di Firenze per rideterminare la pena, valutando un'attenuante e la recidiva. Tuttavia, nel dispositivo finale era stato erroneamente scritto "annulla senza rinvio". Rilevato il contrasto insanabile tra la motivazione logica e la formula terminale, la Suprema Corte ha applicato la procedura di correzione, sostituendo la dicitura errata con quella corretta. Di conseguenza, il processo dell'Imputato torna ufficialmente davanti alla Corte d'Appello per il nuovo giudizio sulla pena.
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Correzione di errore materiale: raddoppiate le spese di causa
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per la correzione di errore materiale di una propria precedente ordinanza. Nel giudizio originario, due distinti gruppi di resistenti si erano costituiti con separati controricorsi. Tuttavia, la Corte aveva erroneamente menzionato un solo resistente nella motivazione e aveva condannato i ricorrenti a pagare le spese in favore della "parte controricorrente" al singolare. I giudici hanno riconosciuto che si è trattato di un evidente lapsus calami. Di conseguenza, hanno corretto il provvedimento disponendo che la condanna al pagamento delle spese giudiziali, pari a 5.200 euro oltre accessori, deve intendersi raddoppiata, ovvero dovuta in favore di ciascuna delle due parti che avevano resistito autonomamente.
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Distrazione delle spese: errore del giudice e rimedio rapido
Nel corso di un giudizio in Cassazione, il difensore della parte vincitrice aveva richiesto la distrazione delle spese in proprio favore. Tuttavia, la Suprema Corte, pur condannando la parte soccombente al pagamento delle spese di lite, aveva omesso di disporre tale misura. Il difensore ha quindi proposto ricorso per la correzione dell'errore materiale. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, stabilendo che, in caso di omessa pronuncia sull'istanza di distrazione delle spese, il rimedio corretto e più rapido è il procedimento di correzione degli errori materiali. Di conseguenza, la Corte ha corretto la precedente ordinanza disponendo il pagamento diretto delle spese legali in favore del professionista.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione si corregge
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente sentenza di annullamento con rinvio. Nel provvedimento originario, la Suprema Corte aveva rinviato il caso a un'altra sezione del Tribunale, anziché disporre il rinvio al medesimo Tribunale in diversa composizione collegiale. Accertato l'errore di trascrizione, i giudici hanno rettificato la formula del dispositivo per garantire la corretta individuazione del giudice competente per la fase esecutiva, assicurando così il regolare svolgimento del nuovo giudizio.
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Correzione di errore materiale: stop se manca la notifica
Una società contribuente ha presentato istanza di correzione di errore materiale contro un'ordinanza della Cassazione che la condannava a pagare le spese di giudizio all'Amministrazione Finanziaria. La contribuente sosteneva che l'ente pubblico non si fosse regolarmente costituito. La Suprema Corte ha rilevato che l'Amministrazione Finanziaria era invece presente nel giudizio, sebbene solo per l'udienza. Poiché l'eventuale accoglimento della richiesta di correzione danneggerebbe l'ente creditore, i giudici hanno stabilito che, in base al principio del contraddittorio, l'istanza deve essere obbligatoriamente notificata alla controparte. La Corte ha quindi concesso sessanta giorni alla contribuente per notificare l'atto, rinviando la decisione finale.
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Distrazione delle spese: la Cassazione rimedia all’omissione
Un'azienda immobiliare, difesa dal proprio legale, vince una causa in Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte dimentica di inserire nel provvedimento finale la distrazione delle spese a favore dell'avvocato, nonostante la richiesta esplicita. Il legale propone quindi un ricorso per correzione di errore materiale. La Cassazione accoglie la richiesta e stabilisce un importante principio: per correggere l'omessa distrazione delle spese non è necessario notificare il ricorso anche al proprio cliente. L'avvocato agisce infatti in forza della procura originaria, tutelando sia un proprio interesse sia quello della parte assistita. Di conseguenza, la Corte dispone la correzione del provvedimento originario, assegnando direttamente al difensore i compensi e le spese precedentemente liquidati.
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Patrocinio a spese dello Stato: chi incassa le spese legali?
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di errore materiale presentata da un'azienda in fallimento. In una precedente decisione, la Corte aveva condannato l'azienda a pagare le spese legali direttamente alla controparte vittoriosa. Tuttavia, quest'ultima beneficiava del patrocinio a spese dello Stato. I giudici hanno chiarito che, in caso di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, la parte sconfitta deve versare l'importo delle spese processuali direttamente all'erario e non alla parte assistita. Di conseguenza, la Corte ha corretto il provvedimento, disponendo il pagamento a favore dell'Amministrazione Finanziaria dello Stato.
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Patrocinio a spese dello Stato: la Cassazione corregge la condanna
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. Nel giudizio originario, la Corte aveva condannato l'imputato a pagare direttamente le spese legali alla parte civile. Tuttavia, quest'ultima era stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato. I giudici hanno chiarito che, in caso di ammissione al gratuito patrocinio, la Cassazione deve limitarsi a una condanna generica dell'imputato a favore dello Stato. La quantificazione effettiva delle spettanze spetta invece al giudice di merito tramite un apposito decreto di pagamento. Di conseguenza, la Corte ha corretto la decisione precedente, disponendo che la liquidazione avvenga a cura del Tribunale in favore dell'Erario.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione rimedia
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente sentenza. Nel caso di specie, la Suprema Corte aveva annullato con rinvio una decisione della Corte d'Appello di L'Aquila, disponendo il rinvio alla Corte d'Appello di Perugia. Tuttavia, per una svista nella redazione del verbale, era stata inserita la dicitura "ad altra sezione della Corte di appello di Perugia", formula errata poiché il giudizio di provenienza apparteneva a un distretto diverso. Il ricorrente ha ottenuto la correzione del testo, sostituendo la formula errata con "alla Corte di appello di Perugia". La decisione ristabilisce la corretta designazione del giudice del rinvio senza alterare la sostanza del verdetto.
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Correzione di errore materiale: lo scambio di corti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale contenuta nel ruolo di udienza di una precedente decisione. Nel verbale era stata erroneamente indicata la Corte di Appello di Ancona come giudice del rinvio, anziché la competente Corte di Appello di Perugia. Poiché la sentenza depositata riportava correttamente la sede di Perugia, la Corte ha chiarito che si trattava di una semplice svista di trascrizione che non inficiava la validità dell'atto. Di conseguenza, è stata ordinata la correzione formale del registro d'udienza per ripristinare la corretta indicazione dell'autorità giudiziaria competente a riesaminare il caso dell'Imputato.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge la dimenticanza
Una risparmiatrice vince una causa contro un istituto di credito. La Corte di Cassazione respinge il ricorso della banca e la condanna a pagare le spese legali. Tuttavia, i giudici dimenticano di inserire nel provvedimento la distrazione delle spese a favore del difensore della donna, che si era dichiarato antistatario. Il legale presenta quindi ricorso per correggere questa omissione. La Suprema Corte accoglie la richiesta, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un nuovo processo o un'impugnazione ordinaria. Il rimedio corretto e rapido è la procedura di correzione dell'errore materiale. Di conseguenza, la Corte integra la precedente ordinanza disponendo il pagamento diretto delle spese al difensore.
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Applicazione della recidiva: quando la ricaduta costa cara
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la sentenza d'appello che aveva disposto l'applicazione della recidiva specifica infraquinquennale, ritenendola equivalente alle attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno confermato la correttezza della decisione d'appello, la quale ha motivato l'aumento di pericolosità sociale del soggetto sulla base di plurimi reati successivi, escludendo l'occasionalità della condotta. La Suprema Corte ha inoltre disposto la correzione dell'errore materiale relativo al nome dell'imputato nell'intestazione della sentenza impugnata, identificato correttamente tramite rilievi dattiloscopici, e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Correzione di errore materiale: chi vince non paga le spese
L'Ente Previdenziale ha perso un ricorso contro un'Azienda privata. Nella motivazione della decisione, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'Ente Previdenziale dovesse pagare le spese legali in base al principio di soccombenza. Tuttavia, nel dispositivo finale, la Corte ha erroneamente condannato l'Azienda a pagare le spese all'Ente. L'Azienda ha quindi richiesto la correzione di errore materiale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la motivazione chiara prevale sul dispositivo contrastante. Di conseguenza, la Corte ha corretto la decisione, ponendo definitivamente le spese di giudizio a carico dell'Ente Previdenziale soccombente.
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Correzione di errore materiale: esenzione salvata contro l’Inps
Il Cittadino ha proposto ricorso per la correzione di errore materiale contro una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Il provvedimento lo aveva condannato al pagamento delle spese processuali in favore dell'Ente Previdenziale, nonostante il deposito di una regolare dichiarazione di esenzione basata sui limiti di reddito. La Corte, verificata la presenza della documentazione nei fascicoli di causa, ha accolto il ricorso. Di conseguenza, ha eliminato la condanna alle spese dal testo della precedente decisione, confermando che l'omessa considerazione della dichiarazione costituisce un errore materiale emendabile.
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