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Coobbligato

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137 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata: estinzione processo tributario
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario relativo all'imposta di registro su una sentenza. La controversia, avviata dall'Amministrazione Finanziaria, si è conclusa a seguito della domanda di definizione agevolata presentata dalle società contribuenti, i cui effetti si sono estesi anche alla parte coobbligata, portando alla cessazione della materia del contendere.
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Liberazione coobbligato e rateizzazione: il no della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30855/2023, ha chiarito che l'ammissione del debitore principale a un piano di rateizzazione non comporta l'automatica liberazione del coobbligato solidale. Se il debitore principale decade dal beneficio della rateizzazione, omettendo i pagamenti, il coobbligato rimane pienamente responsabile per l'intero debito residuo. La Corte ha ritenuto legittima la cartella di pagamento notificata al coobbligato, respingendo il ricorso in quanto basato su questioni giuridiche e non su omessi esami di fatti storici decisivi.
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Definizione agevolata coobbligato: estinzione giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio avviato da un contribuente contro una cartella di pagamento. La decisione si basa sul principio della definizione agevolata del coobbligato: poiché la società co-obbligata aveva definito in via agevolata l'avviso di rettifica principale, tale definizione si estende a beneficio del contribuente, rendendo nullo l'atto conseguenziale e terminando la controversia.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che se un coobbligato aderisce alla definizione agevolata di una controversia tributaria, il procedimento si estingue anche per gli altri soggetti coinvolti. Il caso riguardava una richiesta di imposte su un atto di permuta. Durante il giudizio, uno dei soggetti ha saldato la propria posizione tramite definizione agevolata, portando la Corte a dichiarare la cessazione della materia del contendere per tutti.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un complesso contenzioso tributario riguardante la riqualificazione di un fondo immobiliare in società di fatto si conclude in Cassazione non con una decisione nel merito, ma con una declaratoria di estinzione del giudizio. La causa è stata l'adesione alla definizione agevolata da parte di uno dei coobbligati solidali, il cui beneficio, per legge, si estende a tutti gli altri debitori coinvolti, determinando la cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: come estingue il giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario relativo a una contestazione sull'IVA per fatture soggettivamente inesistenti. La decisione non è entrata nel merito della frode, ma ha preso atto della cessazione della materia del contendere. Questo perché un altro socio della società, coobbligato in solido, aveva già chiuso la stessa pendenza con il Fisco attraverso la procedura di definizione agevolata, estendendo di fatto i suoi benefici a tutte le parti coinvolte.
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Definizione agevolata: estingue il giudizio in Cassazione
Un socio di una società di persone affrontava un accertamento IVA per presunte fatture false. Mentre il caso era pendente in Corte di Cassazione, un altro socio ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, confermando che il perfezionamento della sanatoria da parte di un coobbligato estende i suoi effetti a tutti gli altri, ponendo fine alla controversia.
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Definizione agevolata: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17783/2024, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione di una delle società contribuenti alla definizione agevolata. La Corte ha chiarito che il perfezionamento della sanatoria da parte di un coobbligato giova anche agli altri e che, in caso di estinzione, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Obbligazione solidale: ricorso e mancato appello
Una recente sentenza della Cassazione chiarisce che, in un'obbligazione solidale tributaria, il coobbligato che non appella una sentenza di primo grado subisce la formazione del giudicato. Di conseguenza, il suo successivo ricorso in Cassazione è inammissibile. La Corte sottolinea l'autonomia dei rapporti obbligatori, affermando che la decisione diventa definitiva per chi non la impugna, indipendentemente dalle azioni degli altri coobbligati.
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Definizione agevolata coobbligato: estingue il Fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un contenzioso fiscale. Un contribuente, ritenuto responsabile per i debiti di una società cessata, ha visto concludersi la sua causa perché un altro soggetto coobbligato ha aderito con successo a una sanatoria fiscale. La Corte ha confermato che il beneficio della definizione agevolata del coobbligato si estende a tutti gli altri debitori solidali, facendo venir meno l'oggetto del contendere.
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Estinzione del giudizio per definizione agevolata
Un contribuente, co-obbligato con una società installatrice di apparecchi da gioco, ha impugnato un avviso di accertamento fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, il ricorrente ha aderito a una definizione agevolata, rinunciando al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti proprio in virtù dell'adesione del contribuente alla procedura di sanatoria fiscale.
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Difetto di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso tributario inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse. La decisione scaturisce dal fatto che il coobbligato solidale aveva aderito alla definizione agevolata (c.d. "rottamazione quater") per lo stesso debito, inducendo il ricorrente a dichiarare di non avere più interesse a proseguire il giudizio. La Corte ha chiarito che l'inammissibilità per carenza di interesse è un istituto processuale generale che opera indipendentemente dal perfezionamento della procedura di definizione agevolata, la quale porterebbe, solo a pagamento completato, all'estinzione del processo.
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Notifica ai soci: la Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22729/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di riscossione tributaria per le società di persone estinte. La tempestiva notifica di una cartella di pagamento a uno solo dei soci interrompe il termine di decadenza per l'azione di riscossione nei confronti di tutti gli altri soci. Questi ultimi potranno essere raggiunti dalla pretesa fiscale, che sarà soggetta unicamente al più lungo termine di prescrizione e non a quello di decadenza. La sentenza chiarisce che, a seguito della cancellazione della società, si verifica un fenomeno successorio in cui i soci subentrano nei debiti sociali.
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Notifica coobbligato: basta uno per la decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di obbligazioni tributarie solidali, la notifica di una cartella di pagamento a un solo coobbligato è sufficiente a impedire la decadenza del diritto di riscossione per tutti gli altri. Nel caso esaminato, un'erede aveva impugnato una cartella ricevuta oltre i termini, ma la Corte ha dato ragione all'Agente della Riscossione poiché altri coeredi l'avevano ricevuta tempestivamente. La decisione chiarisce che il termine di decadenza previsto dalla normativa fiscale è unico e la sua interruzione ha effetto per tutti i debitori in solido.
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Rimessione in termini: quando l’errore non è scusabile
La Corte di Cassazione ha negato la rimessione in termini a un contribuente che aveva impugnato tardivamente un avviso di accertamento. Secondo la Corte, l'errore nell'interpretazione dell'atto o della legge processuale non costituisce una causa non imputabile e scusabile, specialmente quando l'atto notificato è chiaro riguardo i termini e le modalità di impugnazione. La decadenza dal termine è quindi da attribuire a una scelta difensiva errata del contribuente e non a un impedimento assoluto.
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Definizione agevolata coobbligato: estinzione lite
L'ordinanza analizza il caso di un avviso di accertamento IVA notificato a un socio. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio perché un altro socio, in qualità di coobbligato solidale, aveva già aderito alla definizione agevolata per lo stesso debito. La decisione sottolinea come la definizione agevolata coobbligato estenda i suoi effetti benefici a tutti gli altri debitori, chiudendo definitivamente la controversia fiscale.
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Definizione agevolata coobbligato: come estingue il
Un contribuente, socio di una s.n.c., impugna un avviso di accertamento IVA. Mentre il caso è in Cassazione, un altro socio aderisce alla definizione agevolata coobbligato. La Corte dichiara estinto il giudizio, estendendo i benefici della definizione a tutti i soggetti coinvolti.
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Definizione agevolata: estinzione giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un lungo contenzioso tributario tra l'Agenzia delle Entrate e due società collegate. La decisione è stata presa non nel merito della disputa, ma a seguito della presentazione da parte dei contribuenti di una domanda di definizione agevolata e del relativo pagamento, come previsto dalla normativa sulle tregue fiscali. La Corte ha sottolineato che il perfezionamento della procedura di definizione agevolata comporta l'automatica estinzione del giudizio pendente.
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Definizione agevolata: il pagamento di uno libera tutti
Una società impugnava un avviso di liquidazione per imposte di registro e ipotecarie. Durante il giudizio in Cassazione, emergeva che un'altra parte coobbligata aveva saldato il debito tramite una definizione agevolata. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, affermando che il pagamento effettuato da un co-debitore solidale libera tutti gli altri, facendo venir meno l'oggetto della controversia.
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Definizione agevolata coobbligato: estingue il debito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24663/2024, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della definizione agevolata perfezionata dal coobbligato. Il caso riguardava un avviso di liquidazione per maggiore imposta di registro su una compravendita immobiliare. La società acquirente, coobbligata in solido con la venditrice, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte ha stabilito che, in base alla normativa specifica, la definizione agevolata del coobbligato giova anche agli altri soggetti coinvolti, portando all'estinzione del relativo procedimento anche per loro. Le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate.
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