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Convivenza

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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Convivenza maltrattamenti: non basta abitare insieme
Un individuo è stato condannato per maltrattamenti a seguito di atti violenti commessi mentre viveva con la vittima. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, specificando il concetto di convivenza maltrattamenti. Ha stabilito che la semplice condivisione di un'abitazione ('coabitazione') non è sufficiente; è richiesta una relazione stabile basata su assistenza e affetto reciproci ('convivenza'). Dato che la coabitazione era stata imposta e non era desiderata dalla vittima, il reato di maltrattamenti è stato escluso, e il caso è stato rinviato per una nuova valutazione dei fatti come altri possibili reati.
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Patrocinio a spese dello Stato: quale reddito conta?
La Corte di Cassazione annulla l'assoluzione di un imputato per false dichiarazioni relative al patrocinio a spese dello Stato. La sentenza chiarisce che l'annualità di reddito da considerare è quella dell'ultima dichiarazione per cui è scaduto il termine di presentazione al momento della domanda. Una successiva cessazione della convivenza è irrilevante per la valutazione del reddito di quell'anno specifico.
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Permesso di soggiorno familiare: i requisiti alternativi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27772/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il rilascio del permesso di soggiorno familiare a favore di parenti di cittadini dell'Unione Europea. La Corte ha chiarito che i requisiti della "vivenza a carico" (dipendenza economica) e della "convivenza" sono alternativi e non cumulativi. Inoltre, la convivenza deve essere valutata con riferimento al paese di provenienza del richiedente, non in Italia. Nonostante questa importante precisazione, il ricorso del cittadino straniero è stato rigettato perché i giudici di merito avevano accertato la mancanza di prova di entrambi i requisiti.
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Reato di maltrattamenti: quando non si configura
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di maltrattamenti, stabilendo che tale delitto non è configurabile per condotte avvenute dopo la cessazione della convivenza. La Suprema Corte ha precisato che, in assenza di un rapporto di coabitazione, eventuali comportamenti persecutori devono essere valutati nell'ambito del reato di stalking (art. 612-bis c.p.), in ossequio al principio di tassatività della legge penale.
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