LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Conversione Del Contratto A Termine

Pagina 2 di 3

48 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Dimissioni e mansioni reali: sì alla conversione del contratto
Una lavoratrice, assunta formalmente come programmista regista con undici contratti a tempo determinato, ha svolto in concreto mansioni di giornalista redattore ordinario. La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità dei contratti a termine, disponendo la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato e condannando l'azienda al pagamento delle differenze retributive e risarcitorie. L'azienda ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che le dimissioni della lavoratrice e la mancata iscrizione all'albo dei giornalisti escludessero tali diritti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che le dimissioni non cancellano il diritto alla conversione del contratto a termine e che lo svolgimento effettivo di mansioni giornalistiche, anche prima dell'iscrizione all'albo, dà diritto alla giusta retribuzione. La lavoratrice ha vinto definitivamente la causa.
Continua »
Conversione contratto a termine: l’errore salva il lavoratore
Il Tribunale di Siena accoglieva la domanda di un lavoratore, disponendo la conversione del contratto a termine in rapporto a tempo indeterminato e condannando l'azienda al risarcimento e alle differenze retributive. La Corte d'Appello dichiarava inammissibile il gravame dell'azienda per genericità dei motivi. L'azienda proponeva quindi ricorso per cassazione impugnando direttamente la sentenza di primo grado, ritenendo erroneamente che la pronuncia d'appello equivalesse a un'ordinanza filtro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda. La Suprema Corte ha chiarito che la sentenza di primo grado non è direttamente impugnabile in cassazione se l'appello è stato dichiarato inammissibile con sentenza per difetto di specificità dei motivi, escludendo l'applicazione del ricorso straordinario o per saltum. Vince il lavoratore, che mantiene la conversione del contratto a termine e i risarcimenti.
Continua »
Conversione del contratto a termine: no al posto fisso senza concorso
Un operaio ha lavorato per anni con contratti a tempo determinato presso un Consorzio di Bonifica siciliano. Ritenendo illegittimi i termini apposti, ha chiesto la conversione del rapporto in un impiego stabile. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, dichiarando il rapporto a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che, pur essendo nullo il termine per mancanza di reali esigenze temporanee, la conversione del contratto a termine è preclusa. Le leggi regionali siciliane impongono infatti il divieto di assunzioni stabili senza concorso pubblico per questi enti. Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato la richiesta di stabilizzazione del lavoratore, confermando solo l'illegittimità del termine ma escludendo la nascita di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Continua »
Conversione del contratto a termine: l’ente perde in Cassazione
Un operaio, assunto da un ente pubblico economico con un contratto a termine nel 2000 per attività di manutenzione ordinaria, ha impugnato il termine chiedendo la conversione del rapporto in tempo indeterminato. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il termine per mancanza di reali esigenze giustificatrici, ordinando la riammissione in servizio e un risarcimento. L'ente ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che le leggi regionali imponessero il concorso pubblico impedendo la conversione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la conversione del contratto a termine. Nel periodo di stipula del contratto, tra il 1999 e il 2004, la normativa regionale siciliana non prevedeva l'obbligo di concorso per gli enti pubblici economici, rendendo legittima la stabilizzazione del lavoratore.
Continua »
Conversione del contratto a termine: no nei consorzi di bonifica
Un operaio ha impugnato i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con un Consorzio di Bonifica, chiedendone la nullità e la conversione in un rapporto a tempo indeterminato per mancanza di causali valide. Sebbene i giudici di merito avessero accolto la domanda, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la conversione del contratto a termine è giuridicamente impossibile per i Consorzi di Bonifica della Regione Siciliana. Questo perché le leggi regionali impongono un divieto assoluto di nuove assunzioni a tempo indeterminato presso tali enti. Di conseguenza, anche se il termine apposto al contratto è illegittimo, il rapporto di lavoro non può essere trasformato in una collaborazione stabile. La Cassazione ha quindi rigettato la domanda del lavoratore.
Continua »
Conversione del contratto a termine: no al posto fisso senza concorso
Tre lavoratori hanno impugnato i contratti di lavoro temporanei stipulati con una società a totale partecipazione pubblica, chiedendo la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato. Uno dei lavoratori ha successivamente firmato un accordo transattivo, estinguendo la sua controversia. Per gli altri due, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. La Corte ha stabilito che, per le società pubbliche, l'assunzione deve avvenire tramite procedure selettive trasparenti e concorsi pubblici. La violazione di queste regole impedisce la conversione del contratto a termine in un impiego stabile, anche se la clausola temporanea fosse illegittima. I lavoratori ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Conversione del contratto a termine: nullo ma senza posto fisso
Un lavoratore ha contestato la legittimità di diversi contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con un consorzio di bonifica siciliano. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il termine per genericità della causale, disponendo la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato e un risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della scadenza del contratto, ma ha accolto il ricorso dell'ente pubblico sulla stabilità del rapporto. Per via delle leggi speciali della Regione Siciliana, infatti, vige un divieto assoluto di assunzione a tempo indeterminato senza concorso presso tali enti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha negato la conversione del rapporto in un impiego fisso, lasciando fermo solo il risarcimento economico in favore del lavoratore.
Continua »
Conversione del contratto a termine: risarcimento sì, posto no
Un lavoratore ha impugnato una serie di contratti a tempo determinato stipulati con un ente di bonifica siciliano, chiedendo la conversione del rapporto in un impiego stabile. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il termine e ha disposto la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato, oltre al risarcimento del danno. L'ente ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che la legge regionale siciliana vieta la conversione del contratto a termine in un impiego a tempo indeterminato per questi specifici enti di bonifica, per evitare l'elusione dei limiti sulle assunzioni. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la stabilizzazione del lavoratore, ma ha confermato il risarcimento economico per l'illegittimità della scadenza contrattuale.
Continua »
Conversione del contratto a termine: nullo ma senza posto fisso
Un lavoratore ha impugnato una serie di contratti a tempo determinato stipulati con un Consorzio di bonifica siciliano, chiedendo la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato e il risarcimento dei danni. La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità del termine per genericità della causale e ha ordinato la riassunzione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del termine, ma ha accolto il ricorso del Consorzio sulla conversione del contratto a termine. I giudici hanno stabilito che, per i consorzi di bonifica della Regione Sicilia, esiste un divieto legislativo assoluto di assunzione a tempo indeterminato. Di conseguenza, la conversione automatica del rapporto è giuridicamente impossibile, poiché eluderebbe tale divieto. Il lavoratore ottiene solo il risarcimento del danno, ma non il posto fisso.
Continua »
Conversione del contratto a termine: no alla stabilità automatica
Un lavoratore ha impugnato i contratti a tempo determinato stipulati nel 2006-2007 con una società pubblica di gestione rifiuti, ottenendo dai giudici di merito la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. I giudici di legittimità hanno chiarito che le società d'ambito siciliane, pur avendo forma di S.p.A., hanno natura sostanzialmente pubblica. Di conseguenza, l'assunzione di personale deve rispettare le procedure selettive previste dalla legge regionale vigente all'epoca dei fatti, la quale imponeva selezioni pubbliche anche per i contratti a termine. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame che verifichi il rispetto di tali regole prima di disporre l'eventuale conversione del contratto a termine.
Continua »
Conversione del contratto a termine: risarcito ma senza posto
Un lavoratore ha impugnato il proprio contratto di lavoro stipulato con un Consorzio di bonifica siciliano, ritenendo illegittimo il termine di scadenza applicato. I giudici di merito avevano dichiarato nullo il termine, disponendo la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato e condannando l'ente al risarcimento. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Consorzio. I giudici di legittimità hanno stabilito che, sebbene il termine fosse illegittimo per mancanza di prove sulle esigenze temporanee, la conversione del contratto a termine è giuridicamente impossibile. La legislazione regionale siciliana impone infatti un divieto assoluto di nuove assunzioni a tempo indeterminato per questi enti senza concorso pubblico. Di conseguenza, il lavoratore ha diritto solo all'indennità risarcitoria, ma non al posto di lavoro fisso.
Continua »
Conversione del contratto a termine: scontro nei teatri lirici
Un lavoratore, impiegato come operaio macchinista presso una fondazione lirico-sinfonica, ha contestato la legittimità di diversi contratti a tempo determinato stipulati tra il 2006 e il 2011. Il lavoratore ha richiesto la conversione del contratto a termine in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e il risarcimento del danno. La Corte d'appello ha accertato l'illegittimità del primo contratto per mancata valutazione dei rischi, ma ha negato la stabilizzazione a causa del blocco delle assunzioni, concedendo solo un risarcimento. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla possibilità di conversione del rapporto per le fondazioni liriche a causa della loro natura pubblica e dei limiti di bilancio, ha sospeso la decisione. I giudici hanno rimesso la questione alle Sezioni Unite per stabilire una regola uniforme.
Continua »
Conversione del contratto a termine: risarcito ma senza posto
Un lavoratore ha impugnato i contratti a tempo determinato stipulati con un Consorzio di Bonifica siciliano, chiedendo la stabilizzazione del rapporto. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il termine e disposto la conversione. La Cassazione ha confermato l'illegittimità del termine contrattuale, ma ha accolto il ricorso del Consorzio escludendo la conversione del contratto a termine. I giudici hanno stabilito che le leggi regionali siciliane vietano nuove assunzioni a tempo indeterminato presso tali enti, impedendo la trasformazione del rapporto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la decisione precedente sul punto, escludendo la conversione ma confermando il risarcimento del danno per l'illegittimità del termine originario.
Continua »
Conversione del contratto a termine: illegittimo ma non stabile
Un lavoratore ha impugnato diversi contratti a termine stipulati con un Consorzio di bonifica siciliano, lamentando la genericità della causale. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il termine e disposto la conversione del rapporto a tempo indeterminato. La Cassazione ha confermato l'illegittimità dei contratti a termine per mancanza di causale specifica. Tuttavia, ha accolto il ricorso del Consorzio riguardo alla conversione del contratto a termine. Essendo il Consorzio un ente pubblico economico soggetto a leggi regionali siciliane che vietano nuove assunzioni stabili, la stabilizzazione è giuridicamente impossibile. La Suprema Corte ha quindi escluso la conversione del rapporto, confermando solo il diritto del lavoratore al risarcimento del danno.
Continua »
Conversione del contratto a termine: negata anche se illegittimo
Tre lavoratori hanno contestato la successione di otto contratti a tempo determinato con un ente pubblico economico, ritenendo generiche le causali di assunzione. I giudici di merito avevano dichiarato nullo il termine e disposto la conversione del rapporto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità dei termini apposti, ma ha accolto il ricorso dell'ente datore di lavoro. La Corte ha stabilito che la legislazione regionale siciliana vieta la conversione del contratto a termine in rapporto a tempo indeterminato per i consorzi di bonifica. Di conseguenza, pur riscontrando l'irregolarità dei contratti, la Cassazione ha rigettato la domanda di stabilizzazione dei lavoratori.
Continua »
Conversione del contratto a termine: risarcimento s , posto fisso no
Un lavoratore ha contestato l'illegittimità dei contratti a tempo determinato stipulati con un Consorzio di bonifica siciliano per mancanza di causale specifica. La Corte d'Appello aveva dichiarato la nullità del termine, disponendo la conversione del rapporto e il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del termine e il diritto all'indennizzo economico. Tuttavia, accogliendo il ricorso del Consorzio, ha stabilito che la conversione del contratto a termine in rapporto a tempo indeterminato è preclusa dalle norme regionali siciliane, che vietano assunzioni stabili senza concorso pubblico. Il lavoratore ottiene quindi solo il risarcimento economico.
Continua »
Conversione del contratto a termine: risarcimento sì, posto no
Un lavoratore ha impugnato i contratti di lavoro stipulati con un Ente di Bonifica, ritenendo illegittimo il termine apposto in quanto impiegato per attività ordinarie e stabili. La Corte d'Appello aveva dichiarato la nullità del termine e disposto la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione, pur confermando l'illegittimità della scadenza del contratto, ha accolto il ricorso dell'Ente. I giudici hanno stabilito che la conversione del contratto a termine è preclusa dalle leggi regionali siciliane, che vietano a questi enti di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato senza concorso. Di conseguenza, il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno per l'illegittimità del termine, ma non può ottenere la stabilizzazione del posto di lavoro.
Continua »
Conversione del contratto a termine: la rinuncia salva il posto
Un'azienda a partecipazione pubblica impugna la sentenza d'appello che aveva disposto la conversione del contratto a termine di un dipendente in un rapporto a tempo indeterminato. Nel corso del giudizio di legittimità, tuttavia, l'azienda decide di presentare formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, confermando la decisione precedente favorevole al lavoratore. I giudici chiariscono inoltre che la rinuncia non comporta il pagamento del doppio contributo unificato, sanzione prevista solo per l'inammissibilità originaria. Vince definitivamente il lavoratore, che mantiene il posto fisso.
Continua »
Conversione del contratto a termine: stop per i consorzi
Il Lavoratore ha impugnato il contratto a tempo determinato stipulato nel 2000 con un Consorzio di bonifica siciliano, qualificabile come ente pubblico economico. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il termine e disposto la conversione del rapporto in contratto a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione, pur confermando l'illegittimità del termine apposto al contratto per mancanza di reali esigenze temporanee, ha accolto il ricorso del Consorzio sul punto decisivo. I giudici di legittimità hanno stabilito che la conversione del contratto a termine in rapporto a tempo indeterminato è giuridicamente impossibile per i consorzi di bonifica siciliani, a causa del divieto di assunzioni a tempo indeterminato imposto dalla legge regionale. Di conseguenza, la Cassazione ha cassato la sentenza d'appello e rigettato definitivamente la domanda di conversione del lavoratore.
Continua »
Conversione del contratto a termine: negato il posto fisso
Quattro lavoratori hanno contestato l'illegittimità dei loro contratti a tempo determinato con un Consorzio di bonifica siciliano, chiedendo la conversione del rapporto in un impiego stabile. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ordinando la stabilizzazione. La Cassazione ha parzialmente ribaltato la decisione. Pur confermando l'illegittimità dei contratti per mancanza di causali specifiche, la Suprema Corte ha stabilito che la conversione del contratto a termine è giuridicamente impossibile. Le leggi regionali siciliane vietano infatti a questi enti pubblici economici di assumere personale a tempo indeterminato senza concorso pubblico. Di conseguenza, i lavoratori non ottengono il posto fisso né la ricostruzione di carriera, ma mantengono il diritto a ricevere un'indennità risarcitoria pari a sei mensilità per l'illegittimità del termine originario.
Continua »