La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per falso ideologico a carico di un Rettore e un Direttore Generale universitari. La Corte ha stabilito che una 'convenzione', essendo un accordo che esprime la volontà delle parti, non può essere considerata un atto pubblico suscettibile di falsità ideologica, anche se il suo contenuto differisce da una delibera interna. La condotta non attesta un fatto ma esprime una volontà negoziale, escludendo quindi il reato. Un'altra accusa, per abuso d'ufficio, è stata annullata a seguito dell'abrogazione della norma.
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