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Contributi Previdenziali

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82 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Contributi previdenziali: stop al ricorso inutile
Un produttore libero di assicurazioni ha impugnato la richiesta di contributi previdenziali avanzata dall'ente nazionale di previdenza. Durante il giudizio di Cassazione, è emerso che una precedente sentenza d'appello, ormai definitiva, aveva già dichiarato infondata la pretesa creditoria per lo stesso debito. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, poiché il risultato utile era già stato ottenuto. La Corte ha inoltre censurato il comportamento del difensore per l'uso di espressioni offensive verso il giudice di merito, disponendo la trasmissione degli atti agli organi disciplinari.
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Contributi INPS: Giudice del Lavoro batte Giudice Tributario
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha risolto un conflitto tra giudice tributario e giudice ordinario. Il caso riguardava l'opposizione di un'azienda agricola a una cartella di pagamento per contributi INPS non versati. La Corte ha stabilito un principio chiaro: la giurisdizione sui contributi previdenziali spetta sempre al giudice ordinario, sezione lavoro. Questo vale anche se la richiesta di pagamento arriva tramite una cartella esattoriale, strumento tipico della riscossione fiscale. La natura del credito (previdenziale) prevale sulla forma dell'atto con cui viene richiesto. Di conseguenza, la causa è stata affidata al Tribunale del Lavoro.
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Contributi previdenziali: esclusi i redditi da S.r.l.
L'ente previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi previdenziali a una professionista, includendo nella base imponibile anche gli utili derivanti dalla sua partecipazione in una società di capitali. La contribuente, già iscritta alla gestione commercianti per un'altra attività, ha contestato la pretesa sostenendo che tali utili fossero meri redditi di capitale, non legati ad alcuna attività lavorativa nella società. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento dell'avviso di addebito, stabilendo che i redditi da mera partecipazione in società di capitali non devono essere conteggiati per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi.
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Contributi previdenziali: validità notifiche PEC
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un'intimazione di pagamento relativa a contributi previdenziali per circa 300.000 euro. Il contribuente aveva contestato la validità delle notifiche effettuate tramite PEC e la conformità delle copie fotostatiche degli avvisi di addebito. La Suprema Corte ha stabilito che il disconoscimento delle copie deve essere specifico e non generico, e che la notifica PEC da un indirizzo non censito in INI-PEC non è nulla se non viene dimostrato un effettivo pregiudizio al diritto di difesa. Il ricorso è stato integralmente respinto.
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Giurisdizione contributi: decide il Giudice del Lavoro
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra Giudice del Lavoro e Giudice Tributario. La Corte ha stabilito che la competenza a decidere sulle opposizioni agli avvisi di addebito per contributi previdenziali spetta esclusivamente al Giudice del Lavoro, anche se la pretesa nasce da un accertamento fiscale. La decisione si fonda sulla natura previdenziale del rapporto e sulla specifica previsione dell'art. 24 del d.lgs. 46/1999. Pertanto, la giurisdizione per i contributi previdenziali è radicata presso il tribunale ordinario in funzione di giudice del lavoro.
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Giurisdizione contributi: decide il giudice del lavoro
Una società agricola ha impugnato una cartella esattoriale per contributi previdenziali omessi. Ne è nato un conflitto tra il Tribunale del Lavoro, che declinava la propria giurisdizione, e la Corte di Giustizia Tributaria, che la rivendicava. La Corte di Cassazione, risolvendo il conflitto, ha stabilito che la giurisdizione sui contributi previdenziali spetta sempre al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, indipendentemente dal fatto che la riscossione avvenga tramite strumenti tipici del diritto tributario. La natura previdenziale del credito è l'elemento decisivo per individuare il giudice competente.
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Contributi previdenziali: la rinuncia è nulla
Gli eredi di un ex lavoratore del settore minerario hanno contestato il calcolo dei suoi contributi per il prepensionamento. Le corti inferiori avevano ritenuto valida la rinuncia del lavoratore a tali diritti, considerandoli volontari. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che i contributi previdenziali in questione derivano da un obbligo di legge di natura pubblica e non sono volontari. Di conseguenza, qualsiasi accordo di rinuncia da parte del lavoratore è legalmente nullo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Giurisdizione contributi previdenziali: decide il Lavoro
Una società agricola ha contestato una cartella di pagamento per contributi previdenziali. A seguito di un conflitto tra Giudice del Lavoro e Giudice Tributario, la Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione sui contributi previdenziali spetta sempre al Giudice del Lavoro, indipendentemente dal fatto che la riscossione avvenga tramite cartella esattoriale. La natura previdenziale del credito prevale sulla forma dell'atto di riscossione.
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Contributi previdenziali: la rinuncia è nulla
La Corte di Cassazione ha stabilito che i contributi previdenziali derivanti da leggi per il prepensionamento sono un diritto indisponibile del lavoratore. Un accordo transattivo con cui il dipendente rinuncia a tali contributi è nullo. La Corte d'Appello aveva erroneamente qualificato la contribuzione come 'volontaria' e quindi 'disponibile'. La Cassazione, ribaltando la decisione, ha chiarito che la natura obbligatoria di tali versamenti, imposta dalla legge, impedisce qualsiasi forma di rinuncia, cassando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Contributi previdenziali giornalisti: appello inammissibile
Una società editoriale ha impugnato una sentenza che la condannava al pagamento di contributi previdenziali giornalisti per somme erogate a titolo di incentivo all'esodo e transazioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione dei fatti, come l'inquadramento di un lavoratore o la natura retributiva di una somma, spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, se non per vizi di legge.
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Contributi previdenziali: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un centro medico contro una fondazione previdenziale, relativo al versamento di contributi previdenziali. I motivi procedurali sono stati respinti perché sollevati per la prima volta in Cassazione e perché non è stato dimostrato un concreto pregiudizio al diritto di difesa. La Corte ha confermato la corretta applicazione delle norme sulla base imponibile dei contributi.
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Contributi previdenziali: ACE esclusa dalla base
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deduzione per Aiuto alla Crescita Economica (ACE) deve essere esclusa dalla base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti dai commercianti. L'ordinanza conferma che, essendo l'ACE un onere deducibile che riduce il reddito d'impresa ai fini IRPEF, lo stesso principio si applica anche ai fini contributivi. Di conseguenza, il ricorso dell'ente previdenziale è stato respinto, confermando le decisioni dei giudici di merito a favore del contribuente.
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Rapporto di lavoro in cooperativa: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che il rapporto di lavoro in cooperativa può persistere anche dopo l'esclusione del socio lavoratore. In un caso di cessione d'azienda, la società acquirente è stata condannata a versare i contributi previdenziali, poiché la cessazione del vincolo associativo non implica automaticamente la fine del rapporto di lavoro subordinato.
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Contributi previdenziali: obbligo anche post-accordo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare i contributi previdenziali persiste anche dopo una transazione tra datore di lavoro e lavoratore. A seguito di un licenziamento illegittimo, una società era stata condannata a reintegrare un dipendente. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo economico per la cessazione del rapporto. Nonostante ciò, l'ente previdenziale ha richiesto il pagamento dei contributi per il periodo tra il licenziamento e l'ordine di reintegra. La Corte ha rigettato il ricorso della società, chiarendo che l'obbligazione contributiva è autonoma e inderogabile rispetto agli accordi privati, poiché la sentenza di reintegra ripristina retroattivamente il rapporto di lavoro ai fini previdenziali.
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Contributi malattia spettacolo: obbligo anche per club
Una nota società sportiva ha contestato un avviso di pagamento per contributi di malattia, sostenendo di essere esonerata in quanto corrisponde l'intera retribuzione ai propri dipendenti durante l'assenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le modifiche legislative del 2011 hanno reso obbligatorio il versamento dei contributi malattia spettacolo per tutti i datori di lavoro del settore, eliminando la precedente esenzione. La decisione si basa su un'interpretazione evolutiva della normativa, che tende a unificare i regimi previdenziali.
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Giurisdizione contributi previdenziali: decide il Lavoro
La Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione stabilendo che le controversie su cartelle di pagamento per contributi previdenziali rientrano nella competenza del Giudice del Lavoro. La natura non tributaria del credito esclude la giurisdizione della Corte di Giustizia Tributaria, anche se l'atto impugnato è una cartella esattoriale.
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Contributi previdenziali: esclusi i redditi da srl
Un lavoratore autonomo si opponeva alla richiesta dell'ente previdenziale di calcolare i contributi anche sugli utili derivanti dalla sua partecipazione in una società di capitali. La Corte di Cassazione ha confermato che i contributi previdenziali si basano solo sui redditi d'impresa, escludendo i redditi da capitale come i dividendi da una srl in cui non si svolge attività lavorativa, consolidando un importante principio sulla distinzione delle basi imponibili.
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Giurisdizione contributi previdenziali: decide il Lavoro
In un caso di conflitto di giurisdizione, la Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza a decidere sulle controversie relative a cartelle esattoriali per contributi previdenziali omessi spetta al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, e non alla giustizia tributaria. La decisione si fonda sulla natura del credito, che è previdenziale e non tributario, rendendo irrilevante lo strumento utilizzato per la riscossione. La suprema corte ha quindi affermato la giurisdizione contributi previdenziali del giudice del lavoro.
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Deducibilità contributi notai: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1690/2025, ha stabilito la piena deducibilità dei contributi obbligatori versati dai notai alla Cassa Nazionale del Notariato dal loro reddito di lavoro autonomo. La Corte ha chiarito che tali contributi sono da considerarsi costi inerenti all'attività professionale, in quanto ne costituiscono una diretta conseguenza. Questa decisione ribalta un precedente orientamento che li considerava spese personali, affermando un principio fondamentale per la determinazione del reddito dei professionisti e confermando la piena legittimità della loro deduzione.
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Contributi previdenziali: redditi da S.a.s. inclusi
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore autonomo, iscritto alla gestione commercianti, deve versare i contributi previdenziali sulla totalità dei redditi d'impresa, includendo anche quelli derivanti dalla partecipazione come socio accomandante in una S.a.s., anche se non svolge attività lavorativa in tale società. La decisione si fonda sul principio di trasparenza fiscale applicabile alle società di persone, che qualifica tali proventi come reddito d'impresa per il socio.
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