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Contratto Preliminare

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857 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Contratto preliminare: risoluzione per inadempimento
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare immobiliare per grave inadempimento dei promissari acquirenti. L'analisi si concentra sull'interpretazione delle clausole contrattuali, la natura delle obbligazioni alternative e la mancata corresponsione delle rate di mutuo pattuite, ritenuta giusta causa per la risoluzione.
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Simulazione contratto: prova libera per il mandante
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di simulazione contratto relativo a un preliminare di vendita immobiliare. La Corte ha stabilito che il mandante, all'oscuro dell'accordo simulatorio posto in essere dal suo rappresentante, deve essere considerato un "terzo". Di conseguenza, egli ha diritto di provare la simulazione con ogni mezzo, incluse le presunzioni, senza i limiti probatori previsti per le parti contraenti. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando la decisione di merito che aveva dichiarato la simulazione del contratto sulla base di prove indiziarie.
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Termine essenziale: quando non causa la risoluzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la dicitura 'termine essenziale' in un contratto preliminare di vendita immobiliare non comporta automaticamente la risoluzione del contratto in caso di scadenza. Se le parti, con il loro comportamento successivo, dimostrano di avere ancora interesse all'affare, il termine perde la sua essenzialità. Nel caso specifico, la colpa dell'inadempimento è stata attribuita ai promissari acquirenti, legittimando il recesso dei venditori e la ritenzione della caparra.
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Inadempimento preliminare: quando è legittimo?
Una società costruttrice, promittente venditrice, si vede richiesto il doppio della caparra per un presunto inadempimento preliminare. La Corte d'Appello riforma la sentenza di primo grado, stabilendo che la mancata consegna di documenti prima del rogito non costituisce inadempimento se il venditore si era offerto di produrli in quella sede e l'acquirente non lo ha mai convocato davanti al notaio. La richiesta di documenti generica non basta a giustificare la risoluzione.
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Prescrizione contratto preliminare: le regole del PCT
Una Corte d'Appello ha confermato la prescrizione del contratto preliminare di compravendita immobiliare, stipulato quasi vent'anni prima dell'azione legale. La sentenza chiarisce un punto cruciale del Processo Civile Telematico: un atto depositato telematicamente alle 21:01 del giorno di scadenza è valido e tempestivo, poiché il deposito si perfeziona con la ricevuta di consegna generata entro la mezzanotte. L'appello del promissario acquirente è stato quindi respinto.
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Risoluzione contratto preliminare per inadempimento
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare immobiliare a causa del grave inadempimento del promissario acquirente, che non aveva saldato il prezzo pattuito. La sentenza chiarisce che il certificato di agibilità è necessario solo al momento del rogito definitivo e non per la consegna anticipata del bene.
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Contratto preliminare condizionato: inefficacia e danni
Il Tribunale di Milano ha rigettato le domande di un soggetto che chiedeva l'esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare condizionato. La decisione si basa sull'inefficacia del contratto a causa del mancato avveramento della condizione sospensiva entro il termine stabilito. Sono state respinte anche le richieste di risarcimento danni, sia dell'attore che del convenuto, per insussistenza dei presupposti.
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Contratto preliminare e art. 2932: i requisiti
Un promissario acquirente ha richiesto il trasferimento di un immobile tramite un'azione ex art. 2932 c.c., basata su un contratto preliminare. Il Tribunale ha dichiarato la domanda improcedibile. La causa è la mancanza delle dichiarazioni di conformità urbanistica e catastale, considerate condizioni essenziali dell'azione. Senza questi requisiti, il giudice non può emettere una sentenza che trasferisca la proprietà.
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Preliminare bene in comunione: coniuge litisconsorte
La Corte di Cassazione ha stabilito che in un'azione per l'esecuzione specifica di un contratto preliminare di vendita di un immobile in comunione legale, è necessaria la partecipazione al giudizio di entrambi i coniugi, anche di quello che non ha firmato l'accordo. La mancata citazione in giudizio del coniuge non firmatario costituisce un difetto di contraddittorio che comporta la nullità dell'intero procedimento. La Corte ha quindi annullato le sentenze di merito e rinviato la causa al primo grado per la corretta instaurazione del processo, ribadendo il principio del litisconsorzio necessario in questa materia.
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ICI contratto preliminare: chi paga le tasse?
Con la sentenza n. 34592 del 30/12/2019, la Corte di Cassazione, Sez. V, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ICI e contratto preliminare. Il caso riguardava la richiesta di pagamento dell'imposta da parte di un Comune nei confronti di un promissario acquirente. La Corte ha chiarito che l'obbligo tributario sorge solo con il trasferimento effettivo della proprietà, che, in caso di contenzioso, coincide con il passaggio in giudicato della sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c., e non con la mera stipula del preliminare o con la detenzione anticipata dell'immobile.
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Scrittura privata compravendita: vale come vendita?
Una sentenza della Corte d'Appello analizza il valore di una scrittura privata di compravendita immobiliare in una disputa familiare. La Corte ha stabilito che, se il testo manifesta la volontà di trasferire immediatamente il bene, il contratto è definitivo e non preliminare. Di conseguenza, l'azione per l'accertamento dell'autenticità delle firme è imprescrittibile. La Corte ha rigettato l'appello della venditrice, che sosteneva la natura preliminare dell'atto e la simulazione, confermando il trasferimento di proprietà al compratore.
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Provvigione agenzia immobiliare: quando è dovuta?
Una recente sentenza della Corte d'Appello analizza il diritto alla provvigione dell'agenzia immobiliare in caso di risoluzione consensuale del contratto preliminare. Il caso riguardava la compravendita di un immobile da costruire. La Corte ha confermato che il diritto alla provvigione sorge alla conclusione dell'accordo, anche se poi le parti decidono di risolverlo. Tuttavia, ha ridotto l'importo della provvigione a quanto effettivamente pattuito, accogliendo parzialmente l'appello del promissario acquirente.
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Penale eccessiva: la riduzione del giudice d’appello
In una controversia su un contratto preliminare immobiliare, la Corte d'Appello ha affrontato il tema della clausola penale. A seguito dell'inadempimento del promittente venditore, il tribunale di primo grado aveva ordinato la restituzione della caparra e il pagamento di una penale di 100.000 euro. La Corte d'Appello, pur confermando l'inadempimento, ha ritenuto la penale eccessiva. Valutando il comportamento del creditore, che aveva atteso due anni prima di agire, ha ridotto l'importo della penale a 50.000 euro, applicando il potere di riduzione equitativa previsto dalla legge.
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Azione revocatoria: quando si valuta la malafede?
La Corte d'Appello di Genova ha respinto un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito contro la vendita di un immobile. La sentenza stabilisce che la consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio al creditore (scientia damni) deve essere valutata al momento della stipula del contratto preliminare. Poiché a quella data il debitore non era ancora inadempiente, l'azione è stata rigettata, confermando che le successive modifiche al contratto definitivo erano giustificate e non indice di frode.
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Simulazione contratto preliminare: la decisione
La Corte d'Appello conferma la nullità di un contratto preliminare di vendita, ritenendolo un'operazione fittizia. La decisione si fonda sulla prova per indizi della simulazione del contratto preliminare, orchestrata tra due società con forti legami per sottrarre fondi alla società acquirente, ormai insolvente e prossima al fallimento. Elementi decisivi sono stati l'insolvenza dell'acquirente, i legami tra gli amministratori e le anomalie nei pagamenti della caparra.
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Preliminare vendita immobile e vendita a terzi
Una sentenza della Corte d'Appello di Salerno stabilisce un principio fondamentale in materia di preliminare vendita immobile. Anche se il promittente venditore vende l'immobile a un terzo prima della data del rogito, non si configura un inadempimento automatico. Il promissario acquirente, per far valere i propri diritti, ha sempre l'onere di convocare formalmente la controparte davanti al notaio per la stipula del contratto definitivo. In assenza di tale convocazione, la richiesta di risarcimento o di restituzione del doppio della caparra viene respinta.
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Contratto preliminare: valido senza agibilità?
Una parte acquirente ha citato in giudizio la venditrice per ottenere la nullità o la risoluzione di un contratto preliminare, lamentando difformità urbanistiche e la mancata consegna del certificato di agibilità al momento della firma. Il Tribunale di Roma ha respinto le domande, stabilendo che la sanzione della nullità non si applica ai contratti preliminari, ma solo a quelli definitivi. Inoltre, ha escluso un grave inadempimento, poiché il termine per il rogito non era essenziale e le irregolarità sono state sanate successivamente con l'ottenimento dell'agibilità, confermando la validità del contratto.
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