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Contratto Di Somministrazione

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48 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Onere della prova bollette: la Cassazione decide
Una cittadina contesta due bollette dell'acqua ritenute eccessive. Dopo una vittoria in primo grado, la Corte d'Appello ribalta la decisione. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, dichiara inammissibile il ricorso della consumatrice, chiarendo i principi sull'onere della prova bollette e i limiti delle contestazioni in sede di legittimità. La Corte sottolinea che non si possono sollevare in Cassazione questioni di fatto o motivi di ricorso non specifici o non tempestivamente proposti nei gradi di merito.
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Contratto collegato: quando si risolve il finanziamento?
Un consumatore stipula un contratto per un sistema di risparmio energetico e un finanziamento collegato. A seguito dell'interruzione della fornitura di energia, chiede la risoluzione del finanziamento. Il Tribunale respinge la domanda, chiarendo che per un contratto collegato, se l'operazione include contratti di appalto o somministrazione, non si applica la tutela legale automatica. Inoltre, la risoluzione è opponibile al finanziatore solo se quest'ultimo era a conoscenza della complessiva operazione commerciale.
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Contratto di somministrazione: quando non esiste
La Corte di Cassazione ha stabilito che un rapporto commerciale duraturo, caratterizzato da ordini periodici, non si qualifica automaticamente come un contratto di somministrazione. Nel caso esaminato, una società di abbigliamento non è stata ritenuta inadempiente per non aver spedito la merce ordinata da un rivenditore, poiché la Corte ha qualificato la relazione come una serie di singole compravendite, ognuna soggetta ad accettazione. La mancanza di un obbligo a fornire ha reso le pretese risarcitorie del rivenditore infondate.
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Mora del debitore: accordo sul pagamento la esclude
Un fornitore farmaceutico ha citato in giudizio una farmacia per ottenere il pagamento degli interessi di mora su fatture saldate in ritardo. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato provato un accordo verbale, consolidato da una prassi ventennale, secondo cui il pagamento avveniva tramite assegno ritirato da un incaricato del fornitore presso la sede della farmacia. Questa modalità deroga alla regola generale del pagamento al domicilio del creditore, trasformando l'obbligazione da 'portabile' a 'querable'. Di conseguenza, senza una formale richiesta di pagamento, non si configura la mora del debitore. Inoltre, la Corte ha stabilito l'inapplicabilità del D.Lgs. 231/2002 sui ritardi di pagamento, poiché il contratto di somministrazione era stato stipulato prima della sua entrata in vigore.
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Contratto di somministrazione: quando non si applica
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra contratto di somministrazione e una serie di singole compravendite. In assenza di una predeterminazione del fabbisogno del cliente, anche un rapporto di fornitura duraturo viene qualificato come una successione di contratti di vendita distinti. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi con cui la società ricorrente cercava di ottenere una rivalutazione dei fatti, confermando la decisione della Corte d'Appello e accogliendo invece il ricorso incidentale sulle spese legali.
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Contratto di somministrazione: causale generica è nulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che un contratto di somministrazione è illegittimo se la causale addotta è generica e non verificabile. Nel caso specifico, motivazioni come "incremento della produzione" o "punte di più intensa attività" sono state ritenute insufficienti in assenza di elementi concreti che ne dimostrassero l'effettività, portando alla conferma della nullità del termine.
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Proroga contratto acausale: quando è illegittima?
Una lavoratrice ottiene la conversione del suo contratto di somministrazione in un rapporto a tempo indeterminato a causa di proroghe illegittime. La Corte di Cassazione conferma la decisione, chiarendo che, in base alla normativa vigente nel 2012, la proroga contratto acausale era assolutamente vietata. La sentenza sottolinea che le modifiche legislative successive che hanno ammesso le proroghe entro i 12 mesi non hanno efficacia retroattiva, consolidando un importante principio sull'applicazione della legge nel tempo.
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Recesso contratto di somministrazione: il preavviso
Un fornitore recede da un rapporto commerciale durato oltre dieci anni con un preavviso di pochi giorni. La Corte d'Appello conferma che si tratta di un contratto di somministrazione e che il preavviso era inadeguato. Tuttavia, riforma la sentenza di primo grado riducendo drasticamente l'importo del risarcimento danni, precisando che questo deve essere calcolato sul mancato utile (al netto di costi e imposte) e non sul semplice calo di fatturato.
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