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Contratto Di Solidarietà

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29 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Restituzione retribuzione ferie: l’Azienda perde se non prova
Un'azienda ha tentato di recuperare parte dello stipendio dei suoi dipendenti, sostenendo di aver pagato in eccesso le ferie maturate durante un contratto di solidarietà ma godute successivamente. I lavoratori si sono opposti e i giudici hanno dato loro ragione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo un principio chiaro: in un caso di richiesta di **restituzione retribuzione ferie**, spetta all'azienda dimostrare di aver pagato più del dovuto. Non avendo fornito prove sufficienti, come le buste paga del periodo, la sua richiesta è stata respinta. La vittoria è andata ai lavoratori, che non hanno dovuto restituire alcuna somma.
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Ripetizione di indebito: l’azienda perde se non prova l’errore
L'Azienda ha tentato di recuperare somme dal Lavoratore tramite la ripetizione di indebito, sostenendo di aver pagato troppe ferie. Il dipendente aveva maturato le ferie durante un periodo di contratto di solidarietà (orario ridotto) ma le aveva utilizzate dopo la fine dell'accordo (orario pieno). L'Azienda pretendeva che il pagamento fosse proporzionato all'orario ridotto del momento della maturazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda. I giudici hanno stabilito che chi chiede indietro dei soldi deve provare rigorosamente che il pagamento non era dovuto. L'Azienda non ha prodotto le buste paga necessarie per dimostrare l'errore di calcolo. Di conseguenza, il Lavoratore vince la causa, non deve restituire nulla e l'Azienda deve rimborsare le spese legali.
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Ripetizione di indebito per ferie: l’azienda perde la causa
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'azienda che aveva operato una trattenuta sulla busta paga dei dipendenti. L'azienda sosteneva di aver pagato in eccesso le ferie maturate durante un contratto di solidarietà e godute successivamente. I giudici hanno dato ragione ai lavoratori, stabilendo un principio fondamentale sulla ripetizione di indebito: spetta sempre a chi chiede la restituzione dei soldi, in questo caso l'azienda, fornire la prova certa e documentale del pagamento non dovuto. Non avendolo fatto, la trattenuta è stata dichiarata illegittima e l'azienda ha perso la causa.
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Retribuzione Ferie Contratto Solidarietà: Paga Ridotta o Piena?
Un lavoratore matura le ferie durante un contratto di solidarietà ma le gode dopo la fine del periodo di orario ridotto. L'azienda gli paga queste ferie con una retribuzione ridotta, proporzionata alle ore lavorate durante la solidarietà. La Corte di Cassazione stabilisce che questo è illegittimo. Il calcolo della retribuzione delle ferie deve basarsi sullo stipendio percepito al momento della fruizione, non della maturazione. Poiché il lavoratore godeva delle ferie quando il suo orario era tornato pieno, la sua retribuzione ferie contratto di solidarietà doveva essere pagata per intero. L'azienda perde la causa perché non ha provato di aver già pagato correttamente il lavoratore.
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Estorsione datore di lavoro: Cassazione e onere prova
Un legale rappresentante di una società, in crisi aziendale, è stato accusato di estorsione per aver costretto i dipendenti, con la minaccia di licenziamento, a firmare un accordo di solidarietà pur continuando a lavorare a tempo pieno. Dopo un complesso iter giudiziario che ha visto una condanna, un annullamento con rinvio e una successiva assoluzione in appello, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore generale. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione delle prove, se non manifestamente illogica, spetta ai giudici di merito e non può essere oggetto di una nuova interpretazione in sede di legittimità, delineando così i confini probatori del reato di estorsione del datore di lavoro.
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Contratto di solidarietà: obblighi del datore di lavoro
Un'associazione datoriale ha impugnato la sentenza che la condannava al pagamento di differenze retributive a un ex dipendente, sorte nell'ambito di un contratto di solidarietà. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il datore di lavoro è tenuto ad anticipare il contributo di solidarietà al lavoratore, salvo poi richiederne il rimborso all'INPS. L'ordinanza sottolinea inoltre l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso.
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Contratto di solidarietà: quando è valido nel P.I.?
Un'amministrazione comunale, a fronte di difficoltà finanziarie, ha ridotto unilateralmente l'orario di lavoro dei propri dipendenti, stipulando in un secondo momento un contratto di solidarietà. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittima la procedura, stabilendo che l'eccedenza di personale deve essere individuata in specifiche posizioni lavorative e non in un generico monte ore. Inoltre, ha chiarito che il contratto di solidarietà non può sanare retroattivamente l'illegittimità della precedente riduzione unilaterale, potendo disporre solo per il futuro. La sentenza del giudice d'appello è stata quindi annullata con rinvio.
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Licenziamento per rifiuto trasferimento: quando è ok?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento per rifiuto trasferimento di una lavoratrice. L'azienda, in crisi economica, aveva disposto il trasferimento per comprovate ragioni tecnico-organizzative, come la soppressione di posizioni lavorative nella sede di provenienza e la disponibilità di posti in quella di destinazione. Secondo la Corte, l'azienda ha assolto il suo onere probatorio e la scelta della dipendente è avvenuta nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, rendendo il rifiuto della lavoratrice ingiustificato e, di conseguenza, il licenziamento legittimo.
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Contratto di solidarietà: quando è valido nel P.I.?
Un gruppo di dipendenti pubblici ha impugnato la riduzione dell'orario di lavoro disposta da un Comune. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione complessa e meritevole di approfondimento. Il caso verte sulla legittimità dell'uso del contratto di solidarietà nel pubblico impiego e se un'eccedenza di personale possa essere intesa come mera eccedenza di ore lavorative. La Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione definitiva.
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