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Contrattazione Collettiva — Anno 2025

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88 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Contrattazione Collettiva

Provvedimenti

Assegno di sede: parità tra docenti a tempo determinato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21695/2025, ha stabilito un importante principio di parità di trattamento. Ha sancito che i docenti a tempo determinato in servizio all'estero hanno diritto a percepire l'assegno di sede nella stessa misura prevista per i colleghi a tempo indeterminato. La Corte ha ritenuto che non sussistano ragioni oggettive per giustificare una disparità economica, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello e basando la propria pronuncia sul principio di non discriminazione sancito dalla direttiva europea 1999/70/CE.
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Blocco stipendi PA: non si applica al privato
Una lavoratrice di un Comune, assunta con contratto di diritto privato del settore edile, si è vista negare gli aumenti contrattuali a causa delle norme sul blocco stipendi pubblico impiego. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il blocco della contrattazione collettiva previsto per il settore pubblico (art. 9, c. 17, D.L. 78/2010) non si applica ai rapporti di lavoro regolati da CCNL privati, anche se il datore di lavoro è un ente pubblico. La Corte ha distinto tale blocco da quello, più generale e temporalmente limitato, relativo al trattamento economico individuale.
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Lavoro straordinario: basta il consenso implicito
Una infermiera ha richiesto il pagamento per anni di lavoro straordinario svolto senza autorizzazione formale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che per il diritto al compenso non è necessaria un'autorizzazione esplicita, ma è sufficiente il consenso implicito del datore di lavoro. Tale consenso può essere desunto da elementi come la consapevolezza della prestazione, la sua durata nel tempo e la carenza di personale, che la corte di merito dovrà ora rivalutare.
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Retribuzione dirigente scolastico estero: la Cassazione
Un dirigente scolastico che lavorava all'estero ha citato in giudizio il Ministero dell'Istruzione per ottenere il pagamento della parte variabile della sua retribuzione di posizione. Mentre la Corte d'Appello aveva dato ragione al dirigente, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) all'epoca dei fatti escludeva legittimamente tale componente variabile per il personale in servizio all'estero, in virtù di una specifica previsione normativa. Questa sentenza definisce l'ambito della retribuzione del dirigente scolastico estero sotto il precedente regime contrattuale.
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Buoni pasto enti locali: è un diritto o una facoltà?
Un dipendente pubblico ha richiesto il pagamento di buoni pasto arretrati a un Comune. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, sostenendo che l'erogazione non è un diritto soggettivo ma una facoltà dell'ente, condizionata dalle risorse finanziarie. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di principio e ha rinviato il caso a una pubblica udienza per decidere se i buoni pasto enti locali siano un obbligo e su chi gravi l'onere di provare la disponibilità dei fondi.
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Assegno di sede: stop alla discriminazione docenti
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 13/07/2025, ha stabilito che negare l'assegno di sede ai docenti con contratto a tempo determinato che lavorano all'estero costituisce una discriminazione illegittima. La Corte ha accolto il ricorso di una docente, affermando che non esistono ragioni oggettive per un trattamento economico differente rispetto ai colleghi di ruolo, in linea con la direttiva europea sul lavoro a tempo determinato. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Retribuzione ferie: quali voci include? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili intrinsecamente connesse all'attività lavorativa. In un caso riguardante un gruppo di piloti contro una compagnia aerea, la Corte ha confermato la nullità della clausola del contratto collettivo che escludeva tali voci, come l'indennità di tratta e quella per i voli straordinari. La decisione si fonda sul principio europeo che mira a non disincentivare il godimento delle ferie, garantendo al lavoratore una retribuzione durante il riposo paragonabile a quella percepita durante l'attività lavorativa.
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Indennità di prima sistemazione: spetta sempre?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dirigente di un ente pubblico a ricevere l'indennità di prima sistemazione a seguito di un trasferimento d'ufficio. La sentenza chiarisce che tale diritto deriva dal contratto collettivo nazionale e non può essere negato né dalla mancata previsione nel contratto individuale, né da norme sulla spending review applicabili solo ai dipendenti statali. Inoltre, l'indennità è cumulabile con altri incentivi alla mobilità, in quanto remunerano disagi differenti.
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