Un Contribuente, che vendeva vini e liquori online, ha contestato un accertamento fiscale induttivo dell'Agenzia delle Entrate. L'Agenzia aveva recuperato imposte sul reddito del 2012, basandosi su indagini bancarie che rivelavano un volume d'affari elevato, ritenendola un'attività commerciale. Il Contribuente sosteneva fosse un mero hobby e che l'accertamento non avesse rispettato i termini dilatori. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'attività era commerciale, che il termine dilatorio di 60 giorni non si applica agli accertamenti "a tavolino" basati solo su indagini bancarie, e che le nuove soglie per i prelievi bancari non sono retroattive.
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