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Contra Ius

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37 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Minaccia di licenziamento per estorsione: datore condannato
Un datore di lavoro di un'azienda di trasporti costringeva i suoi autisti a manomettere il cronotachigrafo per saltare le pause obbligatorie, minacciandoli di licenziamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la minaccia di licenziamento per estorsione è un reato a tutti gli effetti. Prospettare la perdita del lavoro per ottenere un comportamento illegale non è un legittimo esercizio del potere del datore, ma un'intimidazione che integra il delitto di estorsione. L'imprenditore ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una multa.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: i limiti
La Corte di Cassazione ha respinto un ricorso straordinario per errore di fatto presentato da un uomo condannato per tentata estorsione. Il ricorrente sosteneva che i giudici avessero omesso di valutare correttamente l'avvio di un contenzioso civile. La Corte ha stabilito che non si trattava di un errore percettivo, ma di una contestazione sulla valutazione giuridica della condotta, rendendo il ricorso inammissibile.
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Occupazione abusiva: reato anche per chi eredita
La Corte di Cassazione ha confermato che l'occupazione abusiva di un terreno comunale costituisce reato anche per chi, pur non essendo l'invasore originario, continua a occupare l'immobile dopo il decesso del parente che aveva iniziato l'illecito. La sentenza chiarisce che la semplice permanenza 'sine titulo' integra il reato, a prescindere da nuove opere edilizie.
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Aumento pena continuazione: come si calcola la pena
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per un errore nel calcolo dell'aumento pena continuazione. La Corte ha stabilito che, in caso di reato satellite con pena alternativa (detentiva o pecuniaria), l'aumento sulla pena base del reato più grave deve essere applicato a una sola delle due specie di pena (o detentiva o pecuniaria), e non a entrambe. La decisione è stata rinviata per una nuova determinazione della sanzione.
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Abuso d’ufficio e concorsi: quando astenersi
Un professore universitario è stato condannato per abuso d'ufficio per aver favorito un candidato in una selezione pubblica. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna per carenza di motivazione. I giudici hanno chiarito che, per configurare il reato, non basta una mera collaborazione scientifica tra commissario e candidato. È necessario dimostrare che tale rapporto abbia minato l'imparzialità e che il vantaggio concesso fosse effettivamente ingiusto, ovvero che il candidato favorito non fosse il più meritevole.
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Occupazione abusiva: reato anche senza entrare con forza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39184/2025, ha confermato che l'occupazione abusiva di un immobile pubblico costituisce reato ai sensi dell'art. 633 del codice penale, anche quando l'imputato sia entrato inizialmente come ospite. Il caso riguardava una persona che, dopo il decesso del legittimo assegnatario di un alloggio popolare, vi era rimasta senza averne titolo. La Corte ha stabilito che il concetto di 'invasione' non richiede un'azione violenta o clandestina, ma si configura con l'introduzione e la permanenza arbitraria nell'immobile, ovvero 'contra ius', violando così le norme sulla pubblica assegnazione degli alloggi.
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Invasione di terreni: Cassazione chiarisce il reato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 29 ottobre 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di invasione di terreni. Il punto centrale della decisione è la chiara definizione del concetto di 'invasione' ai sensi dell'art. 633 del codice penale: non è necessaria la violenza, ma è sufficiente l'introduzione arbitraria, ovvero senza diritto, nella proprietà altrui. L'occupazione che ne consegue è semplicemente la materializzazione della condotta illecita. Il ricorso è stato respinto perché tentava di ottenere una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Estorsione e ragion fattasi: quando è reato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30799/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la condanna per estorsione. Il caso chiarisce la distinzione tra estorsione e ragion fattasi, sottolineando che l'intervento di un terzo nel recupero di un credito, se agisce con violenza per un proprio tornaconto e chiede una somma superiore a quella dovuta, integra il più grave reato di estorsione.
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Invasione di edifici: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata per il reato di invasione di edifici. La Corte conferma che per la configurazione del reato non è necessaria la violenza, ma è sufficiente l'introduzione arbitraria e stabile in un immobile altrui. Viene inoltre ribadito che lo stato di necessità può giustificare l'occupazione solo per un pericolo attuale e transitorio, non per risolvere esigenze abitative permanenti, e che la lunga durata della condotta esclude la particolare tenuità del fatto.
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Compensazione spese di lite: la Cassazione decide
Una società ha vinto una causa contro l'Agenzia delle Entrate, ma il giudice d'appello aveva disposto la compensazione delle spese legali. La Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che in caso di vittoria totale, la parte soccombente deve pagare le spese. La compensazione spese di lite è un'eccezione che richiede 'gravi ed eccezionali ragioni', non riscontrabili nel caso di specie, ribadendo così il principio di causalità.
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Estorsione contrattuale: quando un diritto è reato?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per tentata estorsione, chiarendo il principio di estorsione contrattuale. La Corte ha stabilito che anche la minaccia di esercitare un diritto legittimo, come partecipare a un'asta, costituisce reato se utilizzata per ottenere un profitto ingiusto. Il caso è stato rinviato al giudice civile per la valutazione dei danni.
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Occupazione abusiva immobile: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per occupazione abusiva di immobile pubblico. La Corte chiarisce che il reato di cui all'art. 633 c.p. si configura anche quando una persona, inizialmente ospitata, rimane nell'abitazione dopo l'allontanamento dell'assegnatario, comportandosi come proprietario. Il termine 'invasione' indica un'occupazione arbitraria e 'contra ius', a prescindere dal pacifico ingresso iniziale.
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Tentata concussione: la minaccia implicita è reato
Un alto funzionario pubblico è stato ritenuto colpevole di tentata concussione per aver esercitato pressioni sui membri di una commissione di selezione al fine di favorire un candidato. La Corte di Cassazione ha chiarito che la minaccia non deve essere esplicita, ma può essere implicita, velata e desumibile dal contesto e dalla posizione di potere dell'agente. Sebbene il reato sia stato dichiarato estinto per prescrizione, la Corte ha confermato la colpevolezza dell'imputato ai fini delle statuizioni civili, sottolineando la gravità della condotta abusiva.
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Occupazione abusiva: restare in casa popolare è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione abusiva nei confronti di una donna rimasta in un alloggio popolare dopo il decesso del legittimo assegnatario, nonostante avesse il consenso dell'erede. La sentenza stabilisce che l'occupazione senza un titolo legale costituisce reato, poiché le regole di assegnazione degli alloggi pubblici non possono essere derogate da accordi privati. Il reato è procedibile d'ufficio e la lunga durata dell'occupazione impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Invasione di terreni e occupazione: la sentenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9377/2025, ha stabilito che la continua occupazione di un immobile, anche dopo la dichiarazione di prescrizione del reato iniziale di invasione di terreni, costituisce un nuovo e autonomo reato. La Corte ha rigettato il ricorso di due imputati che occupavano un immobile dell'Esercito, affermando che la natura permanente del reato cessa solo con una condanna o con l'abbandono del bene. La prescrizione precedente, accertando l'illegittimità della condotta, non sana l'occupazione, la cui prosecuzione integra una nuova fattispecie criminosa.
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Estorsione giudiziaria: quando un’azione legale è reato
Un avvocato, insieme ai suoi clienti, ha avviato numerose cause civili con richieste di risarcimento esorbitanti al fine di costringere le controparti a raggiungere accordi extragiudiziali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tale condotta integra il reato di tentata estorsione giudiziaria. La Corte ha chiarito che, sebbene intentare una causa sia un diritto, utilizzarla come strumento per fiaccare la resistenza di un avversario e ottenere un profitto ingiusto tramite una transazione trasforma l'atto in un illecito penale.
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Risarcimento danni: inammissibile senza atto lesivo
Un imprenditore ittico ha chiesto un risarcimento danni a una società energetica, sostenendo che la sola richiesta di concessione idroelettrica da parte di quest'ultima avesse bloccato la vendita della sua azienda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: senza un provvedimento amministrativo finale che autorizzi l'attività contestata, non esiste un fatto illecito. Di conseguenza, manca il presupposto essenziale per poter richiedere un risarcimento danni.
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