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Continuazione — Anno 2026

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594 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Continuazione

Provvedimenti

Disegno criminoso: no alla continuazione tra reati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra un reato isolato e successivi delitti commessi in forma associata. È stato stabilito che, per riconoscere un medesimo disegno criminoso, non basta la vicinanza temporale tra i fatti, ma è necessario provare che il piano delittuoso fosse unitario e preordinato sin dal primo reato. La natura estemporanea del primo delitto rispetto alla sistematicità dei successivi ha escluso tale possibilità.
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Disegno criminoso: quando non si applica la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra due reati di resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che per riconoscere un unico disegno criminoso, il piano deve esistere sin dalla commissione del primo reato e non può essere desunto da un generico scopo successivo, come quello di sottrarsi all'esecuzione di una pena. La natura estemporanea dei singoli atti criminali è stata decisiva per escludere un programma unitario e originario.
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Disegno criminoso: quando due reati sono unificabili?
Un soggetto condannato per due reati di evasione, commessi a pochi giorni di distanza, ha chiesto di unificarli sotto la disciplina del medesimo disegno criminoso (art. 81 c.p.). La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, confermando la decisione del Tribunale. Secondo i giudici, la sola vicinanza temporale e l'omogeneità della condotta, dettata da insofferenza verso le prescrizioni, non sono sufficienti a provare l'esistenza di un'unica programmazione iniziale, elemento necessario per configurare il disegno criminoso.
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Lavoro irregolare stranieri: la Cassazione conferma
Un datore di lavoro è stato condannato per l'impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando che la responsabilità penale sussiste anche se il datore era a conoscenza della sola richiesta del permesso. Inoltre, ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto a causa della pluralità di lavoratori coinvolti e della continuità del reato, elementi che aggravano il caso di lavoro irregolare stranieri.
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Disegno criminoso: no alla continuazione tra reati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del disegno criminoso tra reati eterogenei: una violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando come la diversità delle condotte, delle vittime e del movente (impulso sessuale estemporaneo da un lato, gelosia protratta dall'altro) impedisca di configurare un piano unitario. La tossicodipendenza dell'imputato è stata ritenuta irrilevante in assenza di una prova del suo nesso diretto con la pianificazione dei reati.
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Discrezionalità del giudice: pena e attenuanti
Due soggetti condannati per furto aggravato e uso indebito di carte di credito ricorrono in Cassazione, lamentando una motivazione insufficiente sulla quantificazione della pena e sulla mancata concessione delle attenuanti nella massima estensione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo l'ampia discrezionalità del giudice di merito nel determinare la pena, quando la decisione è logicamente fondata su elementi come la gravità dei fatti, il modus operandi e la personalità degli imputati.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi erano generici e riproduttivi di censure già valutate. L'ordinanza sottolinea che non è possibile richiedere in sede di legittimità una nuova valutazione dei fatti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Errore di fatto in Cassazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati, chiarendo la fondamentale distinzione tra errore materiale e errore di fatto. La sentenza sottolinea che l'errore di fatto, quale un'omessa valutazione di un motivo di ricorso, deve essere impugnato con lo strumento straordinario previsto dall'art. 625-bis c.p.p. entro un termine perentorio. La Corte ha inoltre confermato la correttezza del calcolo della pena effettuato dal giudice di rinvio, i cui poteri erano limitati al solo punto annullato dalla precedente decisione.
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Continuazione tra reati: omicidio e associazione mafiosa
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava il riconoscimento della continuazione tra reati a un soggetto condannato per omicidio premeditato e, in precedenza, per associazione di tipo mafioso e altri reati-fine. La Suprema Corte ha stabilito che l'omicidio, sebbene premeditato, non era parte del disegno criminoso iniziale dell'associazione, ma è sorto da circostanze contingenti e imprevedibili al momento dell'adesione al sodalizio. Viene così chiarito che la sussistenza dell'aggravante della premeditazione non implica automaticamente la ravvisabilità della continuazione.
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Disegno criminoso: vincolo di continuazione e giudice
Un soggetto, condannato con sentenze separate, chiede di unificare le pene in virtù di un unico disegno criminoso. Il giudice dell'esecuzione nega la richiesta, ma la Corte di Cassazione annulla la decisione. La Corte ha stabilito che il giudice non può ignorare una precedente sentenza che aveva già riconosciuto la continuazione tra alcuni dei reati, se non con motivazioni specifiche e rafforzate. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Calunnia online: la Cassazione sul concorso di persone
Una madre e una figlia sono state accusate di stalking, calunnia online e altri reati per aver creato falsi profili social a nome di un uomo, usandoli per perseguitarlo e per accusare falsamente un'altra donna. La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna della madre, ritenendo non provato il suo concorso nei reati commessi materialmente dalla figlia. Per la figlia, ha confermato la responsabilità penale ma ha disposto un nuovo calcolo della pena per difetto di motivazione.
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Continuazione tra reati: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati per cinque diverse sentenze. La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, specificando che per applicare l'istituto della continuazione è necessaria la prova di un unico e preordinato disegno criminoso, non essendo sufficiente una mera serialità di condotte illecite. Fattori come la distanza temporale, la diversità dei luoghi e dei concorrenti sono stati determinanti per escludere l'unicità del programma criminale.
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Continuazione tra reati: la Cassazione annulla pena
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza limitatamente alla determinazione della pena, a causa dell'omessa valutazione di una sentenza nel calcolo della continuazione tra reati. Il giudice dell'esecuzione aveva unificato le pene per diverse condanne, ma ne aveva tralasciata una. La Corte ha stabilito che, sebbene ogni falsa dichiarazione per il gratuito patrocinio costituisca un reato autonomo, la pena complessiva deve essere ricalcolata includendo tutte le sentenze pertinenti. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Porto d’armi abusivo: la Cassazione e il diritto al silenzio
La Corte di Cassazione conferma la condanna per porto d'armi abusivo nei confronti di un uomo trovato con un coltello, un taglierino e un martelletto frangivetro in auto. La sentenza chiarisce che la disponibilità del veicolo e la visibilità degli oggetti sono sufficienti a provare la consapevolezza, e che il diritto al silenzio non impedisce al giudice di valutare la personalità dell'imputato ai fini della concessione delle attenuanti generiche, basandosi su altri elementi come i precedenti penali.
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