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Continuazione Tra Reati — Anno 2025

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186 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Continuazione Tra Reati

Provvedimenti

Continuazione tra reati: no se cambi clan mafioso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati per due condanne relative all'appartenenza a clan mafiosi rivali. Secondo la Corte, il passaggio da un'organizzazione criminale a un'altra interrompe l'unicità del disegno criminoso, rendendo inapplicabile l'istituto della continuazione.
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Continuazione tra reati: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. I giudici hanno ritenuto irrilevante un errore materiale (l'indicazione di un nome errato) nell'ordinanza impugnata e hanno sottolineato che il ricorso si basava su presupposti di fatto errati, dato che i reati erano stati commessi in un arco temporale di quindici anni e in regioni diverse, non in un breve lasso di tempo e nello stesso luogo come sostenuto dal ricorrente.
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Continuazione tra reati: onere della prova e poteri
Una recente sentenza della Corte di Cassazione annulla una condanna per spaccio, stabilendo importanti principi sulla continuazione tra reati. La Corte ha chiarito che, per ottenere il riconoscimento della continuazione, l'imputato ha l'onere di fornire tutti gli elementi per identificare una precedente condanna, ma non è obbligato a produrne copia. A fronte di un'allegazione completa, il giudice può acquisire d'ufficio la sentenza. Viene inoltre criticata una motivazione superficiale sull'assenza di un disegno criminoso in episodi di spaccio ravvicinati.
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Disegno criminoso: quando non si applica la continuazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un Tribunale che negava l'applicazione della continuazione tra due reati di contraffazione. Nonostante la somiglianza dei crimini e la vicinanza temporale, i giudici hanno escluso l'esistenza di un unico disegno criminoso, ritenendo le condotte frutto di una generale propensione alla devianza e non di un piano unitario prestabilito. La sentenza distingue nettamente tra un progetto criminoso specifico e una generica abitudine a delinquere, sottolineando come le diverse modalità esecutive e i ruoli differenti nei due episodi fossero indicativi di determinazioni estemporanee.
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Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per il riconoscimento della continuazione tra reati, anche 'per gruppi'. La sentenza sottolinea che, per ottenere il beneficio, l'imputato deve allegare elementi specifici e concreti che dimostrino un unico disegno criminoso iniziale, non essendo sufficienti indizi generici come la vicinanza temporale o lo stato di tossicodipendenza.
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Continuazione tra reati: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un condannato per due rapine, il quale chiedeva l'applicazione della disciplina della continuazione tra reati. La Corte ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza di un giudice dell'esecuzione che aveva stabilito la misura della pena. Il caso è stato rinviato al giudice di primo grado per un nuovo esame limitatamente al calcolo dell'aumento di pena per la continuazione, evidenziando l'importanza di una corretta quantificazione della sanzione.
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