Il Condannato ha richiesto al Giudice dell'esecuzione il riconoscimento della continuazione dei reati tra una condanna per associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, attiva fino a marzo 2016, e due successive condanne per singoli episodi di spaccio avvenuti a luglio e settembre 2016. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, ritenendo i reati successivi frutto di nuove e autonome decisioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Condannato. I giudici hanno chiarito che la continuazione dei reati richiede una pianificazione preventiva e unitaria. Non è possibile ritenere pianificati, al momento della nascita dell'associazione, singoli spacci compiuti mesi dopo la sua dissoluzione. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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