Il Condannato ha richiesto il riconoscimento della continuazione dei reati tra due condanne per estorsione inflitte a distanza di circa dieci anni. La difesa sosteneva l'esistenza di un unico disegno criminoso, interrotto solo dalla carcerazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno stabilito che non possibile configurare la continuazione dei reati quando le prime condotte estorsive, avvenute nel 1994-1995, precedono di molti anni la nascita stessa della nuova associazione mafiosa, costituita nel 2003, per la quale sono stati commessi i reati successivi nel 2005. Mancando una pianificazione unitaria iniziale, si tratta di decisioni estemporanee e autonome. Di conseguenza, il Condannato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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