La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per due episodi distinti: un omicidio e, il giorno successivo, una tentata rapina di un caricabatterie in un centro commerciale. L'uomo sosteneva che i due reati fossero collegati dalla necessità di fuggire. I giudici hanno chiarito che la semplice vicinanza temporale non basta a dimostrare l'unicità del disegno criminoso. Per applicare il reato continuato serve una programmazione iniziale unitaria, anche di massima, dei diversi reati. La tentata rapina è stata invece considerata un'azione del tutto estemporanea e occasionale, dettata da un'esigenza del momento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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