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Consumazione Del Reato

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148 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Competenza per territorio: il criterio del primo reato
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per stabilire la competenza per territorio in presenza di reati fallimentari connessi. Con la sentenza in esame, si stabilisce che, a fronte di reati di pari gravità, la competenza spetta al giudice del luogo in cui si è consumato il primo reato. Nel caso della bancarotta, il reato si considera consumato con la sentenza dichiarativa di fallimento, non al momento delle condotte distrattive. Di conseguenza, il tribunale che ha dichiarato il primo fallimento in ordine cronologico attrae la competenza anche per gli altri procedimenti connessi.
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Fatture inesistenti: prescrizione e consumazione reato
Un imprenditore viene condannato per l'utilizzo di fatture inesistenti. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25457/2025, annulla parzialmente la condanna, dichiarando prescritta la parte del reato relativa alla dichiarazione IVA. La Corte stabilisce che, poiché le dichiarazioni IVA e IRES sono presentate in date diverse, si verificano due distinti momenti di consumazione del reato, da cui decorrono separatamente i termini di prescrizione.
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Consumazione reato custode: quando si prescrive?
La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha annullato una decisione di proscioglimento per prescrizione, stabilendo un principio fondamentale sulla consumazione reato custode. Il reato di agevolazione colposa della sottrazione di un bene sequestrato (art. 335 c.p.) si presume consumato non al momento del sequestro, ma al momento dell'accertamento della sua mancanza. Tale presunzione può essere vinta solo da una prova rigorosa che dimostri una data di commissione anteriore. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Consumazione rapina: quando il reato è perfetto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17082/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando il principio sulla consumazione rapina. Il reato si considera perfezionato nel momento in cui il reo acquisisce il controllo esclusivo del bene sottratto, anche se per un breve istante e nello stesso luogo del fatto. La successiva restituzione o l'abbandono forzato della refurtiva non escludono la configurabilità del reato consumato.
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Competenza territoriale indebita percezione: decide Roma
In un caso di indebita percezione di fondi pubblici legati all'emergenza Covid-19, la Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di giurisdizione tra tre tribunali. La sentenza chiarisce che la competenza territoriale per indebita percezione si radica nel luogo in cui ha sede l'ente pubblico che dispone il pagamento, e non dove il beneficiario riceve la somma. In questo caso, la competenza è stata attribuita al Tribunale di Roma, sede dell'Agenzia delle Entrate.
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Truffa online carta ricaricabile: quando si perfeziona?
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per truffa online. L'ordinanza ribadisce un principio fondamentale sulla truffa online carta ricaricabile: il reato si considera perfezionato nel momento e nel luogo in cui la vittima effettua il versamento sulla carta. Questo perché tale operazione comporta sia l'immediata disponibilità della somma per il truffatore, sia la perdita definitiva per la vittima. La Corte ha ritenuto irrilevanti le argomentazioni difensive, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Prescrizione reato fatture: il momento consumativo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la prescrizione del reato di fatture false. La Corte ha ribadito un principio consolidato: in caso di emissione di più fatture per operazioni inesistenti nello stesso periodo d'imposta, si configura un unico reato la cui consumazione, e quindi il dies a quo per la prescrizione, coincide con la data dell'ultima fattura. Essendo il termine di 10 anni non ancora decorso, il ricorso è stato giudicato infondato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Consumazione del reato e indulto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione dell'indulto per un reato di traffico di stupefacenti. L'imputato sosteneva che la sua partecipazione si fosse conclusa prima della data limite per il beneficio. La Corte ha stabilito che, in caso di concorso di persone, la consumazione del reato avviene con l'ultimo atto della sequenza criminosa, anche se compiuto da altri concorrenti. Pertanto, il contributo iniziale del ricorrente è parte di un unico reato che si è concluso con la consegna della droga, avvenuta dopo il termine previsto per l'indulto, rendendo inapplicabile il beneficio.
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