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Consumazione Del Reato

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148 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Competenza riciclaggio home banking: la Cassazione
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza territoriale per un caso di riciclaggio tramite home banking. La sentenza stabilisce che il reato si consuma non nel luogo da cui viene inviato l'ordine telematico, ma presso la filiale della banca dove è acceso il conto corrente da cui partono i fondi. Di conseguenza, la competenza per riciclaggio spetta al tribunale del circondario in cui si trova tale istituto di credito, poiché è lì che l'operazione finanziaria illecita si concretizza.
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Competenza truffa postepay: decide il luogo del pagamento
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di giurisdizione relativo a una competenza truffa postepay. Un tribunale aveva erroneamente declinato la propria competenza basandosi su una residenza sbagliata della vittima. La Suprema Corte ha riaffermato che il foro competente è quello del luogo in cui la vittima ha effettuato il pagamento sulla carta ricaricabile, poiché è in quel momento che il reato si consuma. Di conseguenza, ha dichiarato la competenza del Tribunale di Catania, nel cui circondario era avvenuta l'operazione di ricarica.
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Revoca sospensione condizionale: quando si consuma?
Un imputato, dopo aver ricevuto una sospensione condizionale della pena, è stato condannato per bancarotta. L'appello si concentrava su quando il reato di bancarotta dovesse considerarsi commesso. La Corte di Cassazione ha confermato che il reato si consuma con la dichiarazione di fallimento. Di conseguenza, la revoca sospensione condizionale è stata ritenuta corretta, poiché la dichiarazione di fallimento è avvenuta entro il quinquennio previsto dalla legge.
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Furto consumato: quando si perfeziona il reato?
La Cassazione chiarisce la distinzione tra tentativo e reato di furto consumato. Anche se il ladro viene bloccato poco dopo il fatto, il reato è consumato se ha avuto, anche per poco, la piena disponibilità del bene sottratto alla vittima. Inammissibile il ricorso dell'imputato condannato per il furto di un'autoradio.
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Riciclaggio veicoli: quando il reato è consumato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per riciclaggio veicoli. Gli imputati sono stati sorpresi a smontare un'auto già priva di targhe e con il blocco motore smontato. La Corte ha confermato che la semplice manomissione degli elementi identificativi del veicolo è sufficiente a integrare il reato consumato di riciclaggio, poiché ostacola l'accertamento della sua provenienza illecita.
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Finanziamento illecito: competenza e consumazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per finanziamento illecito a un partito politico, stabilendo un principio chiave sulla competenza territoriale. Il caso riguardava un contributo erogato da una grande azienda a un'associazione, ma ritenuto destinato a un partito. La Corte ha chiarito che, in caso di finanziamenti 'schermati', il reato si consuma nel luogo in cui l'ente intermediario riceve materialmente le somme, non dove ha sede l'azienda erogatrice. Di conseguenza, il processo è stato annullato per incompetenza del tribunale e trasferito alla sede giudiziaria corretta.
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Offerta di droga: reato consumato anche senza cessione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30335/2024, ha stabilito che il reato di spaccio si considera consumato già con la semplice offerta di droga. Nel caso esaminato, un imputato sosteneva che il reato fosse solo tentato poiché la cessione fisica della sostanza non era avvenuta a causa di una rapina. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che l'accordo per la vendita e la dimostrata disponibilità della droga sono sufficienti a integrare la piena consumazione del reato, rendendo irrilevante la mancata consegna finale.
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Furto consumato: quando il reato è completo?
La Corte di Cassazione chiarisce la linea di demarcazione tra furto tentato e furto consumato. La sentenza stabilisce che il reato si considera consumato nel momento in cui l'agente consegue un'autonoma disponibilità della refurtiva, anche se per un breve lasso di tempo. L'allontanamento dal luogo del delitto, come l'uscita dall'abitazione e dal condominio, è sufficiente a integrare la consumazione, rendendo irrilevante la costante sorveglianza da parte delle forze dell'ordine se questa non ha impedito l'azione.
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Danno di speciale tenuità: quando si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23792/2024, dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto in abitazione. La Corte ribadisce che per riconoscere l'attenuante del danno di speciale tenuità, il pregiudizio deve essere valutato al momento della consumazione del reato e deve essere oggettivamente lievissimo, considerando non solo il valore economico ma anche le modalità della condotta e gli ulteriori effetti negativi sulla vittima.
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Truffa aggravata: quando si consuma il reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23402/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di truffa aggravata legata ai crediti d'imposta fittizi. Il reato si considera consumato non al momento della creazione o cessione del credito, ma solo quando questo viene effettivamente utilizzato in compensazione, causando un danno patrimoniale concreto all'Erario. Di conseguenza, il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente può essere disposto solo sul profitto derivante dai crediti effettivamente riscossi o compensati, e non sull'intero importo ceduto a terzi.
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Rapina impropria consumata: quando il reato è completo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per rapina impropria consumata e resistenza a pubblico ufficiale. La sentenza chiarisce che il reato di rapina impropria consumata si perfeziona con la semplice sottrazione del bene, anche se l'agente è sotto il controllo del personale di vigilanza. Viene inoltre negata l'attenuante del danno di speciale tenuità, data la violenza fisica e le minacce rivolte alla vittima.
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Furto consumato: quando è reato e non tentativo
La Cassazione ha confermato la condanna per furto consumato a carico di una donna che, con due complici, aveva sottratto un portafoglio su un treno della metropolitana. Nonostante l'osservazione a distanza da parte della polizia, il reato è stato ritenuto consumato perché gli autori hanno avuto la piena e autonoma disponibilità della refurtiva, anche solo per breve tempo, riuscendo a spostarsi e a prelevare il denaro.
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Revoca indulto e bancarotta: la data del fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di un indulto a seguito di una condanna per bancarotta. La sentenza stabilisce un principio chiave: ai fini della revoca indulto, il reato di bancarotta si considera commesso non al momento delle condotte illecite, ma alla data della sentenza dichiarativa di fallimento, essendo quest'ultima un elemento costitutivo del reato stesso.
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Furto in abitazione consumato: quando si perfeziona?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due persone condannate per furto. La Corte chiarisce che il furto in abitazione consumato si realizza nel momento in cui gli autori del reato escono dall'appartamento con la refurtiva, acquisendo così l'esclusivo controllo sui beni, anche se vengono fermati successivamente all'interno dell'area condominiale. La sentenza ribadisce che per la consumazione non è necessario che la refurtiva sia definitivamente fuori dalla sfera di vigilanza della vittima.
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Furto consumato: quando il reato è completo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14150/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. Il punto chiave è la definizione di furto consumato: secondo la Corte, il reato si considera perfezionato anche se il ladro riesce a impossessarsi di una sola parte della refurtiva, mentre il tentativo sul resto dei beni fallisce. L'intera condotta viene quindi qualificata come consumata e non tentata.
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Truffa contrattuale: quando si consuma il reato?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore in un caso di truffa contrattuale, confermando che il reato si consuma alla firma del contratto preliminare (15/02/2014) e non al momento dei pagamenti successivi. Di conseguenza, la prescrizione era correttamente maturata.
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Consumazione truffa: quando si perfeziona il reato?
Un soggetto ha richiesto l'estinzione di un reato di bancarotta fraudolenta, beneficio negato a causa di una successiva condanna per truffa. Il dibattito verteva sul momento esatto della consumazione truffa contrattuale. La Corte di Cassazione ha chiarito che il reato si perfeziona non con la consegna della merce o dell'assegno, ma nel momento del definitivo danno patrimoniale per la vittima, che in questo caso è coinciso con il protesto dell'assegno postdatato. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto.
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Riciclaggio e concorso in truffa: la distinzione
La Cassazione ha annullato una sentenza che riqualificava il riciclaggio in concorso in truffa. Il caso riguardava la monetizzazione di assegni provenienti da una truffa ai danni di un ente pubblico. La Corte ha stabilito che se l'azione di 'pulizia' del denaro è successiva alla consumazione della truffa, si configura il reato di riciclaggio e non il concorso, con importanti conseguenze sulla responsabilità civile.
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Prescrizione reato: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per appropriazione indebita aggravata. L'imputato sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito: per un reato continuato, il termine di prescrizione decorre dall'ultima condotta, in questo caso la confessione. Inoltre, essendo il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile, la Corte non ha potuto dichiarare l'estinzione del reato, anche se fosse maturata successivamente.
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Prescrizione usura: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per usura pluriaggravata, chiarendo un punto fondamentale sulla prescrizione usura. La Corte ha stabilito che, essendo l'usura un reato a consumazione prolungata, il termine di prescrizione non decorre dalla pattuizione iniziale, ma dall'ultimo pagamento degli interessi usurari. Nel caso di specie, l'ultimo pagamento è avvenuto nel febbraio 2006, facendo scattare la disciplina prescrizionale più severa introdotta da una legge del 2005 e rendendo il reato non ancora prescritto. La decisione si basa su una lettura completa delle testimonianze, che confermavano la data degli ultimi pagamenti.
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