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Consulenza Tecnica D'Ufficio (C.T.U.)

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70 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso: motivi confusi e giudicato
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un'azienda contro l'Ente Previdenziale per la restituzione di contributi. La decisione si fonda sulla confusione espositiva dei motivi e, soprattutto, sul fatto che la questione centrale non era stata specificamente impugnata in appello, determinando la formazione di un giudicato interno. Anche la doglianza su un vizio procedurale è stata respinta per mancata tempestiva contestazione e assenza di prova del pregiudizio.
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Garanzia prodotto: onere della prova e C.T.U.
Un venditore di macchinari industriali, citato in giudizio per la ridotta produttività di un impianto, sosteneva che la colpa fosse dell'acquirente per l'uso di materie prime non standard. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il venditore non aveva fornito prove specifiche a sostegno della sua tesi. La richiesta di una nuova Consulenza Tecnica d'Ufficio (C.T.U.) è stata ritenuta meramente esplorativa e non può sopperire alla carenza probatoria della parte. La sentenza ribadisce i principi sulla garanzia prodotto e sull'onere della prova.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso e spese
Una società costruttrice, condannata in appello a risarcire alcuni acquirenti per vizi costruttivi, ricorre in Cassazione. Successivamente, la stessa società rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio. La decisione si sofferma sulla regolamentazione delle spese processuali, omettendo la condanna per la parte rinunciante verso i controricorrenti, poiché la loro volontà di aderire alla rinuncia, sebbene non formalizzata con sottoscrizione, è emersa chiaramente da comunicazioni elettroniche tra i legali.
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Verifica testamento olografo: l’originale è cruciale
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla verifica testamento olografo: l'analisi grafologica deve essere eseguita sull'originale e non su una fotocopia, poiché un accertamento su copia è inattendibile. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva convalidato una perizia su copia, sottolineando che la contestazione sulla scelta del documento (originale vs. copia) non è un'eccezione processuale soggetta a decadenza, ma una critica di merito sollevabile in ogni fase del giudizio.
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Vizi Urbanistici: annullata la sentenza d’appello
Una società di costruzioni acquista un terreno con permesso di costruire, ma scopre vizi urbanistici nel progetto originario che impediscono di realizzare delle varianti. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello che aveva dato torto alla società, rilevando una grave contraddizione nella motivazione del giudice. Il caso è stato rinviato per una nuova decisione che dovrà tenere conto della responsabilità delle venditrici per i difetti del progetto ceduto.
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Consulenza tecnica d’ufficio: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso dei proprietari di alcuni terreni danneggiati da una frana. La Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione di primo grado, basandosi su una nuova consulenza tecnica d'ufficio (CTU) che escludeva la responsabilità dei vicini, attribuendo la causa della frana a un evento meteorologico eccezionale e a una condotta idrica di terzi. La Cassazione ha stabilito che il giudice di merito può legittimamente aderire alle conclusioni di una seconda CTU, anche se in contrasto con la prima, senza incorrere in un vizio di motivazione. Inoltre, ha chiarito che il consulente tecnico, per negare il nesso di causa sostenuto dall'attore, può individuare cause alternative non allegate dalle parti senza violare il principio dispositivo.
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Ricorso per revocazione: errore di fatto e oneri
Un cittadino presenta un ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la mancata specificazione dei motivi di appello nel ricorso per cassazione è un vizio procedurale del ricorrente, non un errore percettivo del giudice. La decisione sottolinea il rigore del principio di autosufficienza e sanziona il ricorrente per lite temeraria.
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Prova del credito: fattura non basta nel giudizio
Un fornitore ottiene un decreto ingiuntivo per il saldo di lavori su un impianto. Il committente si oppone, sostenendo di aver già pagato più di quanto pattuito in un preventivo. La Cassazione conferma le decisioni di merito, rigettando il ricorso del fornitore e chiarendo che la sola fattura non costituisce adeguata prova del credito nel giudizio di opposizione. Spetta al creditore dimostrare con ogni mezzo l'esistenza e l'ammontare della sua pretesa, senza poter fare affidamento sulla CTU per colmare le proprie lacune probatorie.
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Insolvenza di gruppo: estensione alla società figlia
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'estensione della procedura di amministrazione straordinaria da una società controllante a un consorzio da essa controllato. Il ricorso delle società consorziate, che contestavano la sussistenza del rapporto di controllo e la procedura seguita, è stato rigettato. La Corte ha stabilito che lo stato di insolvenza della controllante non dissolve il rapporto di controllo ai fini della disciplina sull'insolvenza di gruppo e che la richiesta di estensione rientra nei poteri dei commissari, senza necessità di parere preventivo del Comitato di Sorveglianza. Inoltre, la valutazione dello stato di insolvenza e la decisione di non disporre una C.T.U. sono considerate questioni di merito non sindacabili in sede di legittimità.
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Spoglio condominiale: ordine di rimozione tubazioni
Dei condomini hanno citato in giudizio il proprio condominio per spoglio condominiale, accusandolo di aver rimosso e sostituito tubazioni private nel loro appartamento senza autorizzazione, durante un intervento di manutenzione. Il Tribunale di Bari, supportato dalle conclusioni di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) che ha confermato l'illegittimità dell'operato, ha accolto il ricorso. Ha ordinato al condominio l'immediato ripristino dello stato originario delle tubazioni a proprie spese e ha fissato una penale giornaliera per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione dei lavori.
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