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Consenso Implicito

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Approvazione non espressa formalmente con un atto scritto, ma desumibile da comportamenti concludenti del datore di lavoro, come la consapevolezza e la mancata opposizione alla prestazione lavorativa extra.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricettazione di un computer portatile: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un commerciante condannato per la ricettazione di un computer portatile. L'imputato contestava l'utilizzo delle dichiarazioni rese dalla coimputata durante le indagini, sostenendo di essersi opposto alla loro acquisizione. La Suprema Corte ha però accertato che la difesa non aveva formulato alcuna specifica opposizione all'ingresso del verbale di interrogatorio, prestando un consenso implicito. Inoltre, i giudici hanno confermato il diniego dell'attenuante della particolare tenuità del fatto, evidenziando come la valutazione non dipenda solo dal valore del bene rubato, ma anche dalla capacità a delinquere e dalla qualifica professionale dell'agente. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Truffa aggravata: no attenuanti per false promesse
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di Truffa aggravata nei confronti di soggetti che promettevano falsi posti di lavoro come guardie giurate. Gli imputati inducevano le vittime a versare somme di denaro per visite mediche mai effettuate. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso chiarendo che l'attenuante della speciale tenuità del danno non è applicabile solo in base all'esiguità della somma sottratta, ma deve considerare il pregiudizio complessivo, inclusa la lesione delle aspettative lavorative dei giovani truffati. È stata inoltre ribadita l'utilizzabilità delle dichiarazioni dei coimputati in presenza di un consenso implicito della difesa.
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Truffa online e lavoro: la sentenza della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa online nei confronti di soggetti che pubblicavano false offerte di lavoro come guardie giurate. Il meccanismo prevedeva la richiesta di 35 euro per visite mediche mai effettuate. La Corte ha stabilito che la truffa online non può beneficiare dell'attenuante del danno di speciale tenuità solo perché la somma è esigua, poiché occorre valutare la lesione delle aspettative lavorative delle vittime. Inoltre, è stato chiarito che la mancata opposizione difensiva all'acquisizione di atti equivale a un consenso implicito.
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CTU e documenti tardivi: il consenso sana la nullità
In una causa tra banca e correntista, la Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione tardiva di documenti è sanabile se vi è il consenso delle parti, anche implicito. L'ordinanza analizza il tema della CTU e documenti tardivi, confermando che la richiesta di esibizione documentale da parte del correntista può essere interpretata come un consenso alla loro successiva produzione. La Corte ha inoltre ribadito la legittimità del criterio del 'saldo zero' per la ricostruzione del conto in caso di documentazione incompleta.
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Lavoro straordinario: pagamento anche senza autorizzazione
Dei dipendenti pubblici chiedevano il pagamento delle ore di lavoro straordinario accumulate nella "Banca ore". Le corti di merito avevano respinto la richiesta per assenza di autorizzazione formale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il lavoro straordinario va retribuito se svolto con il consenso, anche implicito, del datore di lavoro, come dimostrato dalla stessa contabilizzazione delle ore. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Lavoro straordinario: basta il consenso implicito
Una infermiera ha richiesto il pagamento per anni di lavoro straordinario svolto senza autorizzazione formale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che per il diritto al compenso non è necessaria un'autorizzazione esplicita, ma è sufficiente il consenso implicito del datore di lavoro. Tale consenso può essere desunto da elementi come la consapevolezza della prestazione, la sua durata nel tempo e la carenza di personale, che la corte di merito dovrà ora rivalutare.
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