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Congedo Straordinario

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un permesso retribuito, previsto dalla Legge 104/1992, che consente al lavoratore di assentarsi dal lavoro per assistere un familiare con disabilità grave, a condizione di rispettare specifici requisiti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento illegittimo: assenza e turni, la Cassazione ribalta la sentenza
Un Lavoratore è stato licenziato da un'Azienda di servizi per presunta assenza ingiustificata, mancata ripresa del servizio e alterazione dei turni di lavoro. I giudici di primo e secondo grado hanno dichiarato il licenziamento illegittimo, ordinando la reintegrazione e un risarcimento. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ritenendo che la Corte d'Appello non avesse valutato correttamente la questione del congedo straordinario senza autorizzazione INPS e la natura fraudolenta della modifica dei turni. La sentenza è stata annullata e il caso rinviato a una nuova Corte d'Appello per una nuova valutazione sul licenziamento illegittimo.
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Congedo straordinario: sì se il parente non convive
Un'insegnante precaria si è vista negare il congedo straordinario per assistere la suocera con disabilità grave. Il diniego si basava sul fatto che la figlia della disabile, pur essendo invalida al 100%, aveva priorità. Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso, stabilendo che la richiesta della nuora convivente era legittima. La decisione si fonda su due principi chiave: la grave invalidità della figlia era sufficiente a giustificare lo 'scorrimento' della priorità e, soprattutto, la sua mancata convivenza con la madre la rendeva di fatto indisponibile a prestare l'assistenza continua richiesta dalla legge. Il giudice ha quindi privilegiato la finalità della norma, ovvero garantire un'assistenza effettiva e continuativa al disabile, accordando il congedo a chi, convivendo, poteva realmente farsene carico.
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Congedo Straordinario Truffa: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico è stato accusato di truffa per aver ottenuto un congedo straordinario retribuito per assistere una parente disabile, simulando una convivenza in realtà inesistente. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, rigettando il ricorso dell'imputato. La sentenza sottolinea che la valutazione delle prove da parte dei giudici di merito era logica e completa, e che la semplice proposizione di una ricostruzione alternativa dei fatti non è sufficiente per ottenere l'annullamento della condanna in sede di legittimità. Il caso evidenzia l'importanza di una valutazione globale e non frammentaria degli elementi probatori nel reato di Congedo Straordinario Truffa.
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Congedo dottorato: no alla retribuzione a tempo determinato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1070/2024, ha stabilito che il congedo dottorato retribuito non spetta ai dipendenti pubblici con contratto a tempo determinato. La Corte ha chiarito che il requisito normativo della prosecuzione del rapporto di lavoro per almeno due anni dopo il conseguimento del titolo è incompatibile con la natura dei contratti a termine, accogliendo così il ricorso del Ministero.
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Congedo Legge 104: licenziamento se manca il requisito
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un licenziamento disciplinare inflitto a un lavoratore che ha fruito di un congedo Legge 104 senza possedere i requisiti documentali necessari. La Corte ha stabilito che, in assenza della certificazione richiesta, il periodo di permesso si configura come assenza ingiustificata. Se tale assenza supera la soglia prevista dal contratto collettivo, il licenziamento è giustificato, rendendo irrilevante una precedente prassi aziendale tollerante.
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Congedo straordinario dottorato: i limiti e le sanzioni
Un dipendente pubblico è stato sanzionato per essersi assentato oltre la durata del congedo straordinario per dottorato. La Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo che la precedente tolleranza del datore di lavoro per una situazione simile non crea un legittimo affidamento per il futuro. La decisione stabilisce che ogni caso va valutato singolarmente, specialmente riguardo ai tempi di reazione dell'amministrazione. Il ricorso del lavoratore è stato respinto, confermando la legittimità della sanzione e del recupero degli stipendi indebitamente percepiti.
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Dottorato di ricerca progressione: non è servizio effettivo
Una dipendente pubblica in congedo per dottorato di ricerca si è vista negare il punteggio per "competenze professionali" in una selezione interna per l'avanzamento di carriera. La lavoratrice sosteneva che il periodo di dottorato dovesse essere equiparato al servizio attivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per il dottorato di ricerca progressione e carriera sono garantite in termini di anzianità, ma questo non equivale al "servizio effettivo" richiesto dal bando per valutare le competenze pratiche. La decisione dell'amministrazione di valutare il dottorato sotto un altro parametro è stata quindi ritenuta legittima.
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Congedo per dottorato: retribuzione e prescrizione
Una dipendente pubblica in congedo per dottorato ha richiesto il pagamento della retribuzione per tale periodo. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso dell'amministrazione, rinviando alla Corte d'Appello la valutazione sulla prescrizione dei crediti. Ha però confermato un principio fondamentale: il trasferimento a un'altra amministrazione pubblica dopo il dottorato non comporta l'obbligo di restituire gli stipendi percepiti, poiché il dipendente rimane al servizio del settore pubblico. La questione centrale riguarda il diritto alla retribuzione durante il congedo per dottorato.
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Congedo straordinario part time: quando è negato?
Una lavoratrice con contratto part-time verticale ciclico si è vista negare il congedo straordinario per assistere un familiare. Il Tribunale ha confermato la decisione dell'ente previdenziale, stabilendo che per la fruizione frazionata del congedo è indispensabile l'effettiva ripresa del lavoro tra un periodo e l'altro. Poiché la richiesta è avvenuta durante una pausa contrattuale, mancava il presupposto della sospensione di un'attività lavorativa in essere. La sentenza chiarisce quindi le regole per il congedo straordinario part time.
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