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Confisca — Anno 2026

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418 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Confisca

Provvedimenti

Sequestro preventivo: motivazione obbligatoria
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre 75.000 euro. La decisione non contesta la probabilità del reato di truffa aggravata, ma censura la totale assenza di motivazione sul 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che l'indagato potesse disperdere i propri beni. La sentenza ribadisce che anche in caso di confisca obbligatoria, il giudice deve spiegare perché è necessario anticipare l'effetto ablativo prima della fine del processo, non potendo limitarsi a un'affermazione generica.
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Imposta evasa: il potere del giudice penale
La Corte di Cassazione ha ribadito che, in un procedimento per reati fiscali, spetta al giudice penale il compito di determinare autonomamente l'ammontare dell'imposta evasa ai fini del sequestro e della confisca. Tale valutazione non è subordinata né vincolata all'esito del processo tributario, confermando la piena separazione tra i due giudizi. Il caso riguardava un legale rappresentante di una società accusato di aver omesso la presentazione delle dichiarazioni dei redditi per diverse annualità.
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Sequestro preventivo: condotta illecita non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura per un sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto di reati fiscali. La Corte ha stabilito che la condotta fraudolenta degli indagati attiene al fumus commissi delicti (la parvenza di reato) ma non dimostra automaticamente il periculum in mora, ovvero il rischio concreto che i beni vengano dispersi prima della sentenza definitiva. È necessaria una motivazione specifica su tale rischio.
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Confisca patteggiamento: obbligo di motivazione
Un imputato, dopo un patteggiamento per reati tributari e autoriciclaggio, subisce una confisca non concordata. La Cassazione annulla la confisca patteggiamento per totale assenza di motivazione, specificando che il giudice deve sempre spiegare le ragioni di tale misura ablativa, e rinvia al Tribunale per un nuovo esame, dichiarando prescritta una parte del reato.
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Confisca e terzi: la Cassazione limita l’impugnazione
Una terza parte ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro un ordine di confisca su immobili di sua presunta proprietà, misura originariamente disposta nei confronti di un altro soggetto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il terzo può contestare unicamente la titolarità effettiva dei beni confiscati e non i presupposti giuridici della misura stessa, conformemente a una recente sentenza delle Sezioni Unite. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Opposizione a esecuzione penale: guida alla sentenza
Un terzo, i cui beni erano stati confiscati, si è visto negare dal Tribunale la possibilità di contestare il provvedimento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che il terzo ha sempre diritto a presentare un'opposizione a esecuzione penale dopo un primo rigetto. La Corte ha stabilito che il Tribunale ha errato nell'invocare il principio del 'ne bis in idem', poiché l'opposizione è un rimedio specifico e non un secondo giudizio sullo stesso fatto. La causa è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione nel merito.
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Sequestro preventivo: quando resta valido senza confisca
La Cassazione chiarisce che il sequestro preventivo di un bene può persistere anche dopo una condanna non definitiva che non dispone la confisca. Tuttavia, il giudice deve motivare in modo specifico la permanenza delle esigenze cautelari. Nel caso esaminato, l'ordinanza del Tribunale che rigettava la restituzione di un'auto è stata annullata per motivazione apparente, non avendo valutato il cosiddetto 'periculum in mora'.
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Periculum in mora: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro preventivo a carico di un ricercatore universitario indagato per truffa. Sebbene la Corte abbia ritenuto sussistente il 'fumus commissi delicti' (la probabilità del reato), ha censurato la motivazione del provvedimento riguardo al 'periculum in mora', ovvero il concreto rischio di dispersione del patrimonio. La sentenza sottolinea che anche nel sequestro finalizzato alla confisca, il giudice deve fornire una motivazione specifica e non generica su tale rischio.
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Sequestro preventivo: che fare se la condanna tace?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di sentenza di condanna non definitiva che non si pronuncia sulla confisca di un bene, il sequestro preventivo non cessa automaticamente. Il giudice deve valutare se persistono le esigenze cautelari che ne giustificano il mantenimento. Nel caso specifico, riguardante un'automobile, la Corte ha annullato l'ordinanza che rigettava la restituzione, poiché il Tribunale non aveva motivato adeguatamente sulla persistenza del 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che giustifica il protrarsi della misura.
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Lottizzazione abusiva: confisca annullata per nuove norme
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una sentenza di condanna per lottizzazione abusiva. Sebbene confermata la colpevolezza dell'imputato, la Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per due motivi: ricalcolare la pena rispettando precedenti assoluzioni parziali e rivalutare la confisca dei terreni alla luce di nuove normative urbanistiche che potrebbero aver sanato la situazione ex post. La decisione sottolinea come la conformità urbanistica sopravvenuta possa impedire la confisca.
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Concorso esterno: assolto imprenditore, Cassazione ok
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione di un imprenditore dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza impugnata aveva ritenuto le prove insufficienti a dimostrare un contributo concreto e causale al clan. La Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale, validando la valutazione della Corte d'Appello, e ha dichiarato inammissibili i ricorsi di altri imputati, annullando la sentenza solo per un aspetto relativo a una confisca.
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Notifica nulla: reato estinto e confisca revocata
Un imprenditore, condannato in primo e secondo grado per un reato fiscale, ha visto la sua condanna annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo risiede in una notifica nulla degli atti processuali fondamentali, come l'avviso di fissazione dell'udienza preliminare. Questo vizio, considerato una nullità assoluta e insanabile, ha portato la Corte a dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione e, di conseguenza, a revocare la confisca dei beni precedentemente disposta.
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Confisca di denaro: motivazione sempre necessaria
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza limitatamente alla confisca di denaro disposta nei confronti di un imputato per reati di droga. La decisione è stata motivata dalla carenza e ambiguità della motivazione del giudice di merito, che non ha adeguatamente provato né il nesso diretto tra il denaro e il reato (confisca diretta), né i presupposti per una confisca per sproporzione, come il divario tra la somma e il reddito dell'imputato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame sul punto.
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Dolo peculato: Cassazione annulla condanna per compenso
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna per peculato a carico di due commissari pubblici che si erano autoliquidati i compensi. La Corte ha ritenuto carente e illogica la motivazione della sentenza d'appello riguardo alla sussistenza del dolo peculato, ovvero l'intenzione criminale. Secondo i giudici, la sola assenza di una specifica indicazione del compenso nelle delibere di nomina non è sufficiente a dimostrare la volontà di appropriarsi indebitamente di fondi pubblici, rendendo necessario un nuovo esame del caso.
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Confisca ex art. 85-bis: inammissibile ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di confisca di denaro. Il motivo dell'inammissibilità risiede nel fatto che il ricorso contestava genericamente la mancanza di motivazione sul nesso tra il denaro e il reato di spaccio, ignorando completamente che la confisca era stata disposta sulla base della norma specifica dell'art. 85-bis del D.P.R. 309/1990, rendendo così le censure non pertinenti.
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Confisca post-sentenza: conversione del ricorso
La Corte di Cassazione affronta il caso di una confisca post-sentenza disposta con ordinanza 'de plano', ovvero senza udienza, dopo una sentenza di patteggiamento. Invece di dichiarare inammissibile il ricorso per cassazione presentato dall'imputato, la Corte lo ha riqualificato come opposizione. La decisione si basa sul principio del 'favor impugnationis', garantendo il diritto dell'imputato a un contraddittorio davanti al giudice dell'esecuzione, che dovrà rivalutare la legittimità della confisca.
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Motivazione apparente: annullamento delle misure
La Cassazione annulla un decreto che applicava misure di prevenzione (sorveglianza e confisca) per motivazione apparente. La Corte d'Appello non aveva risposto alle specifiche contestazioni della difesa sulla pericolosità sociale e aveva ignorato documenti cruciali, rendendo la sua decisione invalida.
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Confisca veicolo guida in ebbrezza: chi può opporsi?
Un conducente condannato per guida in stato di ebbrezza ha impugnato la confisca del veicolo, sostenendo che appartenesse a un'altra persona. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che solo il proprietario terzo, e non il conducente, ha la legittimazione per contestare la confisca. La sentenza ribadisce inoltre che, ai fini della confisca veicolo per guida in stato di ebbrezza, il concetto di 'appartenenza' va oltre la mera intestazione e riguarda il controllo effettivo e non occasionale del mezzo.
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Termini impugnazione ricorso: quando è tardivo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di confisca di un'arma. La decisione non entra nel merito della questione, ma si fonda unicamente sul mancato rispetto dei termini impugnazione ricorso. L'appello è stato depositato oltre il termine perentorio di 15 giorni dalla notifica del provvedimento, rendendo vana ogni altra doglianza.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento per rapina. La Corte chiarisce che i motivi di appello sono tassativi e non includono la carenza di motivazione sull'art. 129 c.p.p.
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