La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16967/2024, ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo di circa 23.000 euro. Il caso riguardava presunte indebite percezioni di erogazioni pubbliche nel settore agricolo. La Corte ha chiarito che, per giustificare il sequestro di denaro, non è sufficiente invocare la sua "naturale volatilità". È necessaria una motivazione concreta sul periculum in mora, ovvero sul rischio effettivo di dispersione dei beni. Il giudice deve valutare la situazione patrimoniale dell'indagato e il suo comportamento, non potendo basarsi su motivazioni generiche. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame sul punto.
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