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Confisca Per Sproporzione

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367 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Errore percettivo: quando è inammissibile il ricorso
Un ricorso straordinario per errore percettivo, proposto contro una sentenza di condanna che includeva la confisca di beni, è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha stabilito che la contestazione non riguardava una svista materiale, bensì una valutazione di merito (errore di giudizio) sulla proporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati, esulando quindi dall'ambito di applicazione del rimedio previsto dall'art. 625-bis c.p.p.
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Confisca per sproporzione: onere della prova
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione di una somma di denaro trovata nell'abitazione di una persona indagata per spaccio. Se l'indagato non ha redditi leciti che giustifichino il possesso di ingenti somme, scatta una presunzione di illecita provenienza. Spetta quindi all'indagato fornire la prova contraria per evitare la confisca.
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Confisca per sproporzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro un'ordinanza di confisca per sproporzione di un'ingente somma di denaro. La decisione si fonda sulla mancata fornitura di una giustificazione credibile sulla provenienza lecita dei fondi e sull'evidente sproporzione tra la somma e i redditi del nucleo familiare del ricorrente.
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Confisca per sproporzione: il convivente non è terzo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la confisca per sproporzione di beni intestati alla convivente di un condannato. La Corte ha stabilito che, in presenza di un rapporto di convivenza ultraventennale, il giudice non può ignorare tale legame nel valutare la riconducibilità dei beni al condannato, anche se formalmente intestati al partner.
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Confisca per sproporzione stupefacenti: la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la confisca per sproporzione di una somma di denaro a un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti di lieve entità. La Corte conferma che, a seguito delle modifiche legislative del 2023, tale misura si applica anche a questa fattispecie, basandosi sulla legge vigente al momento della sentenza di primo grado.
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Confisca per sproporzione: sì anche per la detenzione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca per sproporzione di una somma di denaro trovata in possesso di un soggetto accusato di sola detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda sull'impossibilità dell'imputato, privo di reddito, di giustificare la legittima provenienza del denaro, ritenuto sproporzionato rispetto alla sua condizione economica, respingendo la tesi difensiva che lo attribuiva all'indennità di disoccupazione della moglie.
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Confisca per sproporzione: spaccio e sequestro di denaro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti contro il sequestro di 950 euro. La Corte ha confermato la legittimità della confisca per sproporzione, ritenendo la somma incompatibile con la totale assenza di un'attività lavorativa lecita degli imputati, la cui principale occupazione era lo spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulle recenti modifiche legislative che hanno esteso questa misura anche ai reati di spaccio di lieve entità.
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Confisca per sproporzione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca per sproporzione di beni intestati fittiziamente a un terzo, ma riconducibili a un soggetto socialmente pericoloso. La sentenza sottolinea che, in assenza di prove concrete sulla provenienza lecita dei fondi, la correlazione temporale tra il periodo di pericolosità e l'acquisto dei beni è sufficiente a giustificare la misura ablativa.
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Confisca per sproporzione: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di beni, inclusi quelli intestati a familiari, nei confronti di un soggetto condannato per usura ed estorsione. La decisione si basa sulla palese sproporzione tra il patrimonio accumulato e i redditi dichiarati dal nucleo familiare. La Corte ha ritenuto irrilevante la successiva caduta dell'aggravante mafiosa, poiché i reati contestati rientrano comunque nel novero di quelli che giustificano l'applicazione della confisca per sproporzione ai sensi dell'art. 240-bis del codice penale.
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Confisca per sproporzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un provvedimento di confisca per sproporzione di beni immobili. La Corte ha ritenuto infondate le censure sulla motivazione, specificando che la valutazione della sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio accumulato era stata ben argomentata, basandosi su una ricostruzione patrimoniale dettagliata e non solo su indici statistici. Il ricorso sollevava questioni di fatto non ammissibili in sede di legittimità.
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Confisca per sproporzione: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per usura, confermando la confisca dei suoi beni. La Corte ha chiarito che la confisca per sproporzione ai sensi dell'art. 240-bis c.p. è legittima quando sussistono i presupposti, a prescindere dal nesso diretto tra i beni e il singolo reato. I giudici hanno inoltre respinto le doglianze relative alla mancata concessione delle attenuanti generiche e alla quantificazione della pena, ritenendo le motivazioni della Corte d'Appello adeguate e prive di vizi.
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Confisca per sproporzione: acquisto con mutuo
La Corte di Cassazione annulla con rinvio la decisione di una Corte d'Appello che aveva escluso dalla confisca per sproporzione alcuni immobili acquistati con mutuo prima dell'accertato periodo di pericolosità sociale del proposto. La Cassazione ha ravvisato una totale carenza di motivazione, poiché i giudici di secondo grado non hanno adeguatamente considerato il principio secondo cui la valutazione di illecita provenienza delle risorse va estesa anche alla capacità di rimborsare le rate del mutuo nel periodo di pericolosità sociale.
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Confisca denaro stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha analizzato il ricorso di un imputato condannato con patteggiamento per detenzione di stupefacenti di lieve entità, a cui era stato confiscato del denaro. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla quantificazione della pena, in quanto non appellabile dopo un accordo tra le parti, salvo casi eccezionali. Ha invece accolto il motivo sulla confisca del denaro, annullando la decisione. Pur ribadendo che la semplice detenzione non giustifica la confisca del denaro come profitto del reato, ha rilevato una recente modifica legislativa che introduce la 'confisca per sproporzione' anche per questo tipo di reato. Di conseguenza, ha rinviato il caso al giudice di primo grado per una nuova valutazione alla luce della nuova normativa.
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Sequestro preventivo: annullato senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo di ingenti somme a carico del titolare di una scuola guida, accusato di vari reati tra cui corruzione. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte del Tribunale del Riesame riguardo al 'fumus commissi delicti' del 'reato spia', presupposto indispensabile per la confisca per sproporzione. La Corte ha chiarito che l'omessa motivazione su un punto così cruciale equivale a una violazione di legge, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Sequestro preventivo: quando il denaro è ingiustificato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di 16.350 euro, ritenuti provento di spaccio. L'indagato sosteneva che la somma derivasse da un prelievo di pensione effettuato quattro anni prima, ma i giudici hanno giudicato la spiegazione non credibile a causa del lungo lasso di tempo e della mancanza di una ragione plausibile per custodire il denaro in casa. La sentenza ribadisce che per il sequestro preventivo non basta una giustificazione documentale se l'intera narrazione è illogica.
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Confisca per sproporzione: limiti temporali e reato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di confisca per sproporzione a seguito di una condanna per associazione mafiosa. Ha parzialmente annullato l'ordinanza, stabilendo che per i beni acquistati prima del periodo del reato, il giudice deve motivare specificamente sulla base della 'ragionevolezza temporale', verificando l'esistenza di elementi indiziari che colleghino tali acquisti all'attività criminale, non potendo estendere la presunzione di illegittimità in modo indiscriminato.
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Confisca per sproporzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca per sproporzione di una somma di denaro. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché l'appellante non ha contestato efficacemente le motivazioni del giudice, che aveva rilevato sia il legame del denaro con lo spaccio, sia la sua sproporzione rispetto ai redditi leciti. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Confisca per sproporzione: la prova spetta all’imputato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto contro la confisca di un immobile. Il ricorrente, ex affiliato a un clan e poi collaboratore di giustizia, sosteneva di aver acquistato il bene con fondi leciti. La Corte ha confermato la validità della confisca per sproporzione, basata sulla presunzione di illecita provenienza dei fondi, poiché l'acquisto era avvenuto prima della collaborazione con la giustizia e non era stata fornita prova contraria adeguata.
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Confisca per sproporzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo provata la partecipazione dell'imputato all'attività illecita. Di particolare rilievo è la conferma della confisca per sproporzione di una cospicua somma di denaro, quasi 64.000 euro, trovata in possesso del ricorrente e ritenuta sproporzionata rispetto alle sue condizioni economiche, in applicazione dell'art. 240-bis c.p.
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Confisca terzo rito abbreviato: diritti e tutele
La Corte di Cassazione analizza il caso di una confisca di un immobile intestato a un terzo, nel contesto di un processo definito con rito abbreviato. La sentenza chiarisce i diritti processuali del terzo proprietario, affermando la sua facoltà di richiedere nuove prove per dimostrare la legittimità della sua titolarità, pur all'interno della cornice del rito speciale. Nonostante questo principio, la Corte ha rigettato il ricorso, confermando la confisca per sproporzione dopo aver accertato la natura fittizia dell'intestazione del bene, ricondotto alla disponibilità economica dell'imputato principale. Viene inoltre dichiarata l'inammissibilità del ricorso di un altro imputato che aveva aderito al patteggiamento in appello.
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