La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione. Il sequestro riguardava contanti e quattro orologi di lusso. La Corte ha ritenuto il ricorso generico e manifestamente infondato, confermando che la palese sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati, quasi nulli, è un presupposto sufficiente per la misura, senza necessità di provare un nesso diretto tra i beni e i reati contestati (nella specie, traffico di stupefacenti).
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