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Confisca Per Equivalente

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1138 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro preventivo: motivazione apparente annullata
La Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per motivazione apparente. Il Tribunale non aveva spiegato il rischio concreto di dispersione dei beni, limitandosi a formule generiche. Il caso riguarda un sequestro per equivalente su beni personali dell'amministratore per un presunto reato fiscale della società.
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Sequestro preventivo: motivazione sul periculum
Un imprenditore, indagato per indebita compensazione di crediti fiscali, si vede annullare un sequestro preventivo sui suoi beni. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene vi fossero sufficienti indizi di reato (fumus commissi delicti), il provvedimento era illegittimo perché mancava una motivazione concreta e specifica sul periculum in mora, ovvero il reale rischio di dispersione del patrimonio.
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Omesso versamento IVA: prescrizione e confisca
Un imprenditore, condannato per omesso versamento IVA per oltre 277.000 euro, ha visto il suo reato estinguersi per prescrizione dalla Corte di Cassazione. La sentenza annulla la condanna ma conferma la confisca diretta del profitto del reato, revocando quella per equivalente. Viene inoltre stabilito un principio importante: il superamento della soglia di punibilità non esclude a priori l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Dolo eventuale frode fiscale: la Cassazione decide
La Cassazione ha esaminato il caso di una amministratrice condannata per frode fiscale tramite fatture false. La Corte ha confermato la compatibilità tra il dolo eventuale frode fiscale e il dolo specifico richiesto dalla norma. Tuttavia, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione. Di conseguenza, la condanna è stata annullata, ma la Corte ha confermato la confisca diretta del profitto del reato, revocando quella per equivalente.
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Sequestro per equivalente: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di sequestro per equivalente per reati tributari. La Corte ha stabilito che, in caso di illeciti commessi tramite una persona giuridica, l'onere di dimostrare la capienza patrimoniale della società spetta all'indagato che si oppone al sequestro sui propri beni personali. Non è compito del Pubblico Ministero condurre un'indagine preliminare esaustiva sul patrimonio sociale. La sentenza ribadisce che il sequestro per equivalente è legittimo quando non risultano beni disponibili in capo all'ente, e spetta alla fase esecutiva aggredire in via prioritaria il patrimonio della società.
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Competenza territoriale: sequestro e reati all’estero
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo, stabilendo che il tribunale del riesame aveva errato nel determinare la propria competenza territoriale. In un caso di reato associativo iniziato all'estero ma con una 'cellula operativa' in Italia, la Corte ha chiarito che la competenza si radica nel luogo del territorio nazionale dove si è manifestata l'attività criminosa, applicando le regole sussidiarie del codice di procedura penale. La decisione sottolinea l'importanza di individuare il giudice naturale anche in complesse vicende transnazionali.
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Confisca profitto reato tributario: esclusa l’IRAP
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5148/2024, ha stabilito un importante principio in materia di confisca del profitto da reato tributario. In un caso di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, la Suprema Corte ha chiarito che l'importo dell'IRAP evasa deve essere escluso dal calcolo della somma da confiscare. Secondo i giudici, l'IRAP non è un'imposta sui redditi in senso tecnico, ma un tributo basato sulla capacità produttiva autonoma dell'impresa, e quindi non rientra nel perimetro del reato contestato. La confisca resta invece valida per IRPEF, IVA e addizionali regionali e comunali.
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Confisca allargata: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una confisca allargata di oltre 162.000 euro nei confronti di una donna condannata per spaccio di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, a differenza della confisca per equivalente, la confisca allargata non deve essere proporzionata al profitto del singolo reato commesso (detto 'reato-spia'). È sufficiente che vi sia una sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato e che l'interessato non riesca a giustificarne la provenienza lecita. Inoltre, la Corte ha chiarito che questa misura di sicurezza patrimoniale può essere applicata anche se l'esecuzione della pena detentiva è sospesa, data la sua totale autonomia.
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Confisca obbligatoria: Cassazione annulla sentenza
A seguito del ricorso del Pubblico Ministero, la Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per uso indebito di carte di credito, limitatamente alla mancata applicazione della confisca obbligatoria. La Corte ha ribadito che, secondo l'art. 493-ter c.p., tale misura è imperativa e la sua omissione costituisce un errore di diritto che necessita di un nuovo giudizio sul punto, anche per determinare l'eventuale confisca per equivalente.
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Sequestro per equivalente: no alla solidarietà passiva
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro per equivalente per un reato tributario. La Corte ha stabilito che, in caso di concorso di persone nel reato, non si applica il principio della solidarietà passiva. Il sequestro deve essere limitato alla quota di profitto effettivamente conseguita da ciascun concorrente o, in subordine, ripartito in parti uguali, escludendo che l'intero importo possa essere sequestrato a un solo indagato.
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Fatture false: Cassazione su pena e continuazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imprenditore condannato per l'utilizzo di fatture false. La Corte ha confermato la responsabilità penale e la legittimità della confisca del profitto del reato, ma ha annullato la sentenza limitatamente al calcolo della pena. È stato ritenuto illogico l'aumento di pena per il reato continuato, in quanto non teneva conto della diversa gravità degli episodi di evasione fiscale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova determinazione della sanzione.
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Sequestro per equivalente: i beni vanno indicati?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Tribunale del riesame che aveva disposto il dissequestro di un'autovettura. Il caso verteva su un sequestro per equivalente, dove il Tribunale aveva erroneamente ritenuto necessario che il decreto di sequestro indicasse specificamente i beni da aggredire. La Suprema Corte ha ribadito il principio secondo cui, in tema di sequestro per equivalente, il giudice deve solo determinare il valore del profitto del reato, mentre l'individuazione concreta dei beni, anche se intestati a terzi ma nella disponibilità dell'indagato, è riservata alla fase esecutiva a cura del Pubblico Ministero.
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Sottrazione fraudolenta: sequestro e calcolo del debito
In un caso di sottrazione fraudolenta, dove due società hanno trasferito beni per eludere il fisco, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave. Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve essere calcolato sull'intero debito tributario, includendo non solo l'imposta evasa ma anche le sanzioni e gli interessi. La Corte ha annullato la precedente decisione di un tribunale che aveva escluso tali somme, rinviando il caso per una nuova e corretta quantificazione del sequestro.
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Confisca per equivalente: limiti del terzo
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della confisca per equivalente disposta a seguito di una sentenza di patteggiamento. Due società, terze rispetto al procedimento penale, hanno impugnato la confisca dei loro beni, sostenendo la sproporzione della misura e la loro estraneità ai fatti. La Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo un principio fondamentale: in sede di esecuzione, il terzo proprietario può solo rivendicare la titolarità effettiva del bene, ma non può contestare i presupposti e la legittimità della confisca stessa, questioni che dovevano essere sollevate nel processo di cognizione dagli imputati.
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Confisca e pignoramento: chi prevale? La Cassazione
La Corte di Cassazione, investita di un caso di conflitto tra confisca e pignoramento su un immobile, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale. L'ordinanza interlocutoria analizza la normativa che estende le regole del Codice Antimafia a tutti i sequestri penali, dando priorità alla confisca statale sui diritti dei creditori precedenti. Ritenendo questa prevalenza una possibile violazione dei diritti di proprietà e di difesa dei creditori in buona fede, la Corte ha sospeso il giudizio e rimesso gli atti alla Corte Costituzionale per una decisione definitiva.
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Confisca per equivalente: quando è legittima? Il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro di una somma di denaro di provenienza lecita a un soggetto indagato per usura. La decisione si basa sul principio della confisca per equivalente, applicabile quando i proventi diretti del reato non sono reperibili. Secondo i giudici, la normativa specifica in materia di usura (art. 644 c.p.) consente espressamente di aggredire beni di valore corrispondente al profitto illecito, rendendo irrilevante la loro origine lecita. L'appello del ricorrente è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Periculum in mora: obbligo di motivazione nel sequestro
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo per mancata motivazione sul periculum in mora. Il caso riguardava un'ipotesi di sfruttamento del lavoro. La Corte ha ribadito che il giudice deve sempre spiegare il rischio concreto di dispersione dei beni, non bastando il solo sospetto del reato (fumus commissi delicti). L'impedimento del difensore non è stato ritenuto valido motivo per rinviare l'udienza di riesame.
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Confisca profitto reato: Cassazione su calcolo certo
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per traffico di stupefacenti a carico di tre individui, ma ha annullato la confisca per equivalente del profitto del reato per due di essi. La Suprema Corte ha stabilito che la stima del profitto non può basarsi su calcoli presuntivi e approssimativi, ma deve corrispondere a un incremento patrimoniale effettivo, certo e quantificabile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sulla quantificazione del profitto da confiscare.
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Delega conto corrente sequestro: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che i fondi su un conto intestato a un terzo possono essere sequestrati se una persona condannata, munita di delega ad operare, ne ha l'effettiva "disponibilità". La semplice delega non basta, ma diventa decisiva se unita ad altri indizi, come la convivenza e l'uso promiscuo del denaro, che dimostrano un controllo di fatto sulle somme. Questo caso chiarisce i presupposti per il sequestro e la confisca per equivalente su conti di terzi.
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Confisca per equivalente: i limiti sul conto della Srl
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro la confisca per equivalente eseguita sul proprio conto corrente per un reato tributario commesso da un suo socio. La Corte ha stabilito che i fondi sono considerati nella 'disponibilità' del socio se questi, in virtù di una delega illimitata, ha esercitato un controllo autonomo e incondizionato sulle somme, utilizzandole anche per scopi personali estranei all'attività sociale.
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