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Confisca Per Equivalente

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1138 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Confisca per equivalente: quando si applica sui beni?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato per traffico di stupefacenti, confermando il sequestro di beni acquistati molto prima dei reati contestati. La sentenza chiarisce che, nella confisca per equivalente, non è necessario che lo Stato compia una ricerca generalizzata del profitto diretto del reato. Inoltre, a differenza di altre misure ablative come la confisca di prevenzione, non si applica il criterio della ragionevolezza temporale: qualsiasi bene, anche se di lecita e remota provenienza, può essere aggredito per un valore corrispondente al profitto illecito.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente. La sentenza stabilisce che il Tribunale del riesame può legittimamente integrare la motivazione del provvedimento iniziale riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni. In questo caso, il pericolo è stato ritenuto provato dalle preoccupazioni degli indagati, emerse da intercettazioni, di mettere al sicuro i proventi dell'attività illecita.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro e Fisco
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari, sottolineando la necessità di una motivazione concreta sul periculum in mora. La Corte ha stabilito che i giudici non possono ignorare le argomentazioni della difesa che dimostrano l'assenza di un rischio attuale di dispersione del patrimonio, specialmente in presenza di un piano di rateizzazione del debito fiscale. La decisione è stata annullata per 'motivazione apparente', in quanto il tribunale del riesame non ha adeguatamente valutato gli elementi forniti dall'imputato.
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Confisca per equivalente: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore contro la confisca per equivalente disposta sui suoi beni personali a seguito di un patteggiamento per reati tributari. Il ricorso è stato ritenuto generico poiché l'imputato non ha fornito alcuna prova della disponibilità di denaro o beni nella società per una confisca diretta, rendendo legittima quella per equivalente.
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Omessa dichiarazione: calcolo imposta e confisca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35322/2024, ha confermato la condanna per omessa dichiarazione, stabilendo che il calcolo dell'imposta evasa basato sui dati forniti dall'imputato è legittimo se non vengono allegati ulteriori costi. Viene esclusa la particolare tenuità del fatto quando le soglie di punibilità sono superate in modo significativo. Di conseguenza, la confisca del profitto, pari all'imposta evasa, è confermata.
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Sequestro preventivo periculum: motivazione concreta
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo sulla quota del 50% di un immobile di proprietà di un indagato per traffico di stupefacenti. La difesa sosteneva la mancanza di un concreto 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione del bene. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo il pericolo concreto e attuale. La motivazione si basa su due elementi: la possibilità che l'indagato ceda la sua quota alla compagna, proprietaria dell'altro 50% ed estranea ai fatti, per sottrarla alla confisca; e il fatto, chiarito in sentenza, che l'indagato si trovasse agli arresti domiciliari in un'abitazione diversa da quella sequestrata, invalidando la tesi difensiva secondo cui non avrebbe avuto interesse a cederla.
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Intestazione fittizia: sequestro annullato dalla Corte
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo su due veicoli intestati al figlio di un indagato. La decisione si fonda sulla carenza di motivazione e su un errore di fatto commesso dal tribunale. Secondo la Corte, per giustificare un sequestro basato su una presunta intestazione fittizia, non basta dimostrare la sproporzione economica dell'intestatario, ma è necessario provare concretamente che il bene sia nella disponibilità effettiva dell'indagato.
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Confisca riciclaggio: confiscabile l’intera somma
Un soggetto condannato per riciclaggio ha impugnato la confisca di 700.000 euro, sostenendo che dovesse limitarsi al suo profitto personale (2%). La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34666/2024, ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla confisca riciclaggio: l'oggetto della misura ablativa è l'intera somma di denaro illecitamente movimentata, in quanto considerata 'prodotto' del reato, e non solo la commissione percepita dal riciclatore. La Corte ha aderito all'orientamento giurisprudenziale più rigoroso, che identifica il profitto del riciclaggio con la totalità del capitale 'ripulito'.
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Sequestro preventivo terzo: la prova della titolarità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33871/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo interessato che chiedeva la restituzione di una somma di denaro oggetto di sequestro preventivo. Il provvedimento era stato disposto nei confronti di un suo familiare per reati fiscali. La Corte ha stabilito che, in presenza di una commistione di beni e attività economiche tra il terzo e l'indagato, non è sufficiente dimostrare la mera titolarità del bene, ma è necessario provare la totale estraneità al reato, prova che in questo caso non è stata fornita.
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Confisca diretta ditta individuale: legittima e valida
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca diretta ditta individuale per un importo di oltre 400.000 euro, nonostante il reato tributario fosse stato dichiarato prescritto. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un'impresa senza personalità giuridica distinta dal titolare, il risparmio d'imposta costituisce un profitto diretto per l'imprenditore. Di conseguenza, la misura ablativa applicata è una confisca diretta, che, a differenza di quella per equivalente, può essere mantenuta anche in caso di estinzione del reato per prescrizione.
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Infedeltà patrimoniale: la Cassazione e l’azienda
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di infedeltà patrimoniale a carico di due amministratori che avevano trasferito l'intero complesso aziendale della loro società a una nuova entità, da loro stessi controllata, per un prezzo notevolmente inferiore al valore reale. L'operazione, mascherata da semplice cessione di beni, ha causato un grave danno patrimoniale alla società originaria. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi degli imputati inammissibili, ritenendo provata la loro consapevolezza e la finalità di procurarsi un ingiusto profitto a discapito della società amministrata.
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Tutela del terzo creditore: Cassazione annulla confisca
Una società veicolo, creditrice in seguito a cessione di un credito bancario, ha impugnato la confisca di titoli dati in pegno dai suoi debitori, condannati per reati tributari. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta del creditore, ritenendo non provata la buona fede. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la tutela del terzo creditore impone al giudice di motivare specificamente perché le prove di buona fede siano insufficienti, soprattutto a fronte di un diritto di garanzia anteriore al sequestro. La motivazione del giudice di merito è stata giudicata contraddittoria e carente.
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Confisca per equivalente: calcolo e prescrizione parziale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante il ricalcolo della pena e della confisca per equivalente a seguito della prescrizione di alcuni reati. La Corte ha convalidato il criterio del giudice di merito che, in assenza di indicazioni specifiche, ha suddiviso equamente l'aumento di pena tra due reati di falso e ha calcolato la confisca sottraendo algebricamente i profitti delle condotte ormai prescritte.
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Confisca per equivalente: no alla solidarietà tra correi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43363/2024, ha annullato una decisione di confisca per equivalente in un caso di riciclaggio. È stato stabilito un principio fondamentale: in caso di concorso di persone nel reato, è esclusa ogni forma di solidarietà passiva. La confisca deve essere limitata alla quota di profitto effettivamente conseguita da ciascun concorrente. Solo se tale quota non è individuabile, il profitto totale viene ripartito in parti uguali.
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Confisca società schermo: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca dei beni di una società, qualificata come 'società schermo', poiché di fatto nella piena disponibilità di un soggetto condannato per corruzione. La Corte ha stabilito che un successivo mutamento interpretativo della legge non può invalidare una sentenza di confisca passata in giudicato. Inoltre, ha identificato gli elementi che dimostrano la natura fittizia dell'ente, legittimando l'aggressione patrimoniale.
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Sequestro preventivo: onere della prova del terzo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31246/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna contro un sequestro preventivo di denaro e orologi. I beni, trovati nella sua abitazione, erano stati sequestrati nell'ambito di un procedimento per reati fiscali e fallimentari a carico dell'ex coniuge. La Corte ha ribadito che, in caso di sequestro preventivo, spetta al terzo che ne reclama la proprietà fornire la prova della sua titolarità esclusiva. Inoltre, il ricorso in Cassazione non può contestare la valutazione dei fatti, ma solo le violazioni di legge.
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Confisca per equivalente: non è retroattiva
La Corte di Cassazione conferma le condanne per un'associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Tuttavia, annulla parzialmente la sentenza per un'imputata, stabilendo un principio fondamentale: la confisca per equivalente, avendo natura di sanzione penale, non può essere retroattiva e si applica solo ai reati commessi dopo l'entrata in vigore della norma nel dicembre 2007.
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Responsabilità penale prestanome: analisi Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due amministratori condannati per reati tributari. La sentenza analizza la responsabilità penale del prestanome, affermando che l'accettazione della carica e la partecipazione attiva ad operazioni illecite, come il prelievo di contanti, dimostrano la consapevolezza della frode. Viene confermata la condanna anche per un amministratore coinvolto in una frode carosello, sottolineando che la gestione del meccanismo illecito in un periodo successivo prova la conoscenza dei reati pregressi. La Corte ribadisce i limiti del proprio sindacato in caso di 'doppia conforme'.
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Confisca del profitto: società vs amministratore
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Tribunale del riesame che aveva revocato un sequestro. Il caso riguarda fondi pubblici distratti da un amministratore a favore della propria società. La Suprema Corte ha chiarito che la confisca del profitto va disposta in via prioritaria e diretta contro la società beneficiaria. Solo se il denaro non è reperibile, si può procedere con la confisca per equivalente sui beni personali dell'amministratore.
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Confisca per equivalente: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza limitatamente alla confisca per equivalente di 11.000 euro, a causa di una motivazione insufficiente da parte dei giudici di merito. La Corte ha stabilito che non basta un generico richiamo alla cospicua somma o alle modalità di occultamento del denaro per giustificare tale misura. È necessario, invece, dimostrare in modo esplicito il nesso tra la somma confiscata e il profitto derivante dal reato. Gli altri motivi di ricorso, relativi alla qualificazione del reato di spaccio e alla condanna per estorsione, sono stati rigettati.
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