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Confisca Per Equivalente

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1138 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Confisca del denaro: la Cassazione fissa i limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47677/2023, ha annullato parzialmente una decisione che disponeva la confisca del denaro trovato in possesso di un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, per la legittimità della misura, è necessario un nesso di pertinenzialità diretto tra la somma e il reato specifico contestato (la detenzione), non potendosi presumere che il denaro sia provento di un diverso e non accertato reato di spaccio. La confisca del denaro è stata quindi annullata con rinvio, mentre è stata confermata quella relativa a numerosi telefoni cellulari, considerati strumentali all'attività illecita.
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Sequestro beni terzi: la prova della proprietà
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una terza persona contro il sequestro di beni, nello specifico un'autovettura, ritenuta nella disponibilità del figlio indagato per reati finanziari. Il caso verte sulla difficoltà di fornire la prova della lecita provenienza dei fondi per l'acquisto del bene. La Corte ha stabilito che la documentazione prodotta non era sufficiente a dimostrare un nesso causale e temporale diretto tra la disponibilità di fondi leciti e l'acquisto del veicolo, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano evidenziato incongruenze temporali e di titolarità dei fondi. Il ricorso è stato respinto in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Confisca e prezzo del reato: l’errore sul profitto
La Corte di Cassazione annulla una sentenza che aveva disposto la confisca basandosi su un calcolo ipotetico del profitto societario. Si chiarisce che in caso di emissione di fatture false, l'oggetto della confisca è il 'prezzo del reato', ovvero il compenso ricevuto dagli autori del reato, e non il 'profitto' contabile dell'azienda. La sentenza sottolinea l'inattendibilità dei documenti contabili creati per la frode stessa ai fini del calcolo della confisca e prezzo del reato.
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Confisca per equivalente: no se il reato è prescritto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46192/2023, ha annullato una confisca per equivalente disposta per un reato tributario del 2011, dichiarato estinto per prescrizione. La Corte ha stabilito che la norma che consente la confisca nonostante la prescrizione (art. 578-bis c.p.p.) ha natura punitiva e non può essere applicata retroattivamente a fatti avvenuti prima della sua entrata in vigore nel 2018.
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Ricorso inammissibile: No a nuove prove in Cassazione
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per uso di fatture false. L'appello mirava a una rivalutazione delle prove, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato che le prove indicavano chiaramente l'uso di una società 'cartiera' per evadere le imposte.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti da tre imputati avverso una sentenza di patteggiamento per reati di droga. L'ordinanza ribadisce i tassativi limiti al ricorso patteggiamento, come previsti dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p., escludendo censure sulla motivazione o sulla congruità della pena. La decisione sottolinea come i motivi addotti non rientrassero tra quelli consentiti, comportando la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Sequestro Preventivo: limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza in materia di sequestro preventivo. Il ricorrente contestava la valutazione economica di un bene, ma la Corte ha stabilito che tali censure, riguardando il merito e non una violazione di legge, non possono essere esaminate in sede di legittimità, ribadendo i confini del ricorso sequestro preventivo.
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Profitto da reato ambientale: la Cassazione sul risparmio
La Cassazione ha respinto il ricorso contro un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, per traffico illecito di rifiuti. La Corte ha chiarito che il profitto da reato ambientale può consistere nel "risparmio di spesa", ovvero nei costi evitati per il mancato smaltimento del percolato di una discarica. Tale profitto è considerato un vantaggio economico immediato e diretto, confiscabile anche per equivalente, a prescindere dal potenziale diritto della società a un futuro rimborso di tali costi.
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Risparmio di spesa: profitto del reato ambientale?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45314/2023, ha stabilito che il profitto del reato di traffico illecito di rifiuti può consistere nel risparmio di spesa derivante dal mancato smaltimento del percolato in una discarica. La Corte ha rigettato il ricorso di un'amministratrice, confermando che i costi "doverosi" evitati costituiscono un vantaggio economico diretto e immediato, suscettibile di sequestro per equivalente, anche se la società gestrice avesse in astratto diritto al recupero di tali costi.
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Credito ipotecario e confisca: la tutela del terzo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la tutela a due fratelli, titolari di un credito ipotecario su un immobile confiscato al padre per reati fiscali. La Corte ha ritenuto che la decisione del giudice di merito fosse basata su mere congetture, senza alcuna prova concreta che l'acquisto del credito fosse un'operazione simulata o fiduciaria. La sentenza ribadisce l'importanza di una motivazione solida e ancorata ai fatti per poter sacrificare i diritti di un terzo creditore.
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Ricorso inammissibile: notifica e confisca tributaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza di condanna per reati tributari. L'appellante lamentava vizi nella notifica dell'atto di citazione e l'illegittima applicazione della confisca. La Corte ha respinto entrambe le censure, specificando che l'eccezione di nullità della notifica era tardiva e che la norma sulla confisca si applica anche a fatti precedenti in virtù del principio di continuità normativa.
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Confisca attrezzature: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto condannato per reati legati alla panificazione si opponeva alla confisca delle attrezzature del suo laboratorio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, sottolineando come le censure mosse al provvedimento impugnato fossero generiche e non adeguatamente motivate. La sentenza ribadisce che la richiesta di confisca per equivalente non è ammissibile quando i beni sono concretamente aggredibili e che i motivi di ricorso devono essere specifici per superare il vaglio di legittimità.
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Confisca obbligatoria e patteggiamento: il ricorso del PM
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento per un reato tributario perché il giudice non aveva disposto la confisca obbligatoria del profitto. Il ricorso del Pubblico Ministero è stato accolto, sottolineando che l'omessa statuizione sulla confisca costituisce un'illegalità della pena, anche in caso di accordo tra le parti.
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Giudicato progressivo: limiti del giudice del rinvio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44612 del 2023, ha rigettato i ricorsi di due imputati condannati per reati tributari. I ricorrenti, dopo un annullamento parziale con rinvio, sostenevano che anche i reati residui dovessero essere dichiarati prescritti. La Corte ha ribadito la validità del principio del 'giudicato progressivo', secondo cui l'accertamento della responsabilità per i capi di imputazione non annullati diventa definitivo e preclude una successiva declaratoria di prescrizione. La confisca è stata confermata perché conseguente a una condanna definitiva e non a una prescrizione.
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Confisca per equivalente: differenza con risarcimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44568/2023, ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva disposto una confisca per equivalente quantificandola sulla base del risarcimento del danno liquidato alla parte civile. I giudici supremi hanno ribadito la netta distinzione tra il profitto del reato, parametro per la confisca, e il danno da risarcire, che ha natura civilistica. La confisca, avendo natura sanzionatoria, non può superare il vantaggio economico illecito ottenuto dal reo.
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Confisca per equivalente: il principio solidaristico
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di associazione a delinquere finalizzata a frodi fiscali nel settore petrolifero. La sentenza conferma le condanne e si sofferma sul principio della confisca per equivalente in caso di concorso di persone nel reato. Viene ribadito il 'principio solidaristico', secondo cui la confisca può colpire uno qualsiasi dei concorrenti per l'intero valore del profitto illecito, indipendentemente dalla quota effettivamente percepita da ciascuno.
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Confisca per equivalente: Cassazione e il principio solidale
La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi di tre imputati contro una sentenza di patteggiamento che disponeva la confisca per equivalente dell'intero profitto di reati tributari e truffa aggravata. La Corte ha riaffermato il principio per cui la confisca è solidale tra i concorrenti e non va divisa pro-quota, applicandosi per l'intero importo a ciascuno di essi, a prescindere dall'arricchimento individuale.
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Sequestro preventivo: nuovi elementi e ne bis in idem
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro preventivo per reati tributari, confermando la legittimità di una seconda misura cautelare basata su un nuovo calcolo del profitto illecito. La sentenza chiarisce che un verbale di constatazione fiscale, redatto successivamente al primo sequestro, costituisce un 'elemento nuovo' idoneo a superare il principio del 'ne bis in idem' cautelare. La Corte ha inoltre ribadito che il sequestro per equivalente sui beni degli amministratori è possibile quando il patrimonio della società risulta insufficiente.
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Confisca per equivalente: solidarietà nel riciclaggio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11332/2023, ha respinto il ricorso di un indagato per riciclaggio, confermando un sequestro preventivo di 330.000 euro. La Corte ha ribadito il principio solidaristico secondo cui la confisca per equivalente può colpire per intero il patrimonio di uno solo dei concorrenti nel reato, a prescindere dal profitto effettivamente percepito. Il ricorso del Pubblico Ministero è stato invece dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
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Periculum in mora: insolvenza non basta per sequestro
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Pubblico Ministero, stabilendo che per disporre un sequestro preventivo non è sufficiente dimostrare la sola incapienza patrimoniale dell'indagato. Tale condizione, pur essendo un indizio del 'periculum in mora', deve essere valutata insieme ad altri elementi concreti, come la condotta e la personalità dell'indagato, per giustificare il vincolo cautelare.
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