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Confisca Di Prevenzione — Anno 2026

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128 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Confisca Di Prevenzione

Provvedimenti

Confisca per sproporzione: la prova della liceità
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi contro un provvedimento di confisca per sproporzione, ribadendo un principio fondamentale: per dimostrare la provenienza lecita di un bene non è sufficiente aver acceso un mutuo bancario. È necessario provare di possedere redditi leciti adeguati a coprire le rate del finanziamento. La sentenza conferma che, in presenza di una sproporzione tra patrimonio e redditi dichiarati di un soggetto socialmente pericoloso, l'onere di provare la legittimità degli acquisti, anche quelli effettuati da familiari, ricade interamente su di loro.
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Confisca di prevenzione: è retroattiva? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di prevenzione di un immobile acquistato prima dell'estensione della normativa ai reati comuni. La Suprema Corte ha stabilito che la confisca di prevenzione non è una sanzione penale, ma una misura di sicurezza, e pertanto può essere applicata retroattivamente. La sua applicazione si fonda sulla pericolosità sociale del soggetto al momento dell'acquisto del bene e sull'impossibilità di giustificarne la lecita provenienza, anche adducendo proventi da evasione fiscale.
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Revoca confisca prevenzione: quando la prova è nuova?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per la revoca di una confisca di prevenzione basato su prove preesistenti al giudicato. La sentenza chiarisce che tali prove possono essere ammesse solo se la loro mancata produzione durante il processo originario sia dipesa da una causa di forza maggiore, definita come un evento irresistibile e inevitabile. Nel caso di specie, la prova addotta (una donazione) era nota alla ricorrente e non è stata considerata nuova, rendendo la richiesta di revoca inammissibile.
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Confisca di prevenzione: la prova della sproporzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro un decreto di confisca di prevenzione. La misura riguardava società, immobili e beni riconducibili a un soggetto ritenuto socialmente pericoloso per legami con la criminalità organizzata. I beni, formalmente intestati a moglie e figli, sono stati considerati frutto di attività illecite a causa della notevole sproporzione tra il loro valore e i redditi leciti dichiarati dal nucleo familiare. La Corte ha confermato la validità del calcolo della sproporzione e l'onere dei terzi di provare la provenienza lecita dei fondi.
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Confisca di prevenzione: la Riforma Cartabia non si applica
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un provvedimento di confisca di prevenzione, basato sulla pericolosità sociale di un soggetto dedito abitualmente a truffe. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: la disciplina sull'improcedibilità per decorso dei termini introdotta dalla Riforma Cartabia (art. 344-bis c.p.p.) non si applica ai procedimenti di prevenzione, data la loro natura distinta dal processo penale ordinario.
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Confisca di prevenzione: la prova della sproporzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro un provvedimento di confisca di prevenzione. La sentenza conferma che la sproporzione tra il patrimonio accumulato e i redditi dichiarati è un elemento chiave, e che la pericolosità sociale può essere accertata anche in assenza di condanne penali definitive. La Corte ha inoltre chiarito le norme applicabili per il calcolo dei termini di efficacia della misura, respingendo le eccezioni procedurali sollevate dalla difesa.
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Revocazione confisca: prova nuova e vizio genetico
Una società in liquidazione ha richiesto la revocazione della confisca di un terreno, presentando come prova nuova un provvedimento favorevole su un altro immobile. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la prova nuova, ai fini della revocazione confisca, deve dimostrare un vizio originario e 'genetico' del provvedimento impugnato, non basta una valutazione successiva su un bene diverso.
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Confisca di prevenzione e giudicato penale: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Generale, confermando che la confisca di prevenzione non può essere disposta su beni già oggetto di una decisione di rigetto di confisca allargata in sede penale, in assenza di nuovi elementi. La sentenza riafferma il principio del 'ne bis in idem' e la preclusione processuale, impedendo una duplicazione di giudizi sugli stessi fatti e beni.
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Intestazione fittizia: confisca e onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro una confisca di prevenzione. La Corte ha confermato che, in caso di sospetta intestazione fittizia di beni a terzi, questi ultimi devono provare l'effettiva titolarità e la provenienza lecita dei fondi, non potendo contestare la pericolosità del soggetto proposto. La decisione si fondava su prove schiaccianti che dimostravano come i beni fossero nella piena disponibilità del proposto, legato ad ambienti criminali.
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Procura speciale terzo: quando è necessaria in confisca
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un terzo i cui beni erano stati confiscati. La decisione si fonda sulla mancanza della procura speciale terzo, un mandato che il soggetto interessato deve conferire al proprio difensore per poter partecipare legittimamente al giudizio di prevenzione, essendo portatore di un interesse di natura civilistica.
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Confisca di prevenzione: il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto contro un provvedimento di confisca di prevenzione. La Corte ha ritenuto che la motivazione dei giudici di merito, basata su un complesso schema di trasferimenti societari volti a eludere le misure patrimoniali, non fosse né mancante né apparente. Si è confermato che, per la confisca, è rilevante la correlazione temporale tra la pericolosità sociale e le operazioni di trasferimento fraudolento, anche se i beni erano stati acquistati in precedenza.
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Revocazione confisca di prevenzione: limiti e prove
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi per la revocazione confisca di prevenzione presentati da terzi interessati. La decisione si fonda sulla tardività delle istanze, sulla non decisività delle nuove prove addotte e su un difetto di rappresentanza legale. La sentenza ribadisce i rigorosi requisiti per rimettere in discussione un provvedimento di confisca definitivo.
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Confisca di prevenzione: onere della prova e indici ISTAT
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un decreto di confisca di prevenzione. La Corte ribadisce che, provata la sproporzione tra beni e redditi, spetta al proposto l'onere di allegare la provenienza lecita dei beni. Afferma inoltre la legittimità dell'uso degli indici ISTAT per calcolare le spese familiari e la necessità di un'analisi attuale della pericolosità sociale per le misure personali.
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Confisca impresa mafiosa: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di un imprenditore, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, e dei suoi familiari, confermando la confisca di un'intera azienda e di altri beni. La sentenza stabilisce che quando un'impresa riceve vantaggi da un'organizzazione criminale, si qualifica come "impresa mafiosa" e i suoi beni sono interamente confiscabili a causa di una "contaminazione" irreversibile tra profitti leciti e illeciti, rendendo irrilevante la sua origine lecita. La Corte ha inoltre ribadito che i beni intestati ai familiari si presumono nella disponibilità del soggetto pericoloso, a meno che i familiari non forniscano prove rigorose della provenienza lecita e autonoma dei fondi.
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Confisca beni intestati a terzi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un provvedimento di confisca beni intestati a terzi. La misura riguardava immobili intestati alla moglie di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. Il ricorso della moglie è stato respinto per un difetto di procura speciale al difensore, mentre quello del marito per carenza di interesse, poiché si era limitato a sostenere la titolarità effettiva dei beni in capo alla consorte.
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Confisca di prevenzione: quando è legittima?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una confisca di prevenzione. L'ampliamento di un immobile con fondi illeciti ne giustifica la confisca totale, anche a fronte di parziali assoluzioni e risarcimenti per ingiusta detenzione, se vi è sproporzione tra redditi leciti e investimenti.
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Sproporzione patrimoniale: quando scatta la confisca
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una confisca di prevenzione, confermando che la valutazione della sproporzione patrimoniale effettuata dai giudici di merito non è riesaminabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e completa. La sproporzione patrimoniale tra i redditi dichiarati e i beni acquistati è stata considerata un presupposto valido per la misura, anche a fronte della modesta entità dei beni, poiché l'appellante non è riuscito a giustificarne la lecita provenienza.
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Confisca di prevenzione: la pericolosità non cessa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro un decreto di confisca di prevenzione. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: la pericolosità sociale di un soggetto non cessa automaticamente solo perché l'attività illecita è stata interrotta da un intervento dell'autorità giudiziaria, come un sequestro. Per superare la presunzione di pericolosità, è necessaria una prova di un cambiamento di vita autonomo e non forzato da eventi esterni.
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Confisca di prevenzione: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di confisca di prevenzione a carico di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso, con beni intestati a terzi. La Corte ha confermato la confisca per la maggior parte degli asset, ritenendo adeguata la motivazione sulla fittizietà dell'intestazione e sulla pericolosità. Tuttavia, ha annullato la confisca di un'autovettura, rilevando un grave errore della corte d'appello che aveva omesso di valutare le prove documentali sulla sua lecita provenienza.
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Revocazione confisca: no a nuove valutazioni
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati per la revocazione confisca di prevenzione, stabilendo un principio fondamentale: la revocazione non può essere utilizzata per sollevare questioni o vizi originari che potevano essere dedotti durante il procedimento principale. La Corte ha chiarito che l'istituto della revocazione, anche nell'ipotesi prevista dall'art. 28, comma 2, del D.Lgs. 159/2011, presuppone sempre l'esistenza di 'fatti sopravvenuti' idonei a minare le basi del provvedimento definitivo, impedendo così una rivalutazione nel merito di elementi già noti.
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