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Confisca Di Prevenzione — Anno 2023

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243 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Confisca Di Prevenzione

Provvedimenti

Revocazione confisca di prevenzione: i limiti del rimedio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la revocazione di una confisca di prevenzione. La Corte ha stabilito che un presunto vizio di legalità, presente sin dall'origine del provvedimento, doveva essere sollevato con le impugnazioni ordinarie e non può essere fatto valere tardivamente tramite l'istituto della revocazione confisca di prevenzione, che è riservato a circostanze sopravvenute.
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Confisca di prevenzione: il ricorso del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una donna contro la confisca di prevenzione di un immobile e di un conto corrente a lei intestati. I beni erano ritenuti nella disponibilità del convivente, soggetto a misura di prevenzione. La Corte ha ritenuto non provata la legittima provenienza dei fondi, sottolineando la mancanza di redditi propri della ricorrente e la genericità delle prove addotte.
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Confisca di prevenzione: il caso dell’Hotel Alfa
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una confisca di prevenzione a carico di un imprenditore, confermando la misura sui beni di una società alberghiera. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione della provenienza lecita dei capitali usati per l'acquisizione della società, avvenuta in un periodo in cui l'imprenditore era ritenuto socialmente pericoloso per la sua dedizione a reati fiscali e truffe. Il ricorso della moglie, intestataria formale delle quote, è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
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Revoca confisca: inammissibile ricorso generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la revoca confisca di prevenzione. La richiesta si basava su un'assoluzione successiva, ma secondo la Corte, il ricorso era generico e non affrontava criticamente il giudizio di pericolosità sociale originario, che si fondava su un quadro indiziario più ampio e autonomo rispetto al singolo esito penale. I nuovi elementi non sono stati ritenuti decisivi per scardinare la valutazione complessiva che aveva giustificato la misura patrimoniale.
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Attualità della pericolosità: Cassazione annulla confisca
Un soggetto, detenuto da decenni per associazione mafiosa, era stato sottoposto a sorveglianza speciale e alla confisca di beni intestati ai familiari. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento, sottolineando la mancanza di prove sull'attualità della pericolosità sociale. La Corte ha stabilito che presunzioni basate su fatti remoti non sono sufficienti per giustificare né le misure personali né quelle patrimoniali, per le quali serve una prova concreta della riconducibilità dei beni al soggetto proposto.
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Confisca di prevenzione: i limiti del ricorso del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una misura di sorveglianza speciale e una confisca di prevenzione. La sentenza ribadisce che il terzo, intestatario formale dei beni, può contestare solo la fittizietà della titolarità e non la pericolosità sociale del soggetto principale. Viene inoltre confermata l'autonomia del giudice della prevenzione nel valutare i fatti, anche se conclusi con un'assoluzione in sede penale, per determinare la pericolosità.
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Confisca di prevenzione: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto contro una confisca di prevenzione avente ad oggetto una cospicua somma di denaro e un'autovettura. La sentenza chiarisce che, in materia di misure di prevenzione, il ricorso può basarsi solo su violazioni di legge e non su vizi di illogicità della motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente. Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che le ragioni fornite dai giudici di merito fossero sufficienti a giustificare la confisca.
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Confisca di prevenzione: i limiti alla tutela dei terzi
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di confisca di prevenzione, annullando la misura della sorveglianza speciale per un imprenditore per difetto di motivazione sull'attualità della pericolosità sociale. Tuttavia, ha confermato la confisca delle quote societarie intestate a terzi, stabilendo che il reimpiego di profitti illeciti nella gestione aziendale "inquina" l'intero patrimonio sociale, rendendo irrilevante la prova della lecita provenienza del capitale iniziale dei soci terzi. La sentenza chiarisce i distinti presupposti per le misure personali e quelle patrimoniali.
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Confisca di prevenzione: limiti al ricorso del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un decreto di confisca di prevenzione. La sentenza chiarisce che i terzi, intestatari fittizi dei beni, non possono contestare la pericolosità sociale del proposto, ma solo rivendicare la titolarità effettiva dei beni. Per il proposto, il ricorso è limitato alla violazione di legge, escludendo censure sulla motivazione se non meramente apparente.
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Confisca di prevenzione: la prova dell’origine illecita
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di prevenzione di un immobile intestato alla sorella di un soggetto deceduto, ritenuto socialmente pericoloso. La decisione si basa sulla dimostrazione che l'acquisto e la costruzione del bene sono avvenuti con fondi di provenienza illecita del fratello, configurando un'interposizione fittizia. L'appello della donna è stato dichiarato inammissibile poiché le prove, tra cui la sproporzione tra i redditi della titolare e il valore del bene, indicavano chiaramente la riconducibilità dell'immobile al patrimonio del fratello.
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Pericolosità sociale: quando è legittima la confisca?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'erede di un soggetto proposto per una misura di prevenzione. Il ricorso contestava la data di inizio della pericolosità sociale del defunto, ma la Corte ha ritenuto che mancasse un interesse concreto alla decisione, poiché i beni confiscati erano stati acquistati dopo la data contestata. La sentenza ribadisce che il giudizio sulla pericolosità sociale può basarsi su un rinvio a giudizio per associazione mafiosa, corroborato da altri elementi, e che la sproporzione economica deve essere dimostrata con calcoli dettagliati.
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Revoca confisca definitiva: no a mutamenti di legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revoca di una confisca definitiva di beni. I ricorrenti sostenevano che un mutamento giurisprudenziale costituisse un 'fatto nuovo' idoneo a giustificare la revoca. La Corte ha stabilito che un diverso orientamento interpretativo, anche delle Sezioni Unite o della Corte Costituzionale, non integra la nozione di 'fatto nuovo' richiesta dalla legge per rimettere in discussione un provvedimento definitivo, confermando così l'intangibilità del giudicato.
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Revoca confisca beni: quando una sentenza non è prova
Una donna ha impugnato il rigetto della sua istanza di revoca di una confisca definitiva sui suoi immobili. Sosteneva che una successiva sentenza favorevole ad altri soggetti costituisse una "prova nuova". La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che una decisione pronunciata tra altre parti (inter alios), su un oggetto diverso e con una differente motivazione giuridica, non può integrare i presupposti per la revoca confisca beni. La decisione di confisca originaria resta quindi valida.
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Pericolosità sociale: i limiti alla confisca dei beni
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di confisca per due persone, stabilendo che la pericolosità sociale deve essere provata con elementi concreti e non presunti. I giudici devono dimostrare che i soggetti vivono abitualmente dei proventi di attività delittuose effettivamente lucrative. La sentenza ha anche dichiarato inammissibile il ricorso di altri due soggetti per carenza di interesse, poiché sostenevano che i beni confiscati non fossero di loro proprietà. Questo caso ribadisce la necessità di un accertamento rigoroso prima di applicare misure di prevenzione patrimoniali.
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Confisca di prevenzione: i requisiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro un provvedimento di confisca di prevenzione. La misura era stata applicata a un soggetto ritenuto socialmente pericoloso per reati contro il patrimonio e ai beni, intestati anche alla moglie, risultati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati. La Corte ha ribadito che il ricorso è limitato alle sole violazioni di legge e che la motivazione dei giudici di merito era adeguata nel dimostrare la pericolosità sociale del soggetto e la correlazione tra profitti illeciti e acquisto dei beni.
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Crediti prededucibili: a chi chiedere il pagamento?
Una società creditrice si è vista negare il pagamento di canoni di locazione maturati dopo la confisca dei beni della società debitrice. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per i crediti prededucibili, sorti durante la gestione dei beni, l'istanza di pagamento va rivolta all'organo amministrativo (Agenzia nazionale) e non al Tribunale delle misure di prevenzione. Un errore procedurale che costa l'inammissibilità della richiesta.
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Ammissione al passivo: Cassazione sulla buona fede
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società creditrice contro il diniego di ammissione al passivo nell'ambito di una confisca di prevenzione. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale, che aveva negato il credito per carenza di buona fede contrattuale e per anomalie nelle procedure di recupero, respingendo anche le eccezioni sull'imparzialità del giudice e sui limiti del giudizio di rinvio.
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Confisca di prevenzione: la sentenza di assoluzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una confisca di prevenzione di un'azienda agricola. La sentenza chiarisce che una assoluzione penale, soprattutto se emessa all'estero per reati fiscali, non impedisce la misura patrimoniale se la pericolosità sociale del soggetto è dimostrata da un quadro complessivo di attività illecite, come la corruzione, da cui derivano i beni.
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Confisca di prevenzione: reddito e pericolosità sociale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una confisca di prevenzione. Il bene, intestato alla moglie, è stato confiscato a causa della pericolosità sociale del marito, membro di un'associazione mafiosa, e della palese sproporzione tra il valore del bene e i redditi dichiarati dalla famiglia all'epoca dell'acquisto.
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Pericolosità sociale: confisca annullata in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di confisca di prevenzione a causa di una motivazione arbitraria sulla data di inizio della pericolosità sociale del soggetto. La Corte d'appello aveva retrodatato di cinque anni tale pericolosità senza fornire elementi fattuali concreti a supporto, un vizio che ha portato all'annullamento con rinvio per un nuovo esame.
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