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Confisca Denaro Da Spaccio

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Confisca Denaro da Spaccio: Patteggiano ma Perdono i Soldi
Due imputati, dopo aver concordato una pena (patteggiamento) per spaccio di droga, resistenza e altri reati, hanno impugnato la decisione del giudice riguardo la confisca di 260 euro, ritenuti provento dell'attività illecita. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che la **confisca del denaro da spaccio** è un atto obbligatorio per legge quando i soldi sono ritenuti guadagno del reato. Gli imputati non hanno fornito motivazioni valide per contestare questa valutazione, limitandosi a un generico dissenso. Di conseguenza, la confisca è diventata definitiva e gli imputati sono stati condannati a pagare le spese processuali e una multa.
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Confisca denaro da spaccio: legittima anche con patteggiamento
Due persone, condannate per spaccio di lieve entità tramite patteggiamento, hanno impugnato la decisione del giudice di sequestrare 1.090 euro. Sostenevano che la legge non prevedesse la confisca obbligatoria per quel tipo di reato. La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi, stabilendo un principio chiaro: la confisca del denaro da spaccio è legittima quando i soldi rappresentano il 'corrispettivo', cioè il pagamento diretto della droga venduta. In questo caso, il denaro è considerato profitto del reato e deve essere confiscato secondo le regole generali del codice penale, indipendentemente dal patteggiamento o dalla lieve entità del fatto. L'esito è la conferma della confisca.
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Confisca denaro da spaccio: ricorso generico, condanna certa
La Corte di Cassazione ha confermato la **confisca denaro da spaccio** per una somma di 1.410 euro. L'imputato aveva presentato ricorso sostenendo che la decisione fosse immotivata, ma la Corte lo ha dichiarato inammissibile. Il motivo è semplice: il ricorso era generico e non contestava in modo specifico le argomentazioni del giudice precedente, il quale aveva già dimostrato il legame tra il denaro sequestrato e le attività di spaccio. La sentenza stabilisce che un'impugnazione, per essere valida, deve contenere una critica puntuale e argomentata del provvedimento che si intende contestare. Di conseguenza, la confisca è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e un'ulteriore ammenda.
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Confisca denaro da spaccio: limiti del patteggiamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45909/2023, ha annullato la confisca di 315 euro disposta da un GIP nell'ambito di un patteggiamento per detenzione di stupefacenti. L'imputato aveva concordato una pena di 9 mesi e 2.000 euro di multa. La Suprema Corte ha rilevato d'ufficio l'illegalità della confisca denaro da spaccio, poiché il reato contestato (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990) non la prevede specificamente, richiamando l'art. 240-bis c.p. che non è applicabile in questo caso. Di conseguenza, la confisca è stata eliminata e disposta la restituzione della somma.
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Confisca denaro da spaccio: motivazione e patteggiamento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti tramite patteggiamento, il quale contestava la confisca di una somma di denaro per vizio di motivazione. La Corte ha stabilito che la motivazione, seppur sintetica, è valida se collega il denaro all'attività illecita protratta nel tempo e sottolinea l'assenza di fonti di reddito lecite dell'imputato. Viene così confermata la legittimità della confisca denaro da spaccio anche in sede di applicazione della pena su richiesta delle parti.
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Confisca denaro da spaccio: prova e onere difensivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la confisca di oltre 650.000 euro, trovati insieme a un ingente quantitativo di stupefacenti. La decisione si incentra sul principio della confisca denaro da spaccio, stabilendo che in assenza di una prova plausibile e documentata sulla provenienza lecita della somma, e in presenza di una palese sproporzione con i redditi dichiarati, la confisca è legittima. Le giustificazioni fornite dalla difesa sono state ritenute 'inverosimili'.
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