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Confisca Allargata

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333 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Confisca allargata: limiti al giudice dell’esecuzione
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento della Corte di Appello che aveva disposto l'acquisizione gratuita a favore dello Stato di quote immobiliari appartenenti a terzi non condannati. Il caso riguardava una procedura di divisione nell'ambito di una confisca allargata. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può disporre l'acquisizione dei beni se il giudice del merito aveva già escluso la confisca per quelle specifiche quote, ordinandone la restituzione. La decisione sottolinea l'invalicabilità del giudicato rispetto ai poteri del giudice dell'esecuzione.
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Confisca allargata: termini e validità del sequestro
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso riguardante una procedura di confisca allargata, stabilendo che non si applicano i termini di inefficacia previsti dal Codice Antimafia per le misure di prevenzione. La controversia nasceva dall'opposizione di alcuni familiari di un condannato contro il rigetto della revoca di un sequestro preventivo. I ricorrenti lamentavano l'omessa notifica dell'avviso di udienza ai terzi interessati e il superamento del termine di diciotto mesi per l'immissione in possesso dei beni. La Suprema Corte ha chiarito che, se il difensore è comune e già avvisato per il ricorrente principale, l'omissione verso i terzi è una mera irregolarità. Inoltre, ha confermato l'autonomia della confisca allargata, escludendo che il decorso del tempo determini l'automatica perdita di efficacia del vincolo sui beni.
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Confisca allargata: nuove regole per i reati lievi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca allargata applicata a un soggetto condannato per spaccio di lieve entità. Nonostante in passato tale misura fosse esclusa per i reati minori, la riforma legislativa del 2023 ha esteso l'applicabilità dell'articolo 85-bis d.P.R. 309/1990 anche a queste fattispecie. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché il fatto, avvenuto nel 2025, ricade pienamente sotto la nuova normativa che autorizza il sequestro di beni ingiustificati anche per i piccoli spacciatori.
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Confisca del denaro: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza riguardante la confisca del denaro sequestrato a un soggetto accusato di detenzione di stupefacenti. Il giudice di merito aveva omesso di motivare il nesso tra le somme e l'attività illecita, nonché di verificare i presupposti della confisca allargata per sproporzione reddituale.
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Confisca autovettura: i limiti della Cassazione
La Suprema Corte ha annullato la confisca autovettura disposta in un caso di spaccio, poiché mancava la prova di un nesso di strumentalità stabile tra il veicolo e il reato. Non basta il semplice trasporto della droga per giustificare il sequestro definitivo del mezzo.
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Confisca diretta e allargata: differenze e limiti
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso del Procuratore Generale contro la revoca di un provvedimento di ablazione patrimoniale. Il centro della disputa riguarda la distinzione tra confisca diretta e allargata: in assenza di prova di un nesso pertinenziale specifico tra i beni e l'associazione mafiosa, i giudici hanno ribadito l'impossibilità di procedere con la confisca diretta, specialmente quando i beni risultano legati a reati satellite ormai prescritti.
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Confisca allargata stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che negava la confisca allargata stupefacenti su somme di denaro trovate in possesso di un'imputata condannata per spaccio di lieve entità. La sentenza stabilisce che la sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti giustifica il provvedimento, a condizione che la condotta non sia isolata ma indicativa di un'attività criminale continuativa.
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Confisca allargata: annullamento per errore di fatto
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un provvedimento di confisca allargata applicata a beni rinvenuti presso l'abitazione dei genitori di un condannato. Il giudice del rinvio aveva erroneamente ipotizzato che il condannato, nel periodo di acquisizione dei beni, fosse in libertà o in prova, quando in realtà si trovava in stato di detenzione ininterrotta. Tale svista fattuale mina la ricostruzione logica della consegna dei beni ai terzi e impone una nuova valutazione.
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Falso in atto pubblico: la sentenza è atto fidefacente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un giudice tributario per i reati di soppressione e falso in atto pubblico, per aver alterato una sentenza a favore di un contribuente. La Corte ha stabilito che anche il dispositivo redatto in camera di consiglio è un atto pubblico fidefacente. La sentenza analizza anche la legittimità della confisca allargata su beni sproporzionati al reddito, anche in caso di prescrizione dei reati presupposto, e la responsabilità amministrativa di una società per il reato commesso dal suo legale rappresentante.
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Confisca allargata: sproporzione reddito-patrimonio
La Corte di Cassazione conferma la confisca allargata di un immobile a una coppia, ritenendo inammissibile il ricorso. La decisione si basa sulla palese sproporzione tra i redditi dichiarati e il valore del bene, non giustificata dalla difesa. La Corte sottolinea che non basta sommare i redditi, ma bisogna valutare la capacità di risparmio effettiva, e che un mutuo non prova la provenienza lecita dei fondi se non si dimostra la capacità di ripagarlo.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto ricorre in Cassazione contro una misura cautelare e un sequestro preventivo per partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che le critiche al merito e le giustificazioni patrimoniali tardive non possono essere esaminate in sede di legittimità. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi e sull'impossibilità di rivalutare i fatti, confermando l'importanza di presentare tutte le prove e le difese nelle fasi di merito, come quella del riesame.
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Estorsione aggravata: mandante responsabile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46221/2023, ha respinto il ricorso di un imputato condannato per usura, estorsione aggravata ed esercizio abusivo di attività finanziaria. La Corte ha stabilito che chi ordina un'estorsione (mandante) risponde dell'aggravante delle più persone riunite, anche se non è fisicamente presente al momento del fatto. Ha inoltre confermato che la riqualificazione della confisca da parte del giudice d'appello non viola il divieto di 'reformatio in pejus'.
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Aggravante metodo mafioso: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si pronuncia su diversi ricorsi in materia di estorsione e usura, ponendo il focus sull'aggravante del metodo mafioso. La Corte chiarisce che tale aggravante si applica in base alla condotta intimidatoria, non necessariamente all'affiliazione a un clan. La sentenza annulla parzialmente le decisioni su una confisca, per contrasto con un precedente giudicato di prevenzione, e sul diniego di un'attenuante, dichiarando inammissibili la maggior parte degli altri ricorsi.
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Confisca allargata: inammissibile il riesame nel merito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso straordinario presentato da un condannato per usura e dai suoi familiari avverso una sentenza che aveva confermato la confisca allargata dei loro beni. La Corte ribadisce che tale misura è una misura di sicurezza basata su una presunzione relativa di illecita provenienza, e che il ricorso per errore di fatto non può essere utilizzato per ottenere un riesame nel merito della valutazione del giudice, ma solo per correggere sviste materiali.
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Confisca allargata evasione fiscale: retroattività
Un medico, indagato per gravi reati, subisce un sequestro finalizzato alla confisca allargata per una sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato. Egli sostiene che la ricchezza derivi da evasione fiscale accumulata negli anni. La Corte di Cassazione, di fronte a un contrasto giurisprudenziale sulla retroattività del divieto di usare l'evasione fiscale come giustificazione (introdotto nel 2017), rimette la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva. L'ordinanza analizza i due orientamenti opposti in tema di confisca allargata evasione fiscale.
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Confisca allargata: onere della prova e sproporzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per usura ed estorsione, confermando la legittimità della confisca allargata dei beni intestati alla moglie di uno di essi. La sentenza ribadisce che, in presenza di una sproporzione tra patrimonio e reddito dichiarato, spetta all'imputato dimostrare la provenienza lecita dei beni, anche se non derivanti direttamente dal reato per cui è condannato.
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Correlazione temporale: limite alla confisca allargata
La Corte di Cassazione ha annullato una confisca allargata su un terreno acquistato quattro anni prima del reato contestato. La sentenza sottolinea che una tale distanza temporale rende irragionevole la presunzione di provenienza illecita del bene, stabilendo un principio di garanzia basato sulla correlazione temporale. La sola quantità di stupefacente detenuto non è sufficiente a dimostrare una pregressa e duratura attività criminale.
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Confisca allargata: quando è legittima per lo spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due individui condannati per un'articolata attività di spaccio di stupefacenti. La Suprema Corte ha confermato la legittimità della condanna e della confisca allargata dei beni, ritenendo che la Corte d'appello avesse correttamente valutato l'assenza dei presupposti per il "piccolo spaccio" e la palese sproporzione tra i redditi leciti dichiarati e il patrimonio accumulato, giustificando così la misura patrimoniale.
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Sequestro preventivo e confisca: quando restano validi
Un imprenditore ricorre in Cassazione contro il mantenimento di un sequestro preventivo sui suoi beni, nonostante una sentenza di assoluzione (non definitiva) per associazione mafiosa. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che il sequestro preventivo resta legittimo in virtù di una condanna definitiva per reati tributari e della natura non irrevocabile dell'assoluzione per il cosiddetto "reato spia", che giustifica sia il sequestro impeditivo sia quello finalizzato alla confisca allargata di beni sproporzionati.
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Confisca allargata: quando è possibile la revoca?
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di una richiesta di revoca di una confisca allargata basata su una presunta prova nuova. Sebbene la Corte ammetta in linea di principio il rimedio della revoca per le confische disposte in fase esecutiva, ha rigettato il ricorso. La prova addotta, un decreto penale preesistente, non è stata considerata 'nuova' poiché la sua mancata produzione precedente era colpevole e non dovuta a forza maggiore. Inoltre, il documento non è stato ritenuto decisivo per superare la presunzione di provenienza illecita dei beni.
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