Un professionista medico stipula un contratto con una struttura sanitaria, la cui efficacia è legata a una 'condizione sospensiva': la sottoscrizione di una polizza assicurativa specifica. Nonostante la polizza non venga fornita come pattuito, il rapporto di lavoro prosegue per quasi due anni. Quando la struttura contesta l'inadempimento, non nega l'efficacia del contratto, ma ne chiede la risoluzione. La Cassazione ha stabilito che tale comportamento successivo, insieme alla richiesta di rendicontazione delle prestazioni, costituisce una rinuncia implicita alla condizione sospensiva, rendendo il contratto efficace per il periodo in cui è stato eseguito.
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